ricerca veloce
 
 
Lavoro 31/03/2014 
     

La disoccupazione tra chiacchiere ed indifferenza

Affrontare il problema richiederebbe prendere atto delle sue cause profonde, da un lato l’ insufficienza della domanda effettiva, dall’altro l’evoluzione tecnologica che distrugge più posti di quanti non ne crei. E’ un problema che si pone fin dalla rivoluzione industriale e capitalisti come il fondatore della Fiat Giovanni Agnelli avevano ben chiaro come affrontarlo
segue >>

 
Pierre Carniti
   
   
 
Antonio Baylos*: Lavoro, Renzi guardi la Spagna. E non faccia lo stesso
 
Rosita Donnini e Valerio Selan: Ridurre l’orario aumenta la produttività
 
Antimo Verde: Per la disoccupazione serve un fondo europeo
 
Valerio Selan: Un ingannevole trio
 
Carlo Clericetti: Il Comma 22 del Fiscal compact
 
Angelo Gennari: La congiuntura e i fatti di febbraio
 
 
 Cronache
La partita più difficile di Renzi
I dieci miliardi distribuiti – un po’ casualmente – in busta paga potranno avere effetti di rilancio dell’economia solo ad alcune condizioni, proprio quelle che Commissione Ue (e Merkel) non apprezzano. Se Renzi vorrà e riuscirà a farle passare potrebbe davvero iniziare la svolta, altrimenti resteremo nelle sabbie mobili
Carlo Clericetti (14/03/2014)
 
 Lavoro
Salario minimo, perché no a una legge
In futuro quelle definite in tal modo diventerebbero di fatto le norme unificate da applicarsi all’insieme dei rapporti di lavoro. Si svuoterebbe la contrattazione affossando definitivamente il sindacato, protagonista di quel pluralismo sociale che definisce una democrazia: ma se non cambia profondamente il suo declino rischia di diventare irrimediabile
Pierre Carniti (18/02/2014)
 
 Italia
L’ultima spiaggia è sempre la penultima
”Se Renzi fallisce non c'è che il tracollo”, dicono in molti: come avevano detto ai tempi di Berlusconi, di Monti, di Letta. Ma è un mantra che serve a non affrontare una vera analisi della crisi e del modo per uscirne, finora improntato a una continuità che ha dato pessimi esisti. Renzi deve decidere da che parte giocare la partita: con chi e contro chi
Giovanni Principe (13/03/2014)
 
 Italia
I limiti di Napolitano e di Renzi
Il presidente ha cercato di salvare il salvabile a fronte di partiti politici divisi, confusi e incapaci di decidere, ma ciò che ha ottenuto è l’immobilismo. Il segretario Pd non ha concordato un preciso programma di governo, dando vita ad una soluzione debole e aperta alle incognite
Maurizio Benetti (13/03/2014)
 
 Società
La retorica del sogno
E’ il modo della comunicazione politica attuale, di cui si possono analizzare le strutture. Ma è anche il nuovo modo di fare politica, in sostituzione delle ideologie consunte soprattutto da una pratica fatta di eterne mediazioni non più al passo con i tempi convulsi del cambiamento. Per questo accomuna Berlusconi e Renzi, perché quel modo di procedere appartiene ormai al passato
Rino Caviglioli (14/03/2014)
 
 Sindacato
La dittatura della maggioranza nel sindacato
A Bologna 2000 autoconvocati (ma della sola Cgil) per discutere l’ultimo accordo interconfederale, che ha riscritto in chiave restrittiva la sentenza della Corte costituzionale. Un testo dominato dalla logica di apparati guidati dall’istinto dell’auto-conservazione
Umberto Romagnoli (18/02/2014)
 
 Lavoro
Sanzioni per gli scioperi fuori regola
Le regole sullo sciopero nei pubblici servizi prevedono sanzioni per chi non le rispetta, sia per le organizzazioni che per i singoli lavoratori, ma non erano mai state irrogate. Nell’ultimo mese, invece, è successo due volte
Aldo Amoretti (18/02/2014)
 
 Cronache
Origini e prospettive dell’enigma Renzi
Battuto alle primarie del Pd solo un anno fa, in breve ha conquistato il partito e ora la guida del paese. Ma dovrà avere grande abilità acrobatica per destreggiarsi nelle riforme con Berlusconi e nel governo con Alfano, due avversari che sono avversari tra loro. E se non riesce a far virare la politica europea non farà meglio di Letta
Antonio Lettieri (18/02/2014)
 
