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Europa 30/07/2016 
     

Brexit, la fuga dalla stagnazione

La crisi ha colpito Regno Unito ed Eurozona in modo analogo, ma poi la politica britannica ha generato una crescita del 2% l'anno, quella imposta da Berlino solo dello 0,8. Questo ha attirato i migranti, provocando il rigetto: La nuova leader May cambia toni rispetto a Cameron
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Ruggero Paladini
   
   
 
Carlo Clericetti: Brexit, crollo di zero-virgola. Fmi: Stati, spendete
 
Aldo Amoretti*: Non autosufficienza, insufficiente anche l'impegno
 
 
 Europa
Brexit, gli apprendisti stregoni dell'austerità
La vittoria del "Leave" c'entra poco con l'Europa e molto con le politiche uguali in tutti i paesi, o per convinzione o per costrizione, che stanno provocando dovunque un rigetto verso chi governa. Se le élites al potere si arrenderanno all'evidenza l'uscita dell'Uk e le sue conseguenze potrebbero essere l'occasione per rivedere radicalmente il progetto europeo, ma questo non è affatto scontato
Carlo Clericetti (25/06/2016)
 
 Europa
Brexit certifica il fallimento europeo
Non è vero che gli inglesi sono da sempre anti-europeisti: non hanno mai voluto rinunciare alla sovranità nazionale e il referendum sanziona il distacco da una Unione che su questo punto fondamentale si è evoluta in maniera ambigua. Chi è un europeista vero deve prendere atto che le politiche vanno radicalmente cambiate
Antonio Lettieri (25/06/2016)
 
 Mondo
Il mondo rallenta ma forse non è un male
Negli ultimi anni il ritmo della crescita mondiale è molto diminuito. Ha pesato la forte frenata del commercio, dovuta soprattutto al nuovo corso cinese. Il problema dell'occupazione, che non è necessariamente correlato alla crescita, dovrà essere affrontato con nuove soluzioni
Attilio Pasetto (25/06/2016)
 
 Italia
La sinistra alla traversata del deserto
Dopo il primo turno delle amministrative nessuno può cantare vittoria. Dai ballottaggi si potrà ricavare qualche indicazione di politica generale sul destino di Renzi in attesa della prova decisiva del referendum. Più di tutti però ha perso la sinistra, che ha davanti una lunga marcia: ma se non scioglierà alcuni nodi non arriverà da nessuna parte
Carlo Clericetti (14/06/2016)
 
 Mondo
La crisi dell'Ue tra guerre e migrazioni
Le migrazioni sono sempre esistite e sono state un motore dello sviluppo. Se oggi il fenomeno si è intensificato è per le guerre degli occidentali in Medio Oriente. Invece di rispondere con i muri bisognerebbe riflettere sull'assurdità di quelle politiche e concentrarsi sull'obiettivo primario di ogni possibile soluzione, la questione siriana
Antonio Lettieri (16/05/2016)
 
 Italia
Crescere poco, lavorare tutti (o quasi)
Per motivi demografici i paesi industriali non riusciranno a far aumentare il Pil a più del 2%, sempre che riescano a migliorare la produttività. Le politiche italiane sono il contrario di ciò che serve per far salire l'occupazione: basta straordinari, ridurre l'orario, incoraggiare il part-time, recuperare i ritardi nei servizi
Nicola Cacace (26/05/2016)
 
 Italia
Leon: lo sguardo lungo di Lombardi
Ricordiamo con commozione l'economista Paolo Leon, scomparso l'11 giugno, pubblicando uno dei suoi ultimi interventi in occasione della presentazione di un libro su Riccardo Lombardi, con cui era stato in stretto rapporto. Una lucida analisi di questa fase politica che si chiude con l'invito a ripensare il cedimento al liberismo e recuperare una autentica cultura socialista
Paolo Leon (15/06/2016)
 
 Italia
A sinistra due lampi nel buio
Il voto è andato come previsto dai sondaggi, ma vale la pena di notare le balle di Renzi, l'emorragia di elettori dal Pd, le sberle alla Lega e un paio di eccezioni alla debolezza mostrata dal mondo frammentato alla sinistra del Pd: prima di tutto la Napoli di De Magistris, ma anche, davvero inaspettata in una zona tradizionalmente di destra, una lista civica che va al ballottaggio a Latina
Giovanni Principe (15/06/2016)
 
 Lavoro
Caporalato, non basta la repressione
I trafficanti di manodopera svolgono un compito "necessario": organizzano l’incontro domanda-offerta e il trasporto sul luogo di lavoro. Solo se saranno sostituiti da strutture promosse dal potere pubblico insieme alle organizzazioni sindacali dei lavoratori e delle imprese si potrà arginare il fenomeno. Necessari anche ricoveri decenti: Il problema dei prezzi ai produttori
Aldo Amoretti (16/05/2016)
 
 Italia
Il venerdì 13 dei conti pubblici
Sarà per il giorno che non porta bene, ma le stime su Pil e inflazione rese note in quella data rendono già problematici gli obiettivi indicati dal governo: è praticamente certo che il rapporto debito/Pil non scenderà neanche quest'anno e che la crescita sarà inferiore alle previsioni. Intanto incombono le clausole di salvaguardia e il giudizio della Commissione Ue
Giovanni Principe (15/05/2016)
 
 Italia
Riforma costituzionale, è solo il primo passo
Questo cambiamento pasticciato, insieme a una legge elettorale molto simile al Porcellum che fu bocciato dalla Consulta, serve probabilmente a creare le condizioni per successive trasformazioni della Carta fondamentale, in direzione di un potere sempre più vertcistico con una minoranza in grado di imporre tutte le sue scelte
Umberto Romagnoli (09/05/2016)
 
 Mondo
Ttip, i trucchi per privatizzare tutti i servizi
La chiave è una definizione di "servizio pubblico" che restringe il concetto praticamente solo a giustizia, difesa e ordine pubblico. Per tutto il resto obbligo di gare internazionali e divieto per i governi di approvare misure più restrittive, anche in materia di servizio universale o di interesse pubblico prioritario. Per sanità, istruzione, acqua e quant'altro il destino sarebbe segnato
Marco Bersani (09/05/2016)
 
 Europa
Moneta dall'elicottero? Parliamo del pilota
Anche gli economisti mainstream ammettono ormai che senza stimoli fiscali l'economia non riparte e invocano il finanziamento con moneta, ma insistono ad assegnarne la gestione ai tecnici , perché vogliono che la politica economica sia sottratta al meccanismo democratico. In ogni caso anche questa idea sarà bloccata dai tedeschi, a cui dell'Europa importa poco
Carlo Clericetti (09/05/2016)
 
 Italia
Una proposta per l’occupazione
La crisi ha cancellato molti posti di lavoro, soprattutto nel Mezzogiorno, e ne ha mutata la composizione. Un ribilanciamento della tassazione verso i redditi più alti e un uso del ricavato per incentivi alle assunzioni e investimenti potrebbe rilanciare la crescita senza infrangere le norme europee
Giuseppe Cusin (09/05/2016)
 
 Italia
Cento fiori per riprenderci la democrazia
Referendum, leggi di iniziativa popolare, petizioni: sono in corso molte iniziative di democrazia diretta per contrastare la linea neoliberista imposta dall'Europa e accolta dagli ultimi governi e correggere i nefasti provvedimenti su istituzioni, lavoro, scuola, beni pubblici. E' l'occasione per fermare il vento di destra
Alessandro Somma (09/05/2016)
 
 Italia
Appello - No alla riforma che snatura la Costituzione
Il referendum segnerà la scelta tra l'attuale sistema democratico e uno in cui l'equilibrio dei poteri vene stravolto a vantaggio di quello esecutivo, con il rischio concreto di una limitazione sempre maggiore dei diritti dei cittadini e dei lavoratori
E.L. (09/03/2016)
 
