Mondo
Venerdì, 18. Settembre 2020
Le diverse risposte politiche nella lotta contro le conseguenze economiche della pandemia. I casi della Cina, del Giappone e degli Stati Uniti. Le decisioni europee e il discutibile approccio in Italia e Spagna
Economia
Una recente analisi dell’Ocse permette un confronto puntuale del costo del lavoro, del cuneo fiscale e delle sue componenti tra l’Italia e i paesi europei comparabili. Il risultato è chiaro: il nostro costo del lavoro è tra i più bassi, sul cuneo le differenze sono limitate. Ad essere fuori linea sono le retribuzioni medie, che dal 1992 sono aumentate pochissimo (meno che negli altri paesi), con effetti deleteri sulla domanda interna e il mantenimento in vita di strutture produttive non dinamiche
Roberto Artoni
Mercoledì, 8. Luglio 2020
Economia
L’analogia tra la pandemia e una guerra è impropria, ma i danni economici sono quasi ugualmente devastanti e non è quindi esagerato richiamarsi alla necessità di una “finanza di guerra”. Che richiede misure molto diverse dalle regole con cui l’Unione ha funzionato (male) finora. Bisogna mettere da parte i pregiudizi che impediscono una piena utilizzazione delle potenzialità della banca centrale, ma non solo
Paolo Piacentini
Mercoledì, 8. Luglio 2020
Italia
Bisogna cogliere l’occasione per rovesciare le politiche nefaste degli ultimi decenni, secondo le lezioni di Roosevelt e Keynes e il modello delineato nella nostra Costituzione. E bisogna anche estendere la democrazia a tutti gli ambiti, compreso quello delle aziende, ripensando a una ipotesi da sempre trascurata: la partecipazione dei lavoratori
Giuseppe Amari
Lunedì, 29. Giugno 2020
Mondo
Di fronte a una radicale incertezza, i consumatori statunitensi risparmieranno di più e spenderanno di meno. Le persone sanno che gli stimoli sono a breve termine. Quello che non sanno è quando arriverà la prossima domanda di lavoro - o il licenziamento
Antonio Lettieri
Lunedì, 29. Giugno 2020
Italia
Il segretario del Pd Nicola Zingaretti aveva invocato “un cambio di passo”. Ma le dichiarazioni dei più importanti esponenti del governo, il presidente Conte e il ministro dell’Economia Gualtieri, mostrano che non si vuole affatto cambiare politica. Sospeso il Decreto dignità, timido passo dopo anni contro il precariato; detassazioni che sfasciano ancor di più il sistema fiscale e continuano a privatizzare il welfare. Insomma, si prosegue sulla linea disastrosa degli anni passati
Carlo Clericetti
Lunedì, 29. Giugno 2020
Lavoro
Presentato da alcuni parlamentari un disegno di legge che dovrebbe estendere, anche con sgravi fiscali, questa forma di lavoro, che nella pubblica amministrazione diventerebbe addirittura la norma. Ma, a differenza delle esperienze condotte in Francia e Germania sulle riduzioni di orario, qui di vantaggi per i lavoratori non se ne vedono proprio
Renato Fioretti
Giovedì, 11. Giugno 2020
Economia
La pandemia ha impresso una netta accelerazione a tendenze già in atto, come il lavoro a domicilio via computer. Questo pone però il problema di disegnare un nuovo modello di società, decidendo quale direzione prevalente dare agli investimenti per lo sviluppo. Un modello che bisognerebbe definire chiaramente prima di impiegare le risorse disponibili
Attilio Pasetto
Giovedì, 11. Giugno 2020
Europa
Le risorse messe in campo per contrastare gli effetti della crisi più grave del dopoguerra sono incomparabilmente minori di quelle varate da Stati Uniti o Giappone. Si continuano a seguire regole fallimentari: quando verrà chiesto all’Italia di tornare all’austerità, dovrà essere il nostro governo a prendersi la responsabilità di rifiutare
Antonio Lettieri
Giovedì, 11. Giugno 2020
Economia
Dopo una prima mossa clamorosamente sbagliata, che aveva fatto crollare i mercati che l’avevano percepita come un abbandono della “linea Draghi”, la presidente della Bce si è corretta e con la più recente decisione di aumentare il programma anti-pandemia ha dimostrato che la banca centrale non si fa condizionare dalla sentenza della Corte Costituzionale tedesca
Carlo Clericetti
Giovedì, 11. Giugno 2020
Italia