 Italia
Le alternative a vent’anni di depressione
Dall’anno prossimo le regole del Fiscal compact ci imporranno di ridurre il debito del 5% all’anno. Se lo faremo con un elevato saldo primario la ripresa non arriverà mai. Basterebbe anche una crescita del 3,5% nominale, che però è difficilissimo ottenere. Tra le soluzioni ipotizzabili una sola è davvero praticabile
Maurizio Benetti (10/02/2014)
 
 Lavoro
Il sindacato e i frammenti ricomposti
Unificare il mercato del lavoro, che mai come oggi è stato così segmentato in cento figure diverse, è un problema che il sindacato discute, ma finora senza uno sbocco definito. Una battaglia per una legge sul salario minimo potrebbe dargli una nuova immagine e favorire un contatto con tutte quelle figure che lo vedono ormai come parte dell’establishment, oltre restituirgli un ruolo di soggetto politico generale
Carlo Clericetti (09/02/2014)
 
 Economia
L’export suona l’allarme
Tutti aspettano la ripresa, ma proprio dal tradizionale punto di forza della nostra economia vengono indicazioni preoccupanti. Principali imputati sono la debolezza del mercato interno europeo e l’euro, che si è rivalutato dell’8% da un anno e mezzo a questa parte. Anche il nostro “sistema paese” potrebbe però fare di più
Attilio Pasetto (23/01/2014)
 
 Sindacato
Libertà sindacale sequestrata
Gli accordi 2011, 2013 e 2014 instaurano un dominio della maggioranza che si propone non solo di azzerare la conflittualità, ma anche di condizionare la dialettica interna con l’obiettivo di omologare l’intero mondo confederale. A questo è finalizzata l’imposizione alle Federazioni di categoria di sottoporsi al vaglio di un collegio arbitrale che punirà i comportamenti giudicati non conformi
Umberto Romagnoli (09/02/2014)
 
 Cronache
Un patto suicida
Il fatto più grave dell’accordo sulla nuova legge elettorale e che sconvolge l’equilibrio dei poteri previsto dalla Costituzione in un modo che non trova uguali negli altri paesi. Ma non è tutto: non si mette in conto la spregiudicata capacità di aggregazione del composito universo del centro-destra, che potrebbe vincere e trovarsi in grado di impadronirsi di tutti i centri di potere
Antonio Lettieri (23/01/2014)
 
 Lavoro
Un contratto unico più tutti gli altri
L'ipotesi rilanciata da Renzi è ancora molto vaga, ma a quanto si capisce quell'"unico" lascerebbe invece in vita quasi tutte le varie forme oggi in vigore. E non è questo il solo punto da chiarire. Quanto poi a stimolare nuova occupazione, il "Job act" rischia di essere tradotto come "fabbrica delle illusioni"
Luigi Mariucci (03/01/2014)
 
 Italia
Legge elettorale, le contraddizioni del Pd
Le più evidenti sono quelle dell'area che ha retto la “ditta” fino al mese scorso, ma non mancano anche nella linea di Renzi: basta poco per capire che l’esito del voto con l’accordo che è stato raggiunto è ad altissimo rischio. Il segretario farebbe bene a non affidarsi solo alle sue qualità di leader sottovalutando l’importanza del partito
Giovanni Principe (30/01/2014)
 
 Economia
Fiat nella Spoon River dell’industria italiana
Tutti i grandi gruppi globalizzati hanno un chiaro riferimento nazionale, cioè un paese di riferimento dove si colloca il centro di comando, e quello del nuovo gruppo sarà a Detroit. Rimaniamo l’unico grande paese europeo, con una secolare storia nell’industria dell’auto, ridotta a una provincia marginale in un settore tuttora trainante
Antonio Lettieri (04/01/2014)
 
 Italia
Quelli che… E poi parlano pure
Con i comportamenti incoerenti degli anti-renziani si potrebbero riempire molte pagine. I fatti sono che Renzi ha rotto uno stallo che durava da anni: ha concluso un accordo complessivo su legge elettorale, riforma del Senato e del Titolo 5° della Costituzione. Se approvate queste tre cose produrranno una forte svolta nel sistema politico italiano, dopo un lungo immobilismo totale
Fausto Tortora e Maurizio Benetti (23/01/2014)
 
 Italia
Le tre sinistre nel Pd
Il fatto che il voto delle primarie non abbia confermato il risultato conseguito da Cuperlo tra gli iscritti segna l'epilogo di un logoramento fino alla virtuale scomparsa di ciò che restava del Pci. Ha stravinto un’altra sinistra molto moderata e poco laica, anomala nel panorama mondiale, con un'impronta di cattolicesimo liberale. Ma questo apre lo spazio a terza sinistra finora senza rappresentanza
Giovanni Principe (02/01/2014)
 
