Economia

Economia
Uno studio di Confindustria esamina l’evoluzione del tessuto produttivo dagli anni ’70. Lo sviluppo ha seguito direttrici determinate fino al nuovo secolo, ma ora la realtà produttiva italiana appare sempre più frammentata e meno legata all’industria manifatturiera. Le implicazioni per la politica economica sono rilevanti, e il governo dovrebbe prenderne atto e individuare le priorità per le sue scelte
Attilio Pasetto
Giovedì, 24. Ottobre 2019
Economia
A luglio sono scaduti i contratti di un milione e mezzo di lavoratori. Nei rinnovi bisognerebbe tener conto della funzione macroeconomica dei salari che, se da una parte sono un costo per la singola impresa, dall’altra alimentano la crescita attraverso i consumi, generando domanda per l’insieme delle imprese. L’esame di alcuni settori mostra che i guadagni di produttività non si sono divisi equamente tra profitti e retribuzioni, con svantaggio di queste ultime a volte notevole
Leonello Tronti
Venerdì, 26. Luglio 2019
Economia
Si torna a parlare di diversificare le retribuzioni come ai tempi delle “gabbie salariali”, sostenendo che al Sud la produttività è minore e il costo della vita più basso. Ma i dati ufficiali mostrano che nel Mezzogiorno le remunerazioni sono già più basse e il rapporto con la produttività sostanzialmente in linea con il resto del paese
Renato Fioretti
Venerdì, 26. Luglio 2019
Economia
L’enorme diffusione degli smartphone, che peraltro sono diventati strumento di lavoro per un numero sempre maggiore si persone, fa sì che siamo sempre collegati, sempre raggiungibili, e questo elimina la distinzione fra tempo personale e tempo di lavoro. Parlando di riduzione dell’orario, è questo il contesto che oggi si deve considerare, insieme al problema altrettanto importante del salario
Andrea Serra
Sabato, 13. Luglio 2019
Economia
Altro che Robin Hood, il nostro eroe è Robin Brooks, che dal cuore delle istituzioni del potere fa la guerra all’uso di quelle stime che si usano per dare giudizi sulle politiche di bilancio, dimostrando a suon di grafici che producono risultati assurdi. Se persino gli economisti mainstream mostrano l’insensatezza di questi strumenti, il potere perde qualsiasi alibi per le sue scelte, fatte per favorire i pochi vincenti del turbocapitalismo
Carlo Clericetti
Martedì, 14. Maggio 2019
Economia
Nella misura “a prezzi costanti” facciamo una magra figura, ma ogni paese usa metodologie diverse falsando gli andamenti. Se si guarda “a prezzi correnti” la distanza dalla Germania si riduce molto e siamo pari alla Francia: lo dice uno studio di Confindustria. Ma bisognerebbe aggiungere che con questa seconda misura il costo del lavoro per unità di prodotto scende da cinque anni, senza che questo abbia generato alcun vantaggio per i salari
Leonello Tronti
Domenica, 31. Marzo 2019
Economia
I discorsi programmatici di Macron e del ministro tedesco Altmaier hanno delineato le strategia che si dovrà seguire: “campioni europei” per fronteggiare quelli esteri, con la modifica delle regole Ue sulla concorrenza e ripensamento persino del tabù degli aiuti statali. Peccato che sembrino pensare essenzialmente non a una prospettiva comune, ma a quelle dei loro due paesi
Attilio Pasetto
Domenica, 17. Marzo 2019
Economia
L’ex capo economista del Fondo monetario continua la sua revisione teorica. In un recente saggio osserva che quando la crescita è superiore al tasso di remunerazione del debito questo non solo è sostenibile, ma tende spontaneamente a ridursi. Esaminando vari paesi dal 1950 ad oggi scopre che nella maggior parte dei casi è accaduto proprio questo. Quella per il debito è dunque un’ossessione (specie in Europa) fuori luogo
Carlo Clericetti
Venerdì, 8. Febbraio 2019
Economia
Il direttore dell’istituto Max Planck e un economista di Siena contestano la ricostruzione fatta dal presidente Bce nel suo discorso del 5 dicembre. Non risulta che la fine dei riallineamenti della lira abbia spinto le imprese verso l’aumento della produttività, anzi il contrario. E il deprezzamento sul marco era provocato essenzialmente dalle rivalutazioni di quest’ultimo
Carlo Clericetti
Martedì, 15. Gennaio 2019
Economia
Smantellato da tempo il sistema pubblico del credito, la Cassa depositi e prestiti è il solo strumento che i governi possono usare per gli investimenti strategici: come le consorelle di altri paesi la Ue la pone fuori dal perimetro statale. Potrebbe entrare nei progetti “interventisti” preannunciati dai 5S
Attilio Pasetto
Lunedì, 14. Maggio 2018

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