Per le imprese sussidi a pioggia, scudi penali, detassazioni, sanatorie, condoni. Per i lavoratori solo riduzioni delle già scarse garanzie. La logica è quella dell’ideologia neoliberista, e infatti è piaciuta alla Confindustria e alle destre, mentre il governo per fortuna è rimasto freddo
Renato Fioretti
Domenica, 14. Giugno 2020
Lavoro
Le lotte su questo argomento erano al centro del progresso sociale nella seconda metà del secolo scorso. Ora la deregolamentazione è diventata la regola, disarticolando la vita personale e familiare. Ma non è inevitabile. Le esperienze in Usa, Germania, Regno Unito e Olanda
Antonio Lettieri
Lunedì, 16. Marzo 2020
Europa
Il dibatto si concentra soprattutto sull’emissione di titoli, ma non sembra questa la soluzione più adatta per affrontare l’attuale emergenza: non può essere rapida quanto la situazione richiede e comunque creerebbe altro debito proprio mentre quello degli Stati si impenna per la crisi. Dovrebbe intervenire la Bce per fare la stessa cosa delle altre grandi banche centrali
Carlo Clericetti
Venerdì, 3. Aprile 2020
Europa
La mancanza di una capacità fiscale comune e di un coordinamento effettivo delle politiche fiscali rimangono lo scoglio insormontabile contro cui si infrangono gli sforzi di fortificare l’Unione. Da questa grave crisi o si esce con un passo avanti o si rimarrà in una palude con sabbie mobili nelle quali l’intera Europa rischia di sprofondare
Attilio Pasetto
Venerdì, 3. Aprile 2020
Lavoro
Se ne parla molto a causa della clausura imposta dal Covid-19, ma facendo confusione fra le varie possibili forme dei nuovi modi di prestare la propria opera da un luogo diverso dall’ufficio tradizionale. Le differenze con le altre possibili forme di impiego, come “lavoro agile” e “telelavoro”
Renato Fioretti
Venerdì, 3. Aprile 2020
Economia
Il coronavirus piomba su un’economia che aveva già dato segnali preoccupanti. L’unico modo di farla ripartire sarebbero gli investimenti pubblici. Ma bisognerebbe smetterla di favoleggiare su progetti finanziati solo sulla carta, e invece riesaminare il funzionamento delle norme e di quegli organismi creati per superare le difficoltà che bloccano quelli davvero realizzabili
Attilio Pasetto
Lunedì, 24. Febbraio 2020
Italia
Molti ritengono irreversibile il declino del Movimento, ma i problemi che hanno spinto tanti elettori a sceglierlo sono tutt’altro che risolti. Non può continuare, però, con la politica del “né-né”: se facesse una scelta di campo culturalmente e socialmente chiara, puntando sui contenuti di maggiore rilievo sociale, si aprirebbe una stagione nuova della politica italiana
Giovanni Principe
Lunedì, 24. Febbraio 2020
Italia
Spesso, come in un recente articolo di Ernesto Galli Della Loggia, si fa di tutta l’erba un fascio e ci si scaglia contro l’immigrazione, senza considerare quella parte che svolge compiti ormai indispensabili, come le badanti, sulla irregolarità di molte delle quali – non a caso – si sorvola, evitando interventi repressivi. Bisogna distinguere e riconoscere la cittadinanza quando sussistano motivazioni sufficienti
Aldo Amoretti
Lunedì, 24. Febbraio 2020
Economia
A volte per capire un fenomeno, almeno nelle sue motivazioni essenziali, un semplice grafico può essere più utile di sofisticate analisi politologiche. E’ il caso di quello proposto da Robin Brooks, capo economista di una importante organizzazione internazionale
Carlo Clericetti
Lunedì, 24. Febbraio 2020
Europa
Un decennio dopo la crisi il divario fra le economie di Stati Uniti e Eurozona è una condanna senza appello per le politiche che hanno fatto un feticcio del controllo dei conti pubblici a scapito della crescita e dell’occupazione. Se davvero l’Unione e l’euro si vogliono salvare quelle politiche vanno rottamate
Antonio Lettieri
Venerdì, 31. Gennaio 2020
Europa
Il vicepresidente della Commissione Dombrovskis si è richiamato a una proposta dell’European Fiscal Board che, oltre a rottamare l’output gap, propone di introdurre una golden rule parziale (gli investimenti in progetti europei non verrebbero conteggiati nella spesa) – senza nominarli – gli eurobond. C’è da scommettere che verranno accolti solo i suggerimenti che cambino il meno possibile delle impostazioni attuali
Carlo Clericetti
Venerdì, 31. Gennaio 2020
Economia