 Stato Sociale
Deduzione badanti, poca spesa e un grosso aiuto
Si continua a discutere di riduzioni di imposte e regalie varie, ma nessuno pensa a una forma di sostegno a un problema grave e diffuso come la non autosufficienza. Una deduzione dal reddito al 27 per cento costerebbe poco (dai 72 ai 250 milioni, a seconda delle stime) e farebbe anche emergere lavoratori in nero. Vari altri interventi sarebbero necessari
Aldo Amoretti (08/05/2016)
 
 Europa
Se Schäuble prendesse la sua medicina
Per il vice presidente Bce Constâncio il QE ha avuto effetti rilevanti: può darsi, ma la crescita non riparte lo stesso. E visto che i tedeschi rifiutano di agire contro gli squilibri la soluzione migliore sarebbe che adottassero essi stessi il suggerimento che il ministro aveva proposto alla Grecia
Ruggero Paladini (31/03/2016)
 
 Italia
Una Costituzione per farsi obbedire
La Carta non è intoccabile, ma questa riforma - varata da eletti con una legge incostituzionale - ne fa un manifesto del regime tecnocratico-oligarchico che ha come suo punto di riferimento l’esecutivo, attuando il principio secondo cui la partecipazione politica non è più considerata un valore democratico da coltivare, ma un intralcio. Per di più è mal scritta e pasticciata
Gustavo Zagrebelsky (31/03/2016)
 
 Mondo
Il terrorismo e l’Europa senza bussola
Ci vorranno grandi capacità d’intelligenza, immaginazione e impegno per curare le ferite profonde causate dalle più lunghe guerre dell’era moderna e sarà difficile esorcizzare la minaccia del terrorismo. Ma non ha senso dichiarare guerra ai migranti che fuggono dalla guerra e agli islamici che dell’estremismo criminale subiscono le conseguenze
Antonio Lettieri (31/03/2016)
 
 Economia
Economist e Fortune: salari troppo bassi
Il settimanale britannico osserva che la produttività è in calo da 40 anni in tutto il mondo e dopo aver scartato varie ipotesi si chiede "se il legame tra bassa produttività e bassi salari non funzioni in entrambi i sensi". La rivista Usa racconta di McDonald's che dopo aver concesso aumenti ha invertito il trend negativo delle vendite
Carlo Clericetti (02/04/2016)
 
 Italia
Quanto può dare una tassa sui ricchi
Una nuova ipotesi di imposta sulle grandi fortune viene dalla Cgil, che però per il gettito fa riferimento ai valori patrimoniali dell’indagine Bankitalia, calcolati a prezzi di mercato, mentre in Italia si utilizzano oggi i valori catastali pari a circa un terzo. Anche dopo le necessarie modifiche, comunque, con il ricavato si dovrebbe ridurre l’Irpef
Ruggero Paladini (02/04/2011)
 
 Lavoro
Dal lavoro buono al buono-lavoro
Come il Jobs Act ha rovesciato il principio costituzionale posto come fondamento della Repubblica. Non è più la logica mercantile del contratto a dover farsi carico del rispetto dei diritti fondamentali. Sono i diritti fondamentali che devono farsi carico della logica del contratto ed esserne sacrificati
Umberto Romagnoli (02/04/2016)
 
 Sindacato
Cgil, il nuovo Statuto non è per il nuovo mondo
La proposta ha il pregio di irrobustire le tutele del lavoro attualizzando le prescrizioni costituzionali, ma il referente privilegiato è il lavoro coevo alla grande impresa industriale del ‘900, mentre il lavoro occasionale, a gettone, a chiamata della realtà destrutturata della Uber economy e dell’economia sommersa rimane ai margini e fuori controllo
Umberto Romagnoli (02/03/2016)
 
 Europa
Stato sociale, l’Europa in cerca del suo ombrello
Le politiche sociali sono tuttore gestite da ciascun paese per suo conto: ne derivani sistemi di welfare anche molto diversi tra loro. Il “modello europeo” è qualcosa di cui c’è bisogno, ma dovrà cambiare per adattarsi alle nuove condizioni economiche e politiche
Fulco Lanchester (23/10/2011)
 
 Cronache
L’ambigua ribellione di Renzi
L'evidente fallimento delle politiche imposte all'eurozona dall'asse Berlino-Bruxelles ha provocato la sconfitta di tutti i governi che ne sono stati fedeli esecutori. Il premier italiano ne ha preso atto e ha aperto un confronto conflittuale, lontano dall’etichetta dei rapporti riservati. E' comunque un’occasione da non perdere
Antonio Lettieri (15/02/2016)
 
 Europa
Perché questa Europa deve morire e morirà
Un'unione fra Stati economicamente diversi è destinata a fallire senza massicci trasferimenti di bilancio, che i membri più forti non vogliono: l’unica possibile è quello con uno Stato minimo che detti le sole regole di mercato, che è l'Europa che già abbiamo. Bisogna puntare al ripristino dell'autonomia nazionale, il solo ambito in cui si può esercitare la democrazia, e prepararsi al crollo dell'euro
Sergio Cesaratto (02/03/2016)
 
 Italia
Chi complottò contro Berlusconi
La caduta del governo dell'ex Cavaliere fu il frutto di intrighi dei Palazzi in Italia e in Europa? A distanza di quasi cinque anni rileggiamo quegli avvenimenti per ricostruire le mosse dell'esecutivo, dei leader degli altri paesi e della Banca centrale europea
Ruggero Paladini (29/02/2016)
 
 Italia
Addio a De Cecco, un'altra voce che ci mancherà
E' stato uno dei migliori economisti del secolo. Un ricordo di quando cominciò a collaborare con Affari & Finanza: in occasione del referendum francese su Maastricht gli chiedemmo di immaginare che sarebbe accaduto se avessero vinto i "no". Riproponiamo il link a quell'articolo
C.Cl. (10/03/2016)
 
 Mondo
Sul rebus libico chiedere a Sallustio
Già lo storico romano narrava della rivalità e ostilità fra l'ovest - al tempo Cartagine - e l'est di Cirene, divisi dal deserto della Sirte. Roma tenne divise le due Province, e tra esse Diocleziano stabilì il confine tra imperi d'Oriente e Occidente. Lo Stato è un'invenzione recente, coloniale, poi tenuto insieme da un dittatore. La Storia non si può esorcizzare
Claudio Salone (10/03/2016)
 
 Europa
Draghi e la sfida alla Bundesbank
Nonostante lo sbarramento tedesco preventivo la Bce ha varato misure superiori alle aspettative. In Germania ora si riaprirà lo scontro fra Merkel e gli anti-euro: se questi ultimi riuscissero a prevalere potrebbe essere la fine della moneta unica e forse nel modo per noi meno peggiore. Ma - se ancora non c'è - urge preparare il "Piano B"
Carlo Clericetti (11/03/2016)
 
 Europa
Austerity, alla Ue barlumi di dubbio
Il Rapporto della Commissione europea sulla sostenibilità dei disavanzi di bilancio nega un effetto positivo nel lungo periodo di una politica fiscale espansiva. Ma in un suo studio si ammettono i danni della stretta
Ruggero Paladini (15/02/2016)
 
 Europa
Chi cospira per la bassa inflazione
Draghi, scrivono i giornali, ha parlato di "forze nell'economia globale che cospirano", ma certo intendeva riferirsi a tendenze che convergono in senso deflazionistico. Altrimenti avrebbe dovuti indicarne i nomi: primi tra questi avrebbero dovuto essere i suoi ospiti, i tedeschi, ma poi anche egli stesso
Carlo Clericetti (15/02/2016)
 
 Europa
Spagna, anatomia del risultato elettorale
Il Partito Popolare, che ha perduto 3,6 milioni di voti, rimane il più votato, ma anche sommando i voti del PP e della nuova formazione, Ciudadanos, i partiti della sinistra hanno ottenuto circa un milione di voti in più rispetto alla destra
Antonio Baylos (01/01/2016)
 