 Italia
La variabile tempo nella programmazione
Si tratta di un elemento quasi sempre trascurato o sottovalutato, eppure la sua importanza è fondamentale. La mancanza di un ordine predefinito negli atti necessari al risultato che si vuole ottenere comporta costi aggiuntivi, sprechi, incagli che possono durare anni. I quattro punti da considerare sempre
Rosita Donnini e Valerio Selan (03/01/2014)
 
 Società
Le urla in Tv senza verità
Una sera davanti a “Servizio pubblico” stimola riflessioni su questo e altri talk show, che dando la parola a tutti senza contraddittorio finiscono per imitare la confusione della Rete invece di offrire informazione corretta, e rappresentano sempre il peggio del paese senza mai dar conto di quello che va bene
Rino Caviglioli (03/01/2014)
 
 Cronache
Il leader della disperazione
Che Matteo Renzi vincesse la corsa per la segreteria Pd era praticamente certo, ma il come ha riservato una serie di sorprese. E tutto ciò che era imprevedibile prima compone ora un quadro per interpretare meglio l’accaduto
Carlo Clericetti (15/12/2013)
 
 Stato Sociale
Pensioni, quelle d’oro a volte non luccicano
Il rendimento dei contributi è in molti casi molto più elevato per le pensioni basse che per quelle molto alte: il fattore più rilevante è l’età di pensionamento. Chi parla di tagli spesso fa confusione, pensando che tutti i vitalizi alti contengano un “regalo”. Un ricalcolo (cosa mai fatta in nessun paese) dovrebbe comunque riguardare tutti gli assegni pena l’incostituzionalità
Ruggero Paladini (25/11/2013)
 
 Lavoro
Disastro lavoro: il disagio occupazionale al 30%
E’ la cifra che si ottiene sommando le varie definizioni delle situazioni lavorative (disoccupati, scoraggiati, part-time involontari ecc.). Per il Cnel il 2013 è stato l’anno peggiore dal dopoguerra. Bisognerà crescere almeno al 2% per tornare nel 2020 dove eravamo nel 2008
Ferruccio Pelos (18/10/2013)
 
 Italia
Sarà di stabilità ma ha poco equilibrio
Nonostante le pastoie dei vincoli europei la composizione della manovra poteva sicuramente essere più efficace e soprattutto evitare parecchie incongruenze. Ma serviva una volontà politica che questo governo, per la sua stessa costituzione, non può avere
Maurizio Benetti (03/12/2013)
 
 Italia
Spending review? Meglio services review
La Legge di Stabilità non è proprio da buttar via, anche se i suoi limiti sono vistosi. La parte più interessante è quella dei possibili risparmi, ma anche tagliare gli sprechi può avere effetti recessivi. Sarebbe meglio invece aumentare e migliorare i servizi agli stessi costi: si libererebbero risorse nel settore privato
Valerio Selan (01/12/2013)
 
 Cronache
Una gioiosa macchina del disastro
Il dopo-Berlusconi è iniziato, ma un programma che affronti i nostri veri problemi ancora non si vede. La cosa più urgente sarebbe ottenere una ricontrattazione del fiscal compact, ma Napoletano e Letta non usano a questo scopo il credito di cui godono in Europa, mentre Renzi, probabile vincitore del congresso, parla di flessibilità del lavoro e riforme costituzionali. Così si va dritti verso la fine di ciò che resta del Pd
Antonio Lettieri (01/12/2013)
 
 Società
La maggioranza deviante
I controlli delle università romane sulle dichiarazioni reddituali degli studenti hanno mostrato che quasi due su tre erano false. E’ un segnale gravissimo, perché una società democratica si basa sul rispetto volontario delle regole da parte della maggioranza. Ma è ancor più grave il fatto che gli studenti hanno solo imitato i comportamenti delle élite di successo
Carlo Clericetti (02/12/2013)
 
 Cronache
Reddito minimo e matematica grillina
L’M5S propone un “reddito di cittadinanza”, ma sbaglia calcoli e terminologia: quello a favore di particolari categorie disagiate (come prevede il loro provvedimento) si chiama “reddito minimo garantito” e il costo non sarebbe 19 miliardi come dicono, ma 50. Al di là del velleitarismo grillino il problema però è reale e il Pd dovrebbe affrontarlo con urgenza
Pierre Carniti (12/11/2013)
 
 Italia
Che farà la sinistra nel dopo-Berlusconi?
Quella di Matteo Renzi è una vittoria annunciata: resta l’assoluta stranezza di un’organizzazione che fa eleggere il suo segretario anche da esterni, cosa che in Italia nessuna aveva mai fatto prima. E restano i forti dubbi sulla politica che ne conseguirà. Eppure le cose da fare sarebbero chiare
Flavio Pellis (26/11/2013)
 