L’accordo promette bene in termini di integrazione sia rispetto ai mercati che alle tecnologie. Da rilevare la novità di due rappresentanti dei lavoratori in Cda, il cui significato non è però ancora chiaro. Il modo in cui l’Ue affronterà la fusione darà indicazioni su come si vuol cambiare l’approccio a questi problemi
Attilio Pasetto
Venerdì, 31. Gennaio 2020
Lavoro
La Commissione Ue ha avviato una consultazione con le parti sociali per una sua eventuale iniziativa in materia. Ma questo provvedimento può avere effetti negativi: le proposte presentate in Italia dai 5S e dal Pd, per esempio, fissano valori non in linea con quelli medi europei e superiori al valore di moda dei salari italiani. Il rischio sarebbe di danneggiare soprattutto le piccole imprese del Mezzogiorno, che potrebbero a quel punto rifugiarsi nel sommerso
Renato Fioretti
Venerdì, 31. Gennaio 2020
Cronache
Appare incontestabile il giudizio sul fallimento di un’esperienza che venti anni fa fu inaugurata nel quadro di un grande ottimismo che all’epoca parve ragionevolmente motivato. Un ottimismo che la politica praticata nei venti anni che ora giungono a compimento ha clamorosamente smentito
Antonio Lettieri
Lunedì, 6. Gennaio 2020
Economia
Il commercia mondiale, sotto i colpi dei dazi di Trump, ha frenato bruscamente, ma la Cina, che ha praticamente azzerato il suo surplus commerciale, punta sulla crescita interna. Non cambia invece la linea della Germania, dove l’export vale la metà del Pil e il surplus della bilancia è al 7%. Una politica seguita anche dall’Italia, il cui surplus sfiora il 3%, che si espone al rischio del protezionismo americano
Attilio Pasetto
Lunedì, 6. Gennaio 2020
Europa
Le modifiche che si dovrebbero approvare al cosiddetto “salva Stati” sono poche, ma insistono sul coinvolgimento dei privati in un eventuale default. L’Italia dovrebbe chiedere una moratoria e allargare il discorso ad almeno tre punti di fondamentale importanza
Ruggero Paladini
Lunedì, 6. Gennaio 2020
Europa
Un potere enorme a tecnici che nessuno controlla e che possono imporre agli Stati la ristrutturazione del debito: basterebbe solo questa possibilità a far scappare gli investitori, provocando la crisi che l’organismo dovrebbe evitare. Il governo italiano sembra orientato ad accettarlo. Sarebbe l’ennesimo errore, stavolta forse fatale
Carlo Clericetti
Martedì, 7. Gennaio 2020
Lavoro
Una indagine sulle retribuzioni smentisce la tesi di Andrea Ichino e Tito Boeri, secondo cui un lavoratore del Nord guadagnerebbe meno, in termini reali, di uno del Mezzogiorno. Dalla rilevazione risulta che nelle regioni meridionali c’è un gap salariale elevato: nella provincia di Ragusa si guadagna in media quasi il 40% in meno che in quella di Milano
Renato Fioretti
Martedì, 7. Gennaio 2020
Lavoro
A dieci anni dalla scomparsa si ricorda Gino Giugni, protagonista dell’elaborazione di quella legge, voluta dal ministro Giacomo Brodolini “per far entrare la Costituzione nelle fabbriche” e portata a compimento dal suo successore Carlo Donat Cattin. Un periodo in cui “fare le riforme” significava migliorare le condizioni dei lavoratori
Carlo Clericetti
Martedì, 7. Gennaio 2020
Italia
Questo testo è tratto dall’intervento pronunciato da Giuliano Amato in occasione del 70° anniversario di Mondoperaio. Lo riproponiamo qui perché fa un bilancio dei motivi che hanno portato al disastro delle sinistre nei più importanti paesi europei. Negli ultimi 40 anni Amato è stato tra i protagonisti principali della vita politica italiana (è stato tra l’altro due volte presidente del Consiglio) ed europea (ha fatto parte della commissione che elaborò il testo della Costituzione europea, che non entrò in vigore perché bocciato dai referendum in Francia e Olanda ma fu sostanzialmente recepita dal Trattato di Lisbona)
Giuliano Amato
Venerdì, 26. Luglio 2019
Italia
Stupisce quanto poca importanza sia data alle novità del quadro politico europeo post elezioni: che non è quello che speravano i sovranisti ma nemmeno è più quello che ha retto l’Europa nel corso di questo secolo. E mentre in Europa ci si scontra su politica monetaria e investimenti da noi si litiga sulla tassa sulle merendine
Giovanni Principe
Giovedì, 24. Ottobre 2019
Europa