 Europa
L'Europa, una fattoria degli animali
Come nel pamphlet di Orwell, dove tutti erano uguali ma uno "di più", la linea europea sulle banche si differenzia inspiegabilmente tra chi ha potuto impiegare soldi pubblici per salvarle e chi invece non può assolutamente farlo. Forse è una spia di un braccio di ferro tra chi vuole salvare l'euro e chi punta a farlo saltare
Ruggero Paladini (17/01/2016)
 
 Italia
Basta che sia nuovo
Ci si può dividere sull'asse tra conservatorismo e innovazione piuttosto che su quello destra-sinistra? Nell'editoriale programmatico di Mario Calabresi si afferma di sì. E questo chiarisce da subito quale linea seguirà Repubblica con il nuovo direttore
Scepticus (17/01/2016)
 
 Italia
Come sa di Sala la sinistra altrui
Il candidato sindaco di Milano si definisce " della sinistra progressista". Cioè di quella sinistra di cui la destra ha rubato l'etichetta, evidentemente ambita nonostante le infinite affermazioni che non avrebbe più significato. Non riconoscerla per quel che è significa lavorare per la prossima vittoria delle forze populiste
Carlo Clericetti (15/01/2016)
 
 Sindacato
Il decreto-Colosseo una prepotenza del governo
L'assemblea che ha provocato la chiusura al pubblico di un monumento di rilevanza mondiale è stata certo inopportuna, ma la reazione dell'esecutivo, che con un provvedimento privo del requisito dell'urgenza equipara l'ingresso in un museo al diritto alla salute, è giuridicamente sbagliato, assurdo e lesivo del diritto di sciopero (*)
Mario Rusciano (01/01/2016)
 
 Italia
I nostri due mali peggiori
Il più drammatico è il tasso di occupazione, 10 punti sotto la media europea e 20 rispetto ai paesi più avanzati. E poi c'è l'invecchiamento, record insieme a Giappone e Germania, ma là se ne occupano e noi no. Quali politiche sarebbero necessarie per combatterli
Nicola Cacace (15/01/2016)
 
 Italia
La bufala delle tasse che calano
Il presidente Renzi continua a ripetere che il governo ha ridotto le tasse, ma i numeri del dopo-manovra - che nei documenti ufficiali ancora non ci sono - raccontano un'altra storia: nel 2016 pagheremo di più e nei due anni successivi ci saranno altri aumenti
Carlo Clericetti (01/01/2016)
 
 Italia
Di destra o di sinistra? Un giudizio sulla manovra
La Legge di stabilità realizza una politica di spesa in deficit indirizzata a un target selezionato in base a un criterio di consenso elettorale, anziché di reddito o di condizione sociale. Che esclude perciò le fasce a più basso reddito, che si sono progressivamente allontanate dalla politica
Giovanni Principe (31/12/2015)
 
 Europa
L'austerità ha fallito. Cambiarla è possibile *
La politica economica europea ha provocato stagnazione, deflazione ed è stata usata per un attacco alle tutele sociali. Ma la tenuta delle forze politiche che la sostengono è sempre più precaria in tutta l'eurozona e sarà difficile ripetere il ricatto alla Grecia con paesi come Spagna e Francia
Antonio Lettieri (01/12/2015)
 
 Lavoro
Se otto ore vi sembran vecchie
Secondo il ministro Giuliano Poletti l'orario di lavoro è ormai "un attrezzo vecchio" e la retribuzione va definita anche misurando "l'apporto dell'opera". Ma in molti impieghi l'orario già oggi ha solo un valore formale, quindi il riferimento dev'essere a quelli dove non è così, ossia la gran massa dei subordinati. Un'ipotesi che riporta al cottimo e alla contrattazione individuale
Carlo Clericetti (01/12/2015)
 
 Lavoro
Il lavoro che manca non è un destino
Il drammatico livello della disoccupazione non è un fatto ineluttabile e potrebbe essere combattuto agendo su vari fronti, purtroppo diversi dal bricolage di norme che il governo ha varato e alle altre annunciate. Il sindacato avrebbe un ruolo da giocare, a patto di rimettersi in discussione
Pierre Carniti (02/11/2015)
 
 Italia
Guardo a sinistra e vedo triplo
C'è la sinistra ancora nel Pd, che non vuole accettare che quel partito è ormai perso a una prospettiva progressista. E poi ci sono la neonata Sinistra italiana e Possibile, che costituiscono gruppi parlamentari separati. Eppure i motivi di dissenso non sembrano determinanti. Ricomporli sarà la prima prova che si fa sul serio
Carlo Clericetti (09/11/2015)
 
 Lavoro
La paralisi del giuslavorismo progressista
Il paradigma del diritto del lavoro del ‘900 è ormai rotto, e bisogna elaborarne uno nuovo. Ma la cultura giuridica di sinistra sembra colpita da afasia, mentre quella di destra guadagna spazi
Umberto Romagnoli (02/11/2015)
 
 Italia
Bilancio, l'espansione restrittiva
Il governo millanta una manovra di finanza pubblica espansiva, ma i numeri del Def lo smentiscono. Il deficit programmatico viene ridotto rispetto a quello di quest'anno, e anche il saldo primario sale. Inoltre l'abolizione delle tasse sulla prima casa darà spiccioli a chi ha più propensione al consumo, quindi l'effetto moltiplicatore sarà quasi nullo. E la crescita resta irrisoria
Ruggero Paladini (22/09/2015)
 
 Italia
Beni culturali, in sciopero è il governo
L'esecutivo si scandalizza per due ore di legittima assemblea mentre fioccano scioperi duri nei più importanti musei del mondo, ma intanto riduce ancora i fondi allo 0,19% del Pil, un quarto della Francia, un terzo o meno di Spagna e Austria ed è del tutto assente nell'organizzazione e nella tutela
Vittorio Emiliani (27/09/2015)
 
 Stato Sociale
Pensionamento, inevitabile la flessibilità
E' una strada obbligata per le condizioni attuali e di prospettiva del mercato del lavoro e l'obiezione della Ragioneria sui costi appare immotivata. Per "Opzione donna", per esempio, si è speso metà del previsto. Le possibili modulazioni nelle diverse situazioni
Aldo Amoretti (02/11/2015)
 
 Mondo
Venite e rimpiazzateci
Il rapporto dell'Onu "World Population Prospects" ci aiuta e vedere sotto un'altra luce le migrazioni bibliche in corso. La fertilità femminile è in calo ovunque, e già oggi in ben 83 paesi (con il 46% della popolazione mondiale) è tale da non consentire il rimpiazzo della popolazione. In Europa il flusso di migranti coprirà appena la metà della riduzione di abitanti di qui al 2050
Guglielmo Ragozzino (24/09/2015)
 
 Sindacato
L'unità può partire dall'azienda
Non si può che concordare con lo stimolante intervento di Carniti, a cui si può aggiungere una ulteriore proposta: tornare alle sole Rappresentanze sindacali unitarie (Rsu), che potrebbero proporre liste uniche e inserire anche i dipendenti "mascherati" da lavoratori autonomi
Giovanni Principe (23/09/2015)
 
 Lavoro
Il diritto del lavoro nell'era del mercato delle regole
E' cambiata l'idea stessa di questa materia, come è cambiato il lavoro, diventato "minuscolo ed eterogeneo". Bisogna ripartire dal fatto che i successi migliori la cultura giuridica li ha ottenuti quando ha saputo interagire con la realtà circostante, recuperando il senso un diritto venuto al mondo per aggiustarlo un po’ e non per rifarlo da cima a fondo
Umberto Romagnoli (24/09/2015)
 
 Italia
Otto referendum e un paradosso
Tra pochi giorni la scadenza per la raccolta delle firme. Sono tutti temi che riguardano battaglie della sinistra, ma pochi si sono mobilitati. Un pessimo auspicio per la prospettiva di un nuovo soggetto politico in grado di raccogliere tutta l'area progressista
Carlo Clericetti (18/09/2015)
 
