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Il risultato dell’Umbria va al di là del piccolo numero di elettori perché conferma i sondaggi nazionali. Se l’attuale maggioranza non elabora un programma di forte discontinuità avrà solo rinviato nel tempo il trionfo della destra. Ma per farlo c’è bisogno che i 5S escano dalla loro evanescenza e soprattutto che il Pd, senza più l’ostacolo di Renzi, compia quella riflessione critica sul passato che non ha mai fatto
Carlo Clericetti
Mercoledì, 30. Ottobre 2019
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Stupisce quanto poca importanza sia data alle novità del quadro politico europeo post elezioni: che non è quello che speravano i sovranisti ma nemmeno è più quello che ha retto l’Europa nel corso di questo secolo. E mentre in Europa ci si scontra su politica monetaria e investimenti da noi si litiga sulla tassa sulle merendine
Giovanni Principe
Giovedì, 24. Ottobre 2019
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Nel nuovo governo non sono entrate nei posti chiave persone caratterizzate dall’adesione alle politiche precedenti. Al ministero più importante, quello dell'Economia, Roberto Gualtieri è certo fra le persone più adatte a trattare con la Commissione. La prossima sessione di bilancio e la scelta del suo economista di riferimento faranno capire se l’aria cambierà davvero
Carlo Clericetti
Lunedì, 16. Settembre 2019
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Per una vicenda meno grave del Russiagate in Austria è caduto il governo; in Italia, i sondaggi dicono che la Lega sta crescendo ancora. L’unico partito che avrebbe i numeri in Parlamento per una maggioranza alternativa, il Pd, esclude persino l’ipotesi: Zingaretti e Renzi sono troppo impegnati a combattersi tra loro, e il Matteo di Rignano conta più del segretario nei gruppi parlamentari. Così resta una sola prospettiva: un governo ancora più di destra
Carlo Clericetti
Sabato, 27. Luglio 2019
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Questo testo è tratto dall’intervento pronunciato da Giuliano Amato in occasione del 70° anniversario di Mondoperaio. Lo riproponiamo qui perché fa un bilancio dei motivi che hanno portato al disastro delle sinistre nei più importanti paesi europei. Negli ultimi 40 anni Amato è stato tra i protagonisti principali della vita politica italiana (è stato tra l’altro due volte presidente del Consiglio) ed europea (ha fatto parte della commissione che elaborò il testo della Costituzione europea, che non entrò in vigore perché bocciato dai referendum in Francia e Olanda ma fu sostanzialmente recepita dal Trattato di Lisbona)
Giuliano Amato
Venerdì, 26. Luglio 2019
Italia
E’ stata una vera manovra correttiva, basata quasi tutta sulle entrate (6,2 miliardi su 7,6). Ma il problema si riproporrà tra qualche mese: la nuova manovra dovrà essere di circa 40 miliardi. Un aiuto viene dalla fatturazione elettronica, che avrà effetti positivi anche sulle imposte dirette. Nel quadro generale, rischi dalla congiuntura ma anche qualche possibile fattore positivo
Attilio Pasetto
Sabato, 13. Luglio 2019
Italia
L’aspetto più rilevante delle elezioni è stato ovviamente il trionfo della destra a trazione leghista, che, se si aggiungesse la manciata di voti di Casapound e Forza Nuova, supererebbe la fatidica soglia del 50%. Ma – cosa di cui non si è parlato – la somma dei partitini a sinistra del Pd ha raggiunto l’8%, addirittura con un piccolo aumento rispetto al 7,42 del 2018. I dirigenti di quest’area hanno buttato via un risultato rispettabile per l’incapacità di trovare una sintesi
Giovanni Principe
Mercoledì, 19. Giugno 2019
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Nel Rapporto annuale la società italiana viene classificata in nove gruppi, definiti essenzialmente in base al reddito, senza alcuno sforzo di individuare raggruppamenti in base agli interessi oggettivi
Renato Fioretti
Lunedì, 17. Giugno 2019
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Per giudicare una manovra di finanza pubblica è fondamentale tener conto dei moltiplicatori, ossia dell’effetto sull’economia che può dare una spinta maggiore della spesa effettuata (e in questo caso il provvedimento è corretto e riduce il rapporto debito/Pil) o minore (e se è così il debito aumenterà senza stimolare a sufficienza la crescita). Esaminiamo da questo punto di vista i provvedimenti presi o annunciati
Ruggero Paladini
Lunedì, 17. Giugno 2019
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Il decreto che modifica per la seconda volta in tre anni il nuovo codice degli appalti è un ritorno al passato. Elimina una serie di garanzie, reintroduce il massimo ribasso che aveva dato pessima prova, aumenta la quota dei subappalti e con essa i rischi di incidenti sul lavoro, riduce il ruolo dell’Autorità anti-corruzione. Ma intanto gli investimenti pubblici in bilancio continuano a languire
Attilio Pasetto
Lunedì, 17. Giugno 2019

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