 Italia
Garantire il reddito? No, il lavoro
Si continua a parlare di “reddito di cittadinanza” o “reddito minimo garantito”. Ma, come già diceva Paolo Sylos Labini più di 30 anni fa, non è all’assistenzialismo che bisogna puntare, ma ad assicurare un lavoro a tutti. Evitando gli errori di esperienze simili, come i nostri “lavori socialmente utili” o i “mini-job” tedeschi
Carlo Clericetti (12/11/2013)
 
 Italia
Più tasse sulle rendite finanziarie? Paga solo il signor Rossi
E’ una misura chiesta a gran voce dai sindacati e da molti politici, che trascurano però un aspetto determinante: banche, assicurazioni e Fondi, che detengono il 90% dei titoli di Stato in Italia, denunciano questi redditi nell’imponibile e dunque non subirebbero alcun inasprimento fiscale, che colpirebbe solo il 10% in mano alle famiglie dando un gettito assai ridotto
Maurizio Benetti (12/11/2013)
 
 Cronache
Il Pd avversario di se stesso
L’ultimo rimasto a potersi definire partito è ridotto ad un fragile corpo politico intrappolato in un ginepraio di congreghe, cricche e camarille. Le primarie così congegnate non servono ad individuare un leader rappresentativo (anzi, rischiano di generarne due contrapposti), ma solo a contarsi in vista della spartizione delle nomine
Pierre Carniti (03/11/2013)
 
 Stato Sociale
Tagli alle pensioni, o inutili o da esproprio
Ipotesi e conti degli interventi ipotizzati prima sulle “pensioni d’oro”, poi su quasi tutte: a meno di colpi pesantissimi il gettito non sarebbe mai molto alto. E semmai dovrebbe essere usato a vantaggio dei pensionati futuri, per i quali si prospettano assegni assai più miseri di ora
Maurizio Benetti (03/11/2013)
 
 Italia
Una manovra figlia del pensiero corto
Come il popolo delle scimmie nel Libro della Jungla, la classe dirigente dimentica il passato e ripete discorsi su punti che sembravano acquisiti, senza mostrare alcuna capacità di proiettarsi verso il futuro. La Legge di stabilità non sfugge a questa logica
Valerio Selan (18/10/2013)
 
 Cronache
Quella varata è la Legge di Immobilità
Lo sgravio massimo di 14 euro è solo per chi ha un imponibile di 15.000 euro: poi scende, per la maggior parte sarà meno di 10 euro. I complimenti di Bruxelles possono incoraggiare i mercati a far scendere i tassi, ma se la produzione ristagna quanto può durare? (1 commento)
Ruggero Paladini (18/10/2013)
 
 Cronache
A che deve servire la stabilità
Il governo ha superato l’ostacolo Berlusconi, ma ciò che conta è la sua capacità di modificare i termini della situazione economica e sociale. Soprattutto su due aspetti redistributivi: dei redditi per ridurre la disuguaglianza e del lavoro per impiegare più persone. Come si possono trovare le risorse necessarie
Pierre Carniti (07/10/2013)
 
 Italia
Berlusconi ha perso, la destra forse no
La vicenda del governo si intreccia con la strada che il Pd deciderà di prendere e quindi con la scelta del suo leader. L’alternativa è proseguire sulla strada delle larghe intese e della “stupida austerità” oppure battersi davvero, soprattutto in Europa, per cambiare questa linea disastrosa
Carlo Clericetti (07/10/2013)
 
 Europa
I tre errori della Troika
Il risultato paradossale delle prescrizioni di Ue, Bce e Fmi è che alla fine di cinque anni di austerità i deficit di bilancio di Grecia, Irlanda e Portogallo sono circa come quelli iniziali, ma i rapporti debito/Pil sono andati alle stelle
Ruggero Paladini (12/07/2013)
 
 Cronache
La Telecom e l’eutanasia di un paese malato
La disgregazione delle ultime grandi industrie è frutto dell’assenza di una politica industriale, bandita da quando l’ideologia reaganian-thatcheriana ha preso il sopravvento. Ma altrove, dagli Usa alla Germania, si proclama la dottrina mentre lo Stato interviene pesantemente, da noi invece si applica diligentemente questa linea fallimentare
Antonio Lettieri (26/09/2013)
 
 Economia
La controffensiva delle energie fossili
Complice la maggiore economicità rispetto alle rinnovabili (ma solo perché non si considerano i costi ambientali) e soprattutto la rivoluzione dello shale gas in Usa e Canada, conoscono un rinnovato sviluppo. La situazione nei principali paesi. In Italia non c’è una direzione precisa, ma nei prossimi anni ci potrebbero essere forti innovazioni tecnologiche
Rosita Donnini (18/10/2013)
 