 Economia
Marcello Colitti, una vita tra i segreti dell'Eni
In ricordo di Marcello Colitti, nostro collaboratore ed amico scomparso il 19 agosto scorso, riproponiamo questa sua intervista che era stata pubblicata dalla rivista Politica ed Economia (marzo-aprile 1994) in occasione della sua designazione a presidente dell'Enichem. Ci sembra che rappresenti in modo efficace la sua capacità di analisi e che faccia capire come abbia interpretato il suo ruolo di manager pubblico con spirito etico e di servizio al paese
Guglielmo Ragozzino,Silvia Boba (12/09/2015)
 
 Economia
Colitti e l'eredità di Mattei
Il fondatore dell'Eni era stato per lui come un secondo padre ed egli lavorò sempre perché se ne proseguisse la strategia, alla cui base era la collaborazione con i paesi arabi basata su conoscenza e stima reciproca. Una sua iniziativa che avrebbe potuto cambiare gli scenari energetici fu stoppata per motivi politici
Giovanni Battista Zorzoli (14/09/2015)
 
 Economia
Marcello fra petrolio, Africa e filosofia
Nel corso di una lunga amicizia iniziata negli anni sessanta Colitti ha rivelato aspetti sempre nuovi dei suoi poliedrici interessi. Nell'Eni per 40 anni, come top manager aveva viaggiato in tutto il Continente nero. Ebbe ruoli di prestigio in organismi internazionali. Ha lasciato non solo saggi sull'energia e sull'Eni, ma anche su Spinoza, sulla felicità e un racconto autobiografico.
Antonio Lettieri (16/09/2015)
 
 Europa
La coraggiosa verità di Alexis Tsipras
Mentre gli altri governi dell'eurozona spacciano per una propria scelta le disastrose ricette imposte da Berlino e Bruxelles, il leader greco ha avuto il coraggio di affermare che ha accettato il memorandum solo perché non c'era alternativa e la lealtà è stata premiata dagli elettori. Ora dovrà cercare difficili spazi di manovra
Antonio Lettieri (22/09/2015)
 
 Sindacato
Una strategia per frenare il declino del sindacato
Le Confederazioni perdono iscritti e influenza e i loro obiettivi non sono chiari. Il pluralismo va bene - se accompagnato da democrazia interna - ma serve un patto di consultazione e cooperazione unitaria. Non è in gioco la sopravvivenza, ma il ruolo: si vuole ancora incidere sullo sviluppo economico e sociale? La necessità di un salario minimo garantito
Pierre Carniti (16/09/2015)
 
 Mondo
L'alibi della stagnazione secolare
Nel mondo la crescita rallenta, sia per ragioni demografiche che per la caduta degli investimenti. Ma solo per alcuni paesi è davvero un guaio: per gli altri è una scusa per non affrontare il cambiamento di un meccanismo inceppato che non risolve i problemi della disuguaglianza, dell'occupazione e dell'ambiente
Attilio Pasetto (12/09/2015)
 
 Sindacato
La democrazia sindacale diventa disabitata
Il contratto della Fca sviluppa il modello di relazioni sindacali di cui l'accordo di Pomigliano aveva posto le premesse. Non solo quello di sciopero non è più un diritto della persona, ma si prefigura quel "sindacato unico" che ambisce alla rappresentatività esclusiva e si pone come soggetto che decide per tutti
Umberto Romagnoli (22/06/2015)
 
 Italia
Le tre grandi bugie sugli immigrati
Invasione che non c’è, costi inferiori ai benefici, nessun lavoro tolto agli italiani. Unica verità, l’inefficienza dello Stato nell’organizzazione dell’accoglienza. La sinistra disinformata e incapace di contrastare con i dati reali la propaganda dei partiti xenofobi
Nicola Cacace (22/06/2015)
 
 Società
Immigrati, come aumentare i rimpatri volontari
Prima della legge Bossi-Fini che non aveva maturato la pensione poteva riprendersi i soldi versati all'Inps e con quelli molti tornavano in patria e iniziavano un'attività. Un metodo meno costoso dei rimpatri forzati e utile anche come aiuto allo sviluppo
Aldo Amoretti (09/07/2015)
 
 Europa
Tsipras in trappola fra Schäuble e Hollande
Il tedesco voleva il Grexit, il francese evitare ad ogni costo che l'uscita dall'euro diventasse un'opzione, per non rafforzare enormemente la Le Pen. Così ha "mediato" proponendo un memorandum tanto irrazionale e punitivo che i falchi non potevano rifiutarlo: e neanche il leader greco, che aveva il mandato di tenere il paese nella moneta unica. Ma una resa dei conti è solo rinviata
Antonio Lettieri (22/07/2015)
 
 Europa
La Grecia e l'Europa dei sonnambuli
La destra arrogante che governa l'Unione ha incontrato per la prima volta un ostacolo, dopo lunghissimi e tristissimi anni, nel piccolo popolo greco. Una lezione per l'Italia, che dovrebbe trovare il coraggio di tornare a confidare nelle risorse che la società esprime
Giovanni Principe (09/07/2015)
 
 Società
La ripresa? Parlarne è un passatempo
Si discute sui timidi barlumi di crescita, ma ben più importante sarebbe riflettere sul modello di società che si sta perseguendo, che punta a desocializzare le persone, a far sì che l’unico criterio di accesso alle risorse della collettività sia quello privatistico, mentre i diritti sociali scompaiono e la solidarietà trascolora in carità
Paolo Ramazzotti (22/06/2015)
 
 Europa
Il contagio del referendum
La previsione che si raggiungesse un accordo con la Grecia non teneva conto dell’obiettivo di fondo dei signori dell’eurozona: la punizione di una provincia che aveva osato ribellarsi. Ma Tsipras con il referendum sposta il conflitto a un nuovo livello, finalmente democratico, e molti altri paesi saranno tentati da questa nuova-vecchia arma
Antonio Lettieri (01/07/2015)
 
 Europa
Grecia, l'ultimo affondo dell'Europa reazionaria
Continua il balletto delle "riunioni decisive" che non decidono, ma il 30 giugno è davvero la data limite: o ci sarà l'accordo che permetta il rimborso al Fmi o sarà default. Bruxelles non ha cambiato linea: chiede ancora la fallimentare austerità, solo più attenuata. Alla fine è probabile che l'accordo ci sarà, per non rischiare un drammatico sconquasso
Carlo Clericetti (23/06/2015)
 
 Documenti
La lettera del governo greco ai creditori
Alexis Tsipras (09/07/2015)
 
 Stato Sociale
Il reddito minimo non è una chimera
Le politiche degli ultimi anni invece di combattere la povertà l'hanno accresciuta. Un assegno di sussistenza a 660.000 persone allevierebbe la condizione di 2 milioni di famiglie, con una spesa contenibile in meno di 5 miliardi e coperture plausibili per questo primo passo verso un sistema universalistico
Giovanni Principe (25/05/2015)
 
 Stato Sociale
Scuola, alle radici del pasticcio
Nonostante le modifiche della Camera restano le lacune, i dubbi interpretativi e, soprattutto, l’incertezza del disegno complessivo. Una pseudo-riforma abborracciata in fretta per una sola ragione: evitare 250.000 ricorsi dopo la sentenza della Corte europea sul precariato
Claudio Salone (23/05/2015)
 
 Europa
Spagna, come ha vinto la sinistra
Le elezioni comunali e regionali hanno segnato la spettacolare caduta del Partito popolare e l’apertura di una nuova fase unitaria a sinistra che può cambiare lo scenario politico spagnolo alle prossime eiezioni generali di novembre e avere importanti ripercussioni sulle politiche europee
Antonio Baylos (26/05/2015)
 