Ha salvato l’euro, ma sempre sostenendo come contropartita il deleterio binomio austerità- riforme strutturali, che hanno fatto dell’Europa la zona a più bassa crescita e più alta disoccupazione del mondo sviluppato. Solo se questa politica cambierà sarà possibile risollevare l’economia
Antonio Lettieri
Lunedì, 16. Settembre 2019
Italia
Il risultato dell’Umbria va al di là del piccolo numero di elettori perché conferma i sondaggi nazionali. Se l’attuale maggioranza non elabora un programma di forte discontinuità avrà solo rinviato nel tempo il trionfo della destra. Ma per farlo c’è bisogno che i 5S escano dalla loro evanescenza e soprattutto che il Pd, senza più l’ostacolo di Renzi, compia quella riflessione critica sul passato che non ha mai fatto
Carlo Clericetti
Mercoledì, 30. Ottobre 2019
Economia
Uno studio di Confindustria esamina l’evoluzione del tessuto produttivo dagli anni ’70. Lo sviluppo ha seguito direttrici determinate fino al nuovo secolo, ma ora la realtà produttiva italiana appare sempre più frammentata e meno legata all’industria manifatturiera. Le implicazioni per la politica economica sono rilevanti, e il governo dovrebbe prenderne atto e individuare le priorità per le sue scelte
Attilio Pasetto
Giovedì, 24. Ottobre 2019
Opinioni
Il leader della Lega ha sdoganato e fatto emergere le pulsioni razziste, xenofobe e filo-fasciste latenti nel nostro paese e le cui manifestazioni negli anni scorsi sono state colpevolmente sottovalutate. E ha così risvegliato l'allarme rispetto a fenomeni che è molto pericoloso trascurare
Renato Fioretti
Giovedì, 24. Ottobre 2019
Stato Sociale
L’idea di far diventare i datori di lavoro sostituti d’imposta è un modo per aumentare problemi e spese di chi è già in difficoltà. Fanno questo lavoro in circa due milioni, quasi tutte donne e più della metà in nero. Regolarizzarle non costerebbe molto e farebbe aumentare occupazione ufficiale e Pil. Basterebbe attuare alcune proposte di buon senso
Aldo Amoretti
Giovedì, 24. Ottobre 2019
Italia
Nel nuovo governo non sono entrate nei posti chiave persone caratterizzate dall’adesione alle politiche precedenti. Al ministero più importante, quello dell'Economia, Roberto Gualtieri è certo fra le persone più adatte a trattare con la Commissione. La prossima sessione di bilancio e la scelta del suo economista di riferimento faranno capire se l’aria cambierà davvero
Carlo Clericetti
Lunedì, 16. Settembre 2019
Economia
A luglio sono scaduti i contratti di un milione e mezzo di lavoratori. Nei rinnovi bisognerebbe tener conto della funzione macroeconomica dei salari che, se da una parte sono un costo per la singola impresa, dall’altra alimentano la crescita attraverso i consumi, generando domanda per l’insieme delle imprese. L’esame di alcuni settori mostra che i guadagni di produttività non si sono divisi equamente tra profitti e retribuzioni, con svantaggio di queste ultime a volte notevole
Leonello Tronti
Venerdì, 26. Luglio 2019
Economia
L’enorme diffusione degli smartphone, che peraltro sono diventati strumento di lavoro per un numero sempre maggiore si persone, fa sì che siamo sempre collegati, sempre raggiungibili, e questo elimina la distinzione fra tempo personale e tempo di lavoro. Parlando di riduzione dell’orario, è questo il contesto che oggi si deve considerare, insieme al problema altrettanto importante del salario
Andrea Serra
Sabato, 13. Luglio 2019
Economia
Si torna a parlare di diversificare le retribuzioni come ai tempi delle “gabbie salariali”, sostenendo che al Sud la produttività è minore e il costo della vita più basso. Ma i dati ufficiali mostrano che nel Mezzogiorno le remunerazioni sono già più basse e il rapporto con la produttività sostanzialmente in linea con il resto del paese
Renato Fioretti
Venerdì, 26. Luglio 2019
Società
Le norme anti-immigrati hanno ormai una lunga storia, che inizia nei primi anni ’90 quando ad arrivare in Italia erano gli albanesi. Ma è stato soprattutto con la legge Bossi-Fini che il problema è stato trasformato in una questione di ordine pubblico e che si è creato man mano nell’opinione pubblica un atteggiamento negativo che poi Salvini avrebbe sfruttato rozzamente ma con successo
Renato Fioretti
Lunedì, 16. Settembre 2019
Italia