 Documenti
Le frodi di Berlusconi
Il testo integrale della sentenza sui diritti Mediaset
Documenti (04/08/2013)
 
 Sindacato
Se il sindacato si tinge di giallo
Le motivazioni della sentenza della Corte costituzionale che ha accolto il ricorso Fiom contro la Fiat sono una lezione di diritto del lavoro e spiegano in modo molto chiaro chi ha diritto a rappresentare i lavoratori e perché l’azienda non può scegliere gli interlocutori che preferisce
Umberto Romagnoli (25/08/2013)
 
 Sindacato
Nessuno tocchi il diritto di sciopero
Torna alla ribalta, anche per la presa di posizione Fiat, la questione di una legge sulla rappresentanza sindacale. Di alcune chiare e limitate regole c’è sicuramente bisogno: basta che non emerga la tentazione di estenderle alla limitazione del diritto individuale di sciopero, come si tentò di fare in passato
Luigi Mariucci (06/09/2013)
 
 Italia
Un galeotto solo al comando
Le vicende seguite alla condanna definitiva dovrebbero aver chiarito a chi ancora non lo ammetteva che il Pdl non è una forza politica, ma un gruppo che persegue soltanto gli interessi del suo capo e come tale è non solo inutile ma dannoso per il governo del paese. Resta da vedere se tutti i gruppi in lotta all’interno del Pd si comporteranno di conseguenza
Carlo Clericetti (05/08/2013)
 
 Stato Sociale
Il welfare ai privati è già realtà
I dati del censimento Istat mostrano la crescente privatizzazione dei servizi e il ruolo sempre più importante giocato dal non profit. La sanità pubblica è ormai il 43,5% del totale, in forte crescita anche l’istruzione privata. In dieci anni raddoppiato il numero delle Fondazioni e delle cooperative sociali
Attilio Pasetto (30/07/2013)
 
 Europa
Lotta di classe e apatia nell'eurozona
Dietro la maschera dell’austerità, la destra politica e tecnocratica combatte la sua moderna lotta di classe non dichiarata e unilaterale con l'obiettivo di distruggere il modello sociale europeo, contro avversari che la crisi ha indebolito
Antonio Lettieri (12/07/2013)
 
 Lavoro
Decreto lavoro, il pasticcio da correggere
Uno dei commi interviene ancora a proposito del famigerato art. 8 che permette ai contratti aziendali di derogare non solo a quelli nazionali, ma anche alle leggi: una norma che non ha eguali in nessun paese civile. Ma l’intervento rischia di peggiorare la situazione: l’unica soluzione è abolire quell’articolo
Luigi Mariucci (15/07/2013)
 
 Lavoro
Lavoro, un decretino che sbaglia strada
Al di là degli annunci trionfalistici servirà a ben poco. Soprattutto, riproduce stancamente uno schema e un modello produttivo (oltre che un modello di sviluppo) che è proprio quello da cui l'Italia deve uscire per tornare a offrire una prospettiva ai suoi giovani
Giovanni Principe (15/07/2013)
 
 Sindacato
La Consulta apre i cancelli alla Fiom
La Corte Costituzionale ha chiarito che l’art. 19 dello Statuto dei lavoratori non può essere usato per escludere i sindacati dissenzienti. Ora la parola torna alle parti sociali, ma anche il legislatore dovrebbe battere un colpo
Umberto Romagnoli (04/07/2013)
 
 Italia
Il presidente che zittisce il Parlamento
Le Camere non possono dare indirizzi al governo, quando si tratti di una “scelta operativa”. Questo dice il comunicato del Consiglio supremo di difesa, pubblicato sul sito del Quirinale. Dal punto di vista formale questa tesi si potrebbe discutere, ma da quello sostanziale è l’ennesima forzatura che, se accettata, sminuirebbe il ruolo del Parlamento rispetto a presidente e governo
Carlo Clericetti (04/07/2013)
 
 Documenti
Il programma economico di Renzi
Il senatore Pd Yoram Gutgeld espone in una serie di slides e in un'intervista a "Lettera43" i progetti che il sindaco di Firenze cercherebbe di realizzare se diventasse premier
Documenti (01/07/2013)
 
 Italia
Il mistero del governo Letta
Difficile non cogliere una continuità con le politiche di Tremonti e poi di Monti, con l’aggiunta di una serie di rinvii che servono solo ad evitare di affrontare quei problemi che la politica ha evitato di risolvere negli ultimi dieci anni. Incomprensibili molte scelte del Pd e soprattutto della sua area di sinistra. Nella maggioranza non c’è accordo sul che fare. Ma allora a che serve?
Maurizio Benetti (03/07/2013)
 