 Europa
Le meraviglie del 'Britannicum'
Il sistema inglese è persino peggio dell'Italicum: puoi prendere più seggi con 180.000 voti che con 4 milioni. I Tory hanno vinto grazie a questo: sono aumentati meno dell'1% ma ottengono la maggioranza assoluta dei seggi, mentre il Labour guadagna il doppio ma ne perde 25. La "sconfitta" della sinistra non viene dai voti, ma solo dal meccanismo elettorale
Carlo Clericetti (25/05/2015)
 
 Cronache
L’eurozona e l’attacco alla democrazia
Siamo di fronte a un paradossale rovesciamento del senso stesso della democrazia. Per l'oligarchia europea ciò che conta non è la rappresentatività democratica dei governi nazionali, ma la loro sottomissione o complicità nell’attuazione delle politiche fissate dalla tecnocrazia che guida l’eurozona.
Antonio Lettieri (25/05/2015)
 
 Cronache
Sinistra masochista e sinistra truffaldina
Davvero, come dice Matteo Renzi, con un programma di sinistra inevitabilmente si perde? Non solo non è vero, ma anche l'esito delle elezioni inglesi dev'essere esaminato con un po' più di attenzione. Se comunque per vincere si dovesse proporre una politica di destra, cosa c'entra più la sinistra?
Carlo Clericetti (13/05/2015)
 
 Lavoro
L’irresistibile ascesa della licenza di licenziare
Un po' di storia di diritto dellavoro. Che, all'inizio, considerava la possibilità di interrompere il rapporto una garanzia per il lavoratore. Con l'evoluzione della società e dell'economia la tutela è poi diventata quella che solo a quest'ultimo spettava la discrezionalità, in quanto parte più bisognosa di protezione, principio che oggi viene cancellato
Umberto Romagnoli (25/05/2015)
 
 Economia
Il segreto di Pulcinella della crescita spagnola
A Madrid non è stata imposta l'austerità come a noi: tra il 2010 e il 2014 il nostro deficit cumulato è stato del 12,3%, quello spagnolo di ben il 32,2, e questo ha aiutato l'economia. Come mai questo riguardo? In cambio della riforma del lavoro, che ha fatto scendere pesantemente i salari: è quello che potrà succedere anche da noi grazie al Jobs act
Ruggero Paladini (21/04/2015)
 
 Lavoro
Il futuro non è più quello di una volta
Lo Statuto dei lavoratori è nato come espressione di quanto dice l'articolo 3 della Costituzione, quello che dispone che si persegua l'eguaglianza sostanziale per tutti, e ha reso i lavoratori prima di tutto cittadini titolari di diritti. Oggi si vuole rottamarlo come superato, ma i valori che afferma sono universali e senza tempo
Umberto Romagnoli (14/05/2015)
 
 Italia
Nostalgia dell’Iri? No, ma allora serve qualcos'altro
La non piccola parte positiva del ruolo che fu delle partecipazioni statali non è stata sostituita dall'industria privata e l'attuale politica sembra solo rivolta a vendere all'estero ciò che resta del nostro patrimonio di tecnologie e conoscenze. Alcune idee per una politica industriale
Guido M. Rey (21/04/2015)
 
 Economia
La fame di infrastrutture si nutre di speranza
Dopo anni di calo dei fondi per gli investimenti nel Def 2015 una piccola inversione di tendenza: +2%. Queste risorse e quelle altrettanto modeste del Piano Juncker potranno comunque dare una spinta positiva all'economia, ma a patto che i privati facciano la loro parte
Attilio Pasetto (21/04/2015)
 
 Cronache
Il rebus greco e la trappola dell’eurozona
Il fantasma della possibile uscita di Atene dall'euro preoccupa i governi di Italia e Francia, che sembrano però incapaci di cogliere l'occasione per fare del caso greco la leva per cambiare una politica dell'eurozona che la sta portando all'implosione
Antonio Lettieri (21/04/2015)
 
 Sindacato
Landini e il sindacato per tutti
Ridda di interpretazioni e di critiche sull’iniziativa del segretario della Fiom, molte delle quali distorsive. La strategia che ha enunciato è di portare il sindacato a rappresentare tutti i lavoratori, anche gli atipici e i precari, e di combattere per difendere i loro diritti anche attraverso una mobilitazione della società civile che prema sui partiti, come avvenne per il divorzio o il referendum sull’acqua
Carlo Clericetti (21/03/2015)
 
 Europa
L’egemonia tedesca, la Grecia e la democrazia europea*
Il fallimento economico delle politiche dell’eurozona è solo un lato della medaglia. Le conseguenze più gravi riguardano la faccia che rimane in ombra: i danni profondi inflitti alle regole della democrazia
Antonio Lettieri,Stuart Holland (19/03/2015)
 
 Italia
L’economia di Machiavelli
L’analisi dell’andamento delle componenti del Pil e del loro contributo al reddito mostra che la nostra economia è su un sentiero di "mercantilizzazione povera": crollo degli investimenti, depressi consumi e importazioni, export in modesta crescita forzato dalla mancanza di alternative. Su questa via le condizioni esterne favorevoli non basteranno a riguadagnare il terreno perduto
Leonello Tronti (20/03/2015)
 
 Lavoro
Il lavoro e l’eutanasia dei diritti
Il gioco di specchi e di inganni del Jobs Act, oltre a decretare la più o meno lunga agonia dell’art. 18 e a spingere sulla flessibilità rinviando la sicurezza a tempi indefiniti, riporta il rapporto tra datori e subordinati a prima dello Statuto, che aveva fatto del lavoratore un cittadino, e rende la libertà di licenziamento un valore sociale da tutelare
Umberto Romagnoli (20/03/2015)
 
 Sindacato
Landini tra politica e sindacato
E’ meritorio il tentativo del segretario della Fiom di ridefinire il rapporto tra organizzazioni di massa e politica, ma è opportuno un chiarimento definitivo sull’identità della coalizione sociale e sui suoi obiettivi futuri
Giovanni Principe (20/03/2015)
 
 Stato Sociale
La “Buona scuola” ha il cappello da asino
Anatomia del disegno di legge. Tutto il potere al Dirigente (che potrà correre dei rischi), svuotati gli organi collegiali, pochi soldi gettati qua e là con dubbi criteri, finanziamenti a chi sceglie le private (ma non tutte). Confusione sugli organici, scende il numero dei precari stabilizzati e restano le supplenze. E un dubbio-bomba: il contratto a tempo indeterminato verso la scomparsa?
Claudio Salone (21/03/2015)
 
 Economia
E’ il gas naturale l’anello verso il futuro
E' venuto il momento di ripensare il ruolo di questo combustibile, pressoché inesauribile, tra i meno inquinanti e in grado di garantire un ordinato passaggio ai possibili sistemi energetici che il progresso tecnologico renderà disponibili
Marcello Colitti (19/03/2015)
 
 Cronache
Tsipras scuote il neo-impero dell’eurozona
Il testo del compromesso è molto vago su una serie di punti-chiave, ma nonostante quello che sono stati costretti a cedere i greci hanno aperto una breccia profonda nel muro dell'eurozona. Il risultato può essere contagioso: rafforza i partiti e i movimenti che si ribellano all’ortodossia fondamentalista dell’euro-impero guidato da Berlino e Bruxelles
Antonio Lettieri (22/02/2015)
 
 Europa
Tra l’ottimismo e la catastrofe
Il calo del petrolio e dell’euro e la decisione della Bce possono dare un aiuto alla crescita, anche se non sono privi di qualche controindicazione. Il nuovo governo di Atene ha avanzato proposte molto ragionevoli, ma per ora accolte con ostilità: se si dovesse decidere di abbandonare la Grecia provocandone l’uscita dall’euro, la situazione potrebbe precipitare
Mario Nuti (05/02/2015)
 