Per una vicenda meno grave del Russiagate in Austria è caduto il governo; in Italia, i sondaggi dicono che la Lega sta crescendo ancora. L’unico partito che avrebbe i numeri in Parlamento per una maggioranza alternativa, il Pd, esclude persino l’ipotesi: Zingaretti e Renzi sono troppo impegnati a combattersi tra loro, e il Matteo di Rignano conta più del segretario nei gruppi parlamentari. Così resta una sola prospettiva: un governo ancora più di destra
Carlo Clericetti
Sabato, 27. Luglio 2019
Europa
La nuova presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, è stata eletta per soli nove voti e grazie all’appoggio di forze a cui la Commissione uscente si era duramente contrapposta. Il nuovo quadro europeo apre la strada a un possibile cambiamento di rotta, con l’abbandono delle politiche nefaste imposte all’eurozona
Antonio Lettieri
Venerdì, 26. Luglio 2019
Italia
E’ stata una vera manovra correttiva, basata quasi tutta sulle entrate (6,2 miliardi su 7,6). Ma il problema si riproporrà tra qualche mese: la nuova manovra dovrà essere di circa 40 miliardi. Un aiuto viene dalla fatturazione elettronica, che avrà effetti positivi anche sulle imposte dirette. Nel quadro generale, rischi dalla congiuntura ma anche qualche possibile fattore positivo
Attilio Pasetto
Sabato, 13. Luglio 2019
Stato Sociale
Si conferma quest’anno la prevalenza delle iscrizioni ai licei (oltre il 55%): presuppongono il proseguimento fino alla laurea, che però raggiungono in pochi (metà della media Ocse). Bisognerebbe riqualificare i percorsi professionalizzanti, oggi spesso scadenti e privi di prestigio sociale, e conferire un valore effettivo alla laurea triennale, vissuta ora come una mera tappa di avvicinamento al titolo superiore
Claudio Salone
Sabato, 13. Luglio 2019
Europa
L’istituzione più potente dall’Ue è teoricamente a guida collegiale, ma l’esperienza suggerisce che a contare è la linea del presidente. La designata Christine Lagarde non ha la statura tecnica di Draghi e non ha dimostrato di sapersi imporre quando la situazione lo richiede. Si profila così una banca centrale guidata di fatto dal presidente francese
Carlo Clericetti
Sabato, 13. Luglio 2019
Lavoro
Una riflessione ricordando Massimo D’Antona. Ciò che manca è prima di tutto il lavoro ed è per questo che si afferma una linea per cui lo scandalo del non-lavoro rende attraente anche il lavoro più scandalosamente sfruttato. E ancora non è finita
Umberto Romagnoli
Giovedì, 13. Giugno 2019
Europa
I risultati elettorali testimoniano il fallimento della linea adottata negli ultimi dieci anni. Un cambiamento radicale è richiesto e possibile. Ma rimane incerto
Antonio Lettieri
Mercoledì, 19. Giugno 2019
Europa
Investimenti al minimo storico nonostante i tassi negativi sul debito e l’enorme surplus dei conti esteri. Eppure, secondo centri studi come Bruegel e Centre for European Reform, ce ne sarebbe bisogno, nelle infrastrutture e nel sistema educativo. E servirebbero a far stare meglio i tedeschi, che punendo alle elezioni i partiti di governo hanno mostrato il malessere per il numero crescente di lavoratori con bassi salari
Carlo Clericetti
Giovedì, 20. Giugno 2019
Italia
Per giudicare una manovra di finanza pubblica è fondamentale tener conto dei moltiplicatori, ossia dell’effetto sull’economia che può dare una spinta maggiore della spesa effettuata (e in questo caso il provvedimento è corretto e riduce il rapporto debito/Pil) o minore (e se è così il debito aumenterà senza stimolare a sufficienza la crescita). Esaminiamo da questo punto di vista i provvedimenti presi o annunciati
Ruggero Paladini
Lunedì, 17. Giugno 2019
Italia
L’aspetto più rilevante delle elezioni è stato ovviamente il trionfo della destra a trazione leghista, che, se si aggiungesse la manciata di voti di Casapound e Forza Nuova, supererebbe la fatidica soglia del 50%. Ma – cosa di cui non si è parlato – la somma dei partitini a sinistra del Pd ha raggiunto l’8%, addirittura con un piccolo aumento rispetto al 7,42 del 2018. I dirigenti di quest’area hanno buttato via un risultato rispettabile per l’incapacità di trovare una sintesi
Giovanni Principe
Mercoledì, 19. Giugno 2019

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