 Economia
Le 5 condizioni per le energie alternative
Attorno a questo settore si è combattuta una “guerra dei trent’anni” fra ecologisti e tradizionalisti, che con la crisi si è fatta più aspra. Uno sviluppo efficiente ha bisogno di una mediazione politica e di una programmazione che si basi su caratteristiche precise
Rosita Donnini (01/07/2013)
 
 Economia
La tecnologia può darci un nuovo miracolo
Nonostante una situazione che non potrebbe sembrare peggiore, lo sviluppo impetuoso della ricerca scientifica su vari fronti, dalle nanotecnologie ai nuovi materiali, potrebbe tradursi in un nuovo sviluppo molto diverso da quello passato. Se poi si aggiungesse la tanto necessaria manutenzione potremmo perfino permetterci un po’ di ottimismo
Valerio Selan (14/06/2013)
 
 Sindacato
La resurrezione del contratto nazionale
Il protocollo del 31 maggio rafforza questo istituto che appariva in agonia. E’ anche positivo che si sia dato finalmente un contenuto al concetto di rappresentatività, così come lo spazio decisionale che si è lasciato alle Federazioni. Tuttavia bisogna ammettere che il protocollo somiglia ad un semi-lavorato
Umberto Romagnoli (14/06/2013)
 
 Sindacato
Rappresentanza, finalmente l’accordo, ma…
L’intesa tra Cgil, Cisl, Uil e Confindustria, in attuazione dell’accordo del 2011, è senz’altro un passo importante, che colma una lacuna rimasta aperta fin dal ’93. Molti aspetti non secondari vendono però demandati alle categorie; riportare i contenuti nella contrattazione di secondo livello non sarà semplice e, soprattutto, resta il problema di almeno 10 milioni di persone fuori dalle tutele
Ferruccio Pelos (14/06/2013)
 
 Cronache
La Repubblica cambiata da questi?
Dar seguito all'ipotesi di Enrico Letta sull'elezione diretta del capo dello Stato comporterebbe un completo mutamento della struttura istituzionale, che richiederebbe tempo e sarebbe dunque un'assicurazione sulla durata del governo. Ma non si può affidare alla classe politica più screditata della storia repubblicana il compito di rivoluzionare completamente le istituzioni
Carlo Clericetti (04/06/2013)
 
 Italia
Come far crescere le nostre imprese
Guido Rey ha ragione ad affermare che il problema italiano riguarda l’offerta. Uno dei problemi delle imprese è la piccola dimensione, e la bassa capitalizzazione: esiste una "via fiscale alla crescita", in parte già sperimentata. Un'altra questione da porsi, poi, è il rientro dal debito pubblico
Ruggero Paladini (30/09/2009)
 
 Italia
Pd addio, non hai più un progetto
Il partito politico è lo strumento che si giustifica in vista di un fine. Nel Pd tutte le identità sono dissolte, l’unico fine che resta in piedi è la manutenzione del sistema, e si vuole l'assorbimento di ogni conflitto nella vacua retorica dell’interesse nazionale. A questo esito io non intendo in nessun modo partecipare
Riccardo Terzi (04/05/2013)
 
 Sindacato
'La mia storia nel sindacato'
Intervista autobiografica su un ventennio di attività nella Cisl - a cura di Bruno Liverani
Rino Caviglioli (24/05/2013)
 
 Europa
Bundesbank, siluro alla stabilità
Fatta filtrare la notizia di un ricorso della banca centrale tedesca alla Corte Costituzionale contro la politica della Bce che ha fermato la speculazione contro l'euro: secondo la Buba è illegittima e pericolosa. Per ora la necessità di investire l'enorme liquidità sui mercati ha avuto la meglio e gli spread sono rimasti stabili, ma in prossimità della decisione la speculazione potrebbe tornare a colpire
Carlo Clericetti (04/05/2013)
 
 Italia
Euro e debito: come è facile farla facile
Circolano ricette improbabili per uscire dalla crisi, come uscire dall'euro e abbattere il debito pubblico, magari non rimborsandolo in parte. Chi le propone evidentemente non si rende conto di quali sarebbero le conseguenze, che ci farebbero passare dalla padella nella brace
Ruggero Paladini (15/03/2013)
 
 Documenti
Il manifesto di Fabrizio Barca
Documenti (12/04/2013)
 
 Economia
Distretti industriali, chi vince e chi perde
Diminuisce del 2,8% il fatturato 2012 (sempre meglio della media nazionale dell'industria, -5%), ma con differenze anche forti tra l'uno e l'altro e tra settori (l'export della meccanica -3%, quello dell'Hi-tech +14,9). Bene anche alimentare e farmaceutica. Cosa serve per migliorare
Attilio Pasetto (30/03/2013)
 