 Lavoro
Da lavoratore a cittadino e ritorno
Lo Statuto compie 45 anni. Segnò una svolta sancendo che anche sul luogo di lavoro dovevano valere i diritti della persona previsti dalla Costituzione: è quello da cui ora si sta tornando indietro. Si dovrebbe invece sviluppare la parte della democrazia sindacale in un paese in cui non si sa chi rappresenta chi e con quali responsabilità verso i rappresentati, chi è legittimato a sottoscrivere contratti collettivi e con quale efficacia
Umberto Romagnoli (22/02/2015)
 
 Lavoro
La balla della lotta alla precarietà
Nell'attuazione del Jobs Act a fronte di due piccole novità positive nel part-time ce ne sono numerose negative per i lavoratori sparse dappertutto. La semplificazione delle tipologie contrattuali si sostanzia nell'abolizione del solo "lavoro ripartito", 300 casi in tutto. E persino i giudici a volte avranno una strada obbligata
Giovanni Principe (22/02/2015)
 
 Lavoro
Jobs act, gli imbrogli non finiscono mai
Nei decreti attuativi una “manina” ha inserito norme che esulano dalla delega votata dal Parlamento e persino dalla Costituzione. L’emendamento sul reintegro per licenziamenti disciplinari ingiustificati viene di fatto eluso e al giudice è vietato valutare se la decisione sia proporzionata. Ma c’è anche molto altro
Umberto Romagnoli (04/02/2015)
 
 Cronache
Il decisionismo e il mestiere del presidente
Sergio Mattarella è salito al Colle accompagnato dalle aspettative di quel po' di sinistra rimasta in Italia. Per non deluderle dovrà quanto meno ripristinare prassi corrette, impedendo l’abuso dei decreti legge e non impartendo ordini al Parlamento. E sorvegliando le “manine” che inseriscono nei provvedimenti norme a sorpresa
Carlo Clericetti (05/02/2015)
 
 Europa
La flessibilità inflessibile
Come l’imbroglio del cosiddetto Piano Juncker, così anche i margini di manovra sui bilanci di cui si è parlato nella recente riunione della Commissione Ue sono illusori. L’eurozona persiste nella sua politica distruttiva e solo se in Gracia e poi in Spagna vinceranno le nuove sinistre ci sarà qualche possibilità di cambiare
Antonio Lettieri (16/01/2015)
 
 Italia
Le ambiguità da sciogliere dopo il Quirinale
Mattarella non era la prima scelta di Renzi, ma si voleva evitare che sinistra e Cinque Stelle ponessero l’alternativa di Prodi. Ora però, caduto il Patto del Nazareno, il Pd non può continuare la politica di ispirazione liberista sostenuta dall’alibi delle “larghe intese”. Se lo farà, non potrà più definirsi un parito di sinistra
Giovanni Principe (06/02/2015)
 
 Lavoro
Lo Stato protegge chi licenzia illecitamente
Per effetto dei decreti legislativi di attuazione del Jobs Act è lo Stato che paga i danni derivanti da licenziamenti ingiustificati, visto che si accolla le spese per ricollocare chi ha perso il lavoro. Il che avverrà con un voucher che ancora non si sa se spetterà a tutti e di quali importi sarà nei vari casi: ma si può scommettere che saranno esigui
Umberto Romagnoli (18/01/2015)
 
 Italia
L’austerità e il paradosso di Giffen
Ci sono fenomeni in cui dosi successive sempre maggiori invece di soddisfare generano una ulteriore necessità come l’assuefazione alle droghe. Così è stata la politica europea dei tagli, che invece di ridurre ha fatto crescere i debiti pubblici. Ora che appare una timida inversione di rotta è bene riflettere sulle linee da seguire per il lavoro e le tecnologie
Valerio Selan,Rosita Donnini (04/02/2015)
 
 Europa
Il futuro d’Europa tra Atene e Berlino
Per avere la maggioranza nel prossimo Parlamento Tsipras dovrebbe arrivare al 40%, a meno che vari partiti restino sotto lo sbarramento al 3%. Se ci riuscirà, potrebbe contrattare un forte allungamento del debito con intressi bassissimi. Cederà la Troika, che ha preteso in quattro anni ben 800 misure restrittive? Seguiranno le elezioni in Spagna e Portogallo
Ruggero Paladini (12/01/2015)
 
 Lavoro
Jobs Act , un desolante bilancio finale
Varati i due decreti delegati davvero importanti è possibile un giudizio definitivo. Non solo ci sono vari elementi di incostituzionalità, non solo manca tutta la parte dei servizi per l’impiego: la “grande riforma” si riduce alla liberalizzazione dei licenziamenti, grazie anche a trappole e trabocchetti
Giovanni Principe (15/01/2015)
 
 Cronache
La fine di un regno e il turbopremier
Alla vigilia delle dimissioni Giorgio Napolitano ha pronunciato un discorso che è una sorta di testamento politico. E’ lui che ha creato questo quadro, anche forzando le sue prerogative, e non vuole che cambi: avanti con questo governo e con la linea prevalente in Europa, e nessuno lo disturbi. Renzi ha ancora più fretta del solito: vuole chiudere le partite istituzionali prima dell’incognita del nuovo presidente. E poi, forse, elezioni
Carlo Clericetti (17/12/2014)
 
 Europa
Eurozona al bivio: 2015, anno della svolta?
Il protrarsi della crisi, indotto dalla politica di austerità, funzionale a forzare riforme che sarebbe difficile far passare in tempi normali, sta facendo crescere in vari paesi i partiti che chiedono un’alternativa e l’anno prossimo ci potrebbero essere i primi cambi di governo. Anche Renzi è sul filo del rasoio
Antonio Lettieri (17/12/2014)
 
 Documenti
Contratto a tutele crescenti - testo
Documenti (25/12/2014)
 
 Europa
Katainen, Merkel e la carestia delle patate
Il vice presidente della Commissione ora minaccia vagamente “sanzioni”, come se non bastassero i danni fatti finora dall’austerità. Per trovare un accanimento simile su una politica drammaticamente sbagliata bisogna forse risalire a metà dell’800, protagoniste Inghilterra e Irlanda. Anche allora una carestia fu usata per imporre ristrutturazioni economiche
Carlo Clericetti (15/01/2015)
 
 Italia
Il fisco che crea falsi poveri e falsi ricchi
Negli ultimi quarant’anni fattori esterni come la liberalizzazione della finanza e la globalizzazione e interni come la cattiva amministrazione e le scelte politiche di destra hanno minato profondamente l’equità del prelievo. Gli interventi che potrebbero invertire la tendenza
Valerio Selan,Rosita Donnini (15/01/2015)
 
 Lavoro
Jobs Act, brutti doni natalizi
Una lettura a caldo della bozza di decreto approvata dal governo suggerisce di definire il prodotto di queste norme “contratto a tutele ridotte”. Il reintegro diventa una chimera, nessun disbscamento della giugla delle tipologie. Si dovrà discutere sia della costituzionalità che di un possibile “eccesso di delega”
di Luigi Mariucci (26/12/2014)
 
 Lavoro
Tutele crescenti? Sì, per le imprese
Il nuovo contratto non solo non mantiene, se non per un caso limitato, quello che il nome promette, ma invece di semplificare complica ancor di più il panorama normativo del mondo del lavoro, tanto da rendere probabili, tra qualche tempo, richieste di nuovi interventi
Lorenzo Zoppoli (14/12/2014)
 
 Cronache
Un deus ex machina per l’eurozona
La Banca del Giappone ha appena deciso acquisti di titoli di Stato per il 16% del Pil. Se lo facesse anche la Bce la crisi finirebbe, ma non può: anche se volesse l’opposizione politica non lo consentirebbe. Ma proprio sul fronte politico il 2015 può riservare sorprese
Antonio Lettieri (13/11/2014)
 
 Europa
A sinistra l’euro diventa un dilemma
Il dibattito sulla possibilità di abbandonare la moneta unica comuncia ad accendersi anche nell’area della sinistra Pd: una sua nuova rivista ospita vari interventi. Ma un problema ancora più decisivo sarebbe un vero cambio di rotta della politica economica
Carlo Clericetti (13/11/2014)
 
 Lavoro
Sotto il JobsAct niente
Esaminiamo quali fossero gli obiettivi dichiarati per questa ennesima riforma e che cosa prevede la versione varata dalla commissione Lavoro della Camera. La sola modifica che emerge nettamente è l’ultimo assalto all’art. 18, per il resto nulla che possa davvero modificare la linea seguita dai governi Berlusconi in poi: altro che “cambiare verso”
Giovanni Principe (25/11/2014)
 
 Italia
Pensioni, la manina che ha premiato i ricchi
Sul Corriere della Sera una denuncia di cui E&L aveva dato conto già nel 2012: Uno degli effetti della legge Fornero ha attribuito vantaggi ad alcune categorie (tra le quali magistrati e docenti universitari) con un costo di 2,5 miliardi in 10 anni. In origine nella legge si specificava che quei vantaggi non sarebbero scattati, ma in Parlamento qualcuno ha cassato proprio quelle righe
Maurizio Benetti (25/11/2014)
 
 Italia
Sul Def il fantasma di Haavelmo
Breve nota metodologica per capire se il Documento di economia e finanza prefiguri o no un rilancio dell’economia. Risultato del ragionamento: non inciderà sul trend recessivo. Intanto a Bruxelles ci si occupa di decimali e formule esoteriche
Ruggero Paladini (24/10/2014)
 
 Italia
Caffè, il riformista radicale
A leggere gli interventi dell’economista si resta stupefatti: è scomparso da 25 anni, ma sembrano scritti oggi. La piena occupazione e l’equa distribuzione del reddito sono sempre stati i suoi primi pensieri. Un suo allievo ne ricorda la figura nel centenario della nascita
Mario Tiberi (10/12/2014)
 
 Italia
La palla di neve e la leva di Archimede
Il presidente della Commissione Ue Juncker, per spiegare come 21 miliardi possano diventare più di 300, ha parlato di un “effetto palla di neve”. Lasciando da parte le sue fantasiose immagini si può provare ad analizzare quale effetto-leva potrebbero avere le misure della Legge di stabilità
Valerio Selan,Rosita Donnini (12/12/2014)
 
 Lavoro
Jobs-act, come correggere la delega
Tre importanti riviste scientifiche alle quali collaborano alcuni tra i più autorevoli giuslavoristi italiani propongono un documento in cui analizzano i punti deboli della legge che, se non corretti, genererebbero molti contenziosi e condizionerebbero la legislazione futura
Diritti - lavori e mercati - Lavoro e diritto - Rivista giuridica del lavoro (24/10/2014)
 
 Cronache
La Spagna sì che è un modello!
Mentre Renzi e la Commissione fingono di litigare sui decimali di una manovra che non cambierà nulla arrivano dati ancora negativi sulla nostra crescita e positivi su quella della Spagna, che spesso ci viene portata ad esempio. In effetti dovremmo fare come loro, ma in un campo completamente diverso da quello che ci indicano i neoliberisti
Carlo Clericetti (24/10/2014)
 
 Cronache
Le maschere dell’articolo 18
”E’ solo un totem”. “Riguarda pochissimi lavoratori”. L’assalto finale alla norma contro i licenziamenti ingiusti utilizza una retorica che in parte distorce la realtà, in parte è falsa, come i numeri di cui si parla per sostenerla. Una battaglia della destra travestita da riformismo di sinistra
Antonio Lettieri (05/10/2014)
 
 Italia
Sul Tfr un pasticcio inutile
La facoltà di averlo in busta paga si paga con un forte aumento della tassazione, quindi probabilmente sarà scelta da pochi e non darà gettito né avrà effetti espansivi. Per di più l’aumento di tasse su Fondi e casse private smentisce l’accordo raggiunto nel giugno scorso con il ministro Padoan sugli investimenti. La previdenza complementare ha bisogno di una revisione, ma queste decisioni fanno solo danni
Maurizio Benetti (24/10/2014)
 
 Italia
Pil a picco, fare più deficit o morire
Non basta nemmeno il 3%: finché il saldo primario continua a sottrarre risorse a un’economia agonizzante la ripresa non arriverà mai. L’Italia va peggio di tutti in Europa: è vero, ma è anche quella che ha il maggiore surplus dei conti pubblici. Dovremmo ignorare gli stupidi parametri di Bruxelles e battere i pugni perché la Germania riduca il suo surplus della bilancia
Carlo Clericetti (05/10/2014)
 
 Lavoro
Spagna: da imprenditori a padroni
Con la riforma del 2012 che tanto piace in Italia il legislatore ha tracciato un modello regolativo che non pone limiti al dominio delle ragioni economiche, tecniche, organizzative e produttive che possono essere invocate dai datori per introdurre modifiche sostanziali delle condizioni di lavoro
Umberto Romagnoli (05/10/2014)
 
 Italia
Con l'economia criminale Pil fasullo
I dati su quelle attività sono inattendibili e si crea il paradosso che i successi della legge farebbero scendere il Pil. Bisognerebbe almeno continuare ad effettuare entrambi i conteggi (cioè anche quello tradizionale), evitando così di falsare parametri come la pressione fiscale o il rapporto col deficit
Guido M. Rey (11/09/2014)
 
 Italia
Sblocca Italia? Sblocca cemento
Un gran numero di precetti costituzionale calpestati, a partire dallo strumento usato, un decreto. Stravolte e ignorate tutte le regole, un’orgia di procedure straordinarie, commissari plenipotenziari, silenzi-assenso. Svendita incontrollata dei beni demaniali. Nemmeno Berlusconi era arrivato a tanto
Sauro Turroni (12/09/2014)
 
 Italia
Un liberista contro il taglio dei salari
I duri colpi della crisi che non passa cominciano finalmente a fare breccia nel fronte degli economisti neoliberisti. Dopo Francesco Giavazzi e Guido Tabellini che invocano più spesa pubblica, Luigi Zingales scrive che ridurre le retribuzioni non solo non è utile, ma dannoso. Il loro quadro di riferimento resta però ispirato a teorie smentite dai fatti
Carlo Clericetti (11/09/2014)
 
 Europa
Sopravviverà l'euro? Analisi del suo futuro
Il testo e i grafici della conferenza che l'economista ha tenuto il 6 maggio per la tradizionale "Lezione Angelo Costa"
Joseph Stiglitz (20/05/2014)
 
 Lavoro
Delega sul lavoro, i nodi di una non-riforma
Non solo lo strumento scelto implica tempi lunghi mentre l’occupazione è un’emergenza, ma è carente o addirittura sbagliato su punti cruciali come sussidio universale di disoccupazione, contratto unico, salario minimo. Si può ancora cambiare rotta, ma bisogna farlo presto
Giovanni Principe (08/06/2014)
 
 Europa
Perché la Germania è diventata super
Le riforme Hartz, tanto decantate, non avrebbero giocato un ruolo essenziale. Più importante il contenimento del costo del lavoro, ma determinante un terzo fattore: la grande riorganizzazione di processi e prodotti che è stata alla base di guadagni di produttività e contenimento dei prezzi
Leonello Tronti (30/04/2014)
 
 Europa
Per la disoccupazione serve un fondo europeo
Tassi di senza lavoro come quelli raggiunti dai paesi in crisi non sono riassorbibili con la bassa crescita prevedibile, è necessario un intervento dell’Unione. Che potrebbe avvenire con la costituzione di un apposito strumento presso la Bei e a cui dovrebbero contribuire i paesi con persistente surplus delle partite correnti
Antimo Verde (01/04/2014)
 
 Lavoro
Lavoro, Renzi guardi la Spagna. E non faccia lo stesso
Le autorità europee indicano la riforma del governo Rajoy come esempio, ma i risultati sono catastrofici. Taglio dei salari e azzeramento dei diritti hanno avuto come conseguenza un’impennata della disoccupazione oltre il 25%, la quasi scomparsa dei contratti a tempo indeterminato e una ripresa dell’emigrazione, mentre l’occupazione è tornata ai livelli del 2001
Antonio Baylos (31/03/2014)
 