 Libri
Il mercato senza lavoro
Un saggio di Ferruccio Pelos colmo di dati che fanno chiarezza su tutte le figure contrattuali e le articolazioni dell'occupazione, e anche un'analisi dei processi evolutivi derivati dai mutamenti sociali ed economici. Con prefazione di Pierre Carniti e postfazione di Luigi Di Marco
Rino Caviglioli (15/03/2013)
 
 Cronache
Medice, cura te ipsum
Le prime parole di un Papa sono spesso indicative del programma del suo pontificato. Così è stato per Wojtyla "il conquistatore" e per Ratzinger "il filosofo". L'esordio di Bergoglio farebbe pensare a un programma che mette al primo posto la riforma della Chiesa, puntando sulla sobrietà (la scelta del nome) ma soprattutto - forse - rivoluzionandone il governo
Carlo Clericetti (15/03/2013)
 
 Mondo
Bernanke il rivoluzionario
La crisi che non passa sta incidendo profondamente anche sul ruolo delle banche centrali e sulle loro strategie e i dogmi degli ultimi trent'anni vengono rimessi in discussione. La Fed, in particolare, per la prima volta ha indicato un obiettivo numerico sulla disoccupazione. Solo in Europa innovazioni quasi a zero
Carlo Clericetti (25/01/2013)
 
 Italia
Perché lo sviluppo ha bisogno di equità
Oggi ne parlano persino le forze di destra, ma rimandandola "a un secondo tempo", dopo che sarà stata riavviata la crescita. Ma è proprio qui il punto: ci sono precise ragioni economiche per cui la ripresa ha bisogno di una riduzione delle disuguaglianze, in Italia particolarmente elevate
Nicola Cacace (25/01/2013)
 
 Lavoro
Giovani e lavoro, strategia per un disastro
La drammatica situazione attuale è il risultato delle numerose riforme del lavoro e delle pensioni varate negli ultimi vent’anni. La previdenza andava riformata, ma affrontando anche gli effetti collaterali. E tutta la flessibilità introdotta nell’impiego non ha prodotto occupazione, anzi. I dati che sfatano le affermazioni demagogiche
Carlo Clericetti (29/12/2012)
 
 Cronache
La destra alla conquista della sinistra
Le forze politiche di destra presenti oggi sono una corte dei miracoli ripudiata persino da chi per tanti anni le ha votate. Ma questi elettori hanno ora trovato in Matteo Renzi un possibile rappresentante e potrebbero fargli vincere le primarie e conquistare il Pd. Se accadesse sarebbe la fine di qualsiasi prospettiva progressista
Carlo Clericetti (13/11/2012)
 
 Italia
Serve più competitività? Dipende
Se si ragiona sulle necessità immediate, cioè su ciò che serve a superare la crisi, l'opportunità o meno di perseguirla consegue dal tipo di politica economica che si sceglie. Il governo comunque non ne fa nessuna: un piccolo promemoria di decisioni insensate
Valerio Selan (27/09/2009)
 
 Italia
Fisco, sindacati divisi ma sbagliano uniti
La richiesta di Cisl e Uil di aumentare la detassazione del salario di produttività non ha senso in questa fase, ma anche la proposta Cgil (niente Irpef sulle tredicesime di lavoratori e pensionati) produrrebbe vari effetti negativi. Con 6 miliardi si potrebbe invece manovrare sulle detrazioni fino a 55.000 euro, con 9 fino a 75.000, con benefici percentualmente maggiori per i redditi più bassi
Ruggero Paladini (27/09/2012)
 
 Economia
I profitti sporchi di Taranto
Parla Andrea Ranieri, che da segretario generale della Cgil Liguria ha seguito per anni le vicende dell’acciaio. “Riva comprò a prezzo stracciato dall’Italsider, ma ha investito solo per produrre e guadagnare di più infischiandosene dell’inquinamento. Serve un progetto nazionale, la chiusura fermerebbe anche Genova, Novi Ligure, Torino. E bisogna cambiare logica”
Bruno Ugolini (29/09/2012)
 
 Lavoro
L’industria italiana non è tutta Ilva
”Su questo caso gli investitori esteri misurano l’affidabilità dell’Italia”, ha detto il ministro Clini. Un’affermazione insensata: dopo 40 anni di leggi sull’ambiente di lavoro tutte le imprese sarebbero in quella situazione? Bisognerebbe piuttosto pubblicizzare e premiare quelle in regola. Ma inspiegabilmente nessuno vuole dire quali siano
Gianni Marchetto (02/09/2012)
 
 Lavoro
Regole del mercato e mercato delle regole
Nonostante gli anatemi dei politici, la richiesta di referendum sulla riforma del lavoro era ineludibile. Non solo per l’articolo 18, ma soprattutto per quella norma che, consentendo alla contrattazione locale di derogare dai contratti e persino dalle leggi, ha assassinato il diritto del lavoro
Umberto Romagnoli (16/09/2012)
 
 Globalizzazione
Se la democrazia diventa retorica
Dove stiamo andando/9 - In un contesto in cui il potere della politica nazionale viene ridotto sia dai colpi dell’economia globalizzata, sia delle cessioni di sovranità all’Unione Europea, lo stesso termine “democrazia”, osserva Zagrebelski, “sembra diventare l’ostentazione dei potenti per rivestire la propria supremazia”. Di qui il diffuso disamore per la politica
Pierre Carniti (17/09/2012)
 
 Globalizzazione
Il lavoro è poco, va redistribuito
Dove stiamo andando/8 – Tra i paesi industrializzati l’Italia ha il più basso tasso di persone occupate sul totale di quelle in età di lavoro. In alcuni settori sommerso arriva al 57 per cento. Le prospettive dell’economia continuano ad essere negative, quindi l’occupazione certo non aumenterà. L’unica soluzione possibile è ridurre gli orari. Impossibile? No, a certe condizioni
Pierre Carniti (04/09/2012)
 
 Globalizzazione
La solitudine del lavoratore
Dove stiamo andando/6 - Paure, ansie, afflizioni di quest’epoca non riescono a sommarsi, a cumularsi in una causa comune capace di correggere il corso delle cose. Questo depriva la politica sindacale solidaristica di gran parte della sua capacità di aggregazione e di mobilitazione. Il rischio è che prenda piede un disincanto che va di pari passo con la delusione e la sfiducia sulla possibilità di soluzioni democratiche ai problemi
Pierre Carniti (11/08/2012)
 
 Globalizzazione
Il lavoro in frantumi non nobilita più
Dove stiamo andando/7 – E’ messo radicalmente in discussione il principio centrale al quale l’idea della “piena occupazione” era legata. Essa includeva infatti una relativa sicurezza per le persone, compresa la possibilità di progettare la propria vita. Un’evoluzione che lo rende sempre meno in grado di offrire il perno intorno al quale legare la definizione di sé e ha anche effetti disastrosi sul tessuto democratico di un paese
Pierre Carniti (04/09/2012)
 
 Italia
Le tasse deragliano in curva
La famosa “curva di Laffer”, secondo cui una pressione fiscale eccessiva finisce con il provocare comportamenti che fanno diminuire il gettito, non regge alle critiche scientifiche, ma nella particolare situazione italiana si prende una rivincita. Eppure una strada diversa è stretta ma esiste
Valerio Selan (27/06/2012)
 
 Lavoro
Il lavoro è un bene comune
E’ ormai di fatto accettato che il lavoro sia una merce e debba dunque rispondere solo alle regole del mercato. Invece, come l’acqua, la terra, l’ambiente è economicamente valutabile e tuttavia appartiene ad una sfera distinta e superiore a quella meramente individuale
Umberto Romagnoli (21/05/2012)
 
 Globalizzazione
Le trasformazioni del lavoro e il ‘nuovo ordine’
Dove stiamo andando/5 – Non è la prima volta nella storia che, come ora, cambiano radicalmente il concetto e il ruolo del lavoro, che tra l’età antica, il Medioevo e poi via via fino alla rivoluzione industriale hanno subito molte metamorfosi. Ciò avviene quando si produce una netta discontinuità nel modello della società
Pierre Carniti (30/04/2012)
 
 Lavoro
Il sommerso dilaga ma crollano ispezioni e incassi
Lettera aperta al ministro del Lavoro. Nel 2011 nelle aziende controllate circa il 40% dei lavoratori era irregolare o del tutto in nero; nell’anno le ispezioni sono state 244.000, mentre erano oltre 343.000 nel 2007. Le somme riscosse sono circa il 20% dell’accertato e sono scese nello stesso periodo da 1,855 a 1,225 miliardi di euro
Ferruccio Pelos (18/04/2012)
 
 Globalizzazione
Ricchi e poveri nel paese del debito
Dove stiamo andando/4 - A partire dagli anni Ottanta la disuguaglianza è aumentata dappertutto, ma i dati Ocse e Fmi ci dicono che in Italia i redditi più bassi sono sotto la media generale e i più alti al di sopra e la ricchezza privata è maggiore che in Francia e Germania. Per abbattere l’enorme debito pubblico si dovrebbe attingere lì, ma il dolore dei privilegiati è sempre più considerato di quello dei disagiati