 Lavoro
La disoccupazione tra chiacchiere ed indifferenza
Affrontare il problema richiederebbe prendere atto delle sue cause profonde, da un lato l’ insufficienza della domanda effettiva, dall’altro l’evoluzione tecnologica che distrugge più posti di quanti non ne crei. E’ un problema che si pone fin dalla rivoluzione industriale e capitalisti come il fondatore della Fiat Giovanni Agnelli avevano ben chiaro come affrontarlo
Pierre Carniti (31/03/2014)
 
 Lavoro
Salario minimo, perché no a una legge
In futuro quelle definite in tal modo diventerebbero di fatto le norme unificate da applicarsi all’insieme dei rapporti di lavoro. Si svuoterebbe la contrattazione affossando definitivamente il sindacato, protagonista di quel pluralismo sociale che definisce una democrazia: ma se non cambia profondamente il suo declino rischia di diventare irrimediabile
Pierre Carniti (18/02/2014)
 
 Lavoro
Il sindacato e i frammenti ricomposti
Unificare il mercato del lavoro, che mai come oggi è stato così segmentato in cento figure diverse, è un problema che il sindacato discute, ma finora senza uno sbocco definito. Una battaglia per una legge sul salario minimo potrebbe dargli una nuova immagine e favorire un contatto con tutte quelle figure che lo vedono ormai come parte dell’establishment, oltre restituirgli un ruolo di soggetto politico generale
Carlo Clericetti (09/02/2014)
 
 Stato Sociale
Pensioni, quelle d’oro a volte non luccicano
Il rendimento dei contributi è in molti casi molto più elevato per le pensioni basse che per quelle molto alte: il fattore più rilevante è l’età di pensionamento. Chi parla di tagli spesso fa confusione, pensando che tutti i vitalizi alti contengano un “regalo”. Un ricalcolo (cosa mai fatta in nessun paese) dovrebbe comunque riguardare tutti gli assegni pena l’incostituzionalità
Ruggero Paladini (25/11/2013)
 
 Cronache
Reddito minimo e matematica grillina
L’M5S propone un “reddito di cittadinanza”, ma sbaglia calcoli e terminologia: quello a favore di particolari categorie disagiate (come prevede il loro provvedimento) si chiama “reddito minimo garantito” e il costo non sarebbe 19 miliardi come dicono, ma 50. Al di là del velleitarismo grillino il problema però è reale e il Pd dovrebbe affrontarlo con urgenza
Pierre Carniti (12/11/2013)
 
 Italia
Più tasse sulle rendite finanziarie? Paga solo il signor Rossi
E’ una misura chiesta a gran voce dai sindacati e da molti politici, che trascurano però un aspetto determinante: banche, assicurazioni e Fondi, che detengono il 90% dei titoli di Stato in Italia, denunciano questi redditi nell’imponibile e dunque non subirebbero alcun inasprimento fiscale, che colpirebbe solo il 10% in mano alle famiglie dando un gettito assai ridotto
Maurizio Benetti (12/11/2013)
 
 Cronache
Il Pd avversario di se stesso
L’ultimo rimasto a potersi definire partito è ridotto ad un fragile corpo politico intrappolato in un ginepraio di congreghe, cricche e camarille. Le primarie così congegnate non servono ad individuare un leader rappresentativo (anzi, rischiano di generarne due contrapposti), ma solo a contarsi in vista della spartizione delle nomine
Pierre Carniti (03/11/2013)
 
 Cronache
A che deve servire la stabilità
Il governo ha superato l’ostacolo Berlusconi, ma ciò che conta è la sua capacità di modificare i termini della situazione economica e sociale. Soprattutto su due aspetti redistributivi: dei redditi per ridurre la disuguaglianza e del lavoro per impiegare più persone. Come si possono trovare le risorse necessarie
Pierre Carniti (07/10/2013)
 
 Sindacato
Nessuno tocchi il diritto di sciopero
Torna alla ribalta, anche per la presa di posizione Fiat, la questione di una legge sulla rappresentanza sindacale. Di alcune chiare e limitate regole c’è sicuramente bisogno: basta che non emerga la tentazione di estenderle alla limitazione del diritto individuale di sciopero, come si tentò di fare in passato
di Luigi Mariucci (06/09/2013)
 
 Stato Sociale
Il welfare ai privati è già realtà
I dati del censimento Istat mostrano la crescente privatizzazione dei servizi e il ruolo sempre più importante giocato dal non profit. La sanità pubblica è ormai il 43,5% del totale, in forte crescita anche l’istruzione privata. In dieci anni raddoppiato il numero delle Fondazioni e delle cooperative sociali
Attilio Pasetto (30/07/2013)
 
 Italia
Pd addio, non hai più un progetto
Il partito politico è lo strumento che si giustifica in vista di un fine. Nel Pd tutte le identità sono dissolte, l’unico fine che resta in piedi è la manutenzione del sistema, e si vuole l'assorbimento di ogni conflitto nella vacua retorica dell’interesse nazionale. A questo esito io non intendo in nessun modo partecipare
Riccardo Terzi (04/05/2013)
 
 Italia
Perché lo sviluppo ha bisogno di equità
Oggi ne parlano persino le forze di destra, ma rimandandola "a un secondo tempo", dopo che sarà stata riavviata la crescita. Ma è proprio qui il punto: ci sono precise ragioni economiche per cui la ripresa ha bisogno di una riduzione delle disuguaglianze, in Italia particolarmente elevate
Nicola Cacace (25/01/2013)
 
 Cronache
La destra alla conquista della sinistra
Le forze politiche di destra presenti oggi sono una corte dei miracoli ripudiata persino da chi per tanti anni le ha votate. Ma questi elettori hanno ora trovato in Matteo Renzi un possibile rappresentante e potrebbero fargli vincere le primarie e conquistare il Pd. Se accadesse sarebbe la fine di qualsiasi prospettiva progressista
Carlo Clericetti (13/11/2012)
 
 Lavoro
Giovani e lavoro, strategia per un disastro
La drammatica situazione attuale è il risultato delle numerose riforme del lavoro e delle pensioni varate negli ultimi vent’anni. La previdenza andava riformata, ma affrontando anche gli effetti collaterali. E tutta la flessibilità introdotta nell’impiego non ha prodotto occupazione, anzi. I dati che sfatano le affermazioni demagogiche
Carlo Clericetti (29/12/2012)
 
 Stato Sociale
Radiografia della spesa pensionistica
Il saldo delle gestioni, gli apporti dello Stato, la partita di giro delle tasse, le diverse definizioni tra Istat, Eurostat, Ragioneria e Nucleo di valutazione. Com’è cambiato il concetto di “sostenibilità”
Maurizio Benetti (28/03/2012)
 
 Europa
Il modello sociale, pilastro dell’unità europea
E’ un’invenzione politica senza precedenti e che resta unica al mondo: la società intera si assume la responsabilità di produrre sicurezza economica e sociale per ciascun singolo individuo. Oggi è messa in questione dai tagli ai bilanci, ma è solo attorno ad essa che il grande progetto unitario può avere successo
Luciano Gallino (20/10/2011)
 
 Italia
Le grida manzoniane sui furbetti del cartellino
I recenti inasprimenti delle norme per gli impiegati scorretti sno un provvedimento populistico che non affronta il problema. Il lavoro della PA è organizzato ancora in modo ottocentesco o simile alla fabbrica fordista, con una deresponsabilizzazione che richiede continui controlli esercitati più sulla forma (la presenza) che sulla sostanza (gli obiettivi del lavoro). Bisognerebbe ispirarsi all'organizzazione delle imprese rpivate avanzate
Claudio Salone (25/06/2016)
 
 
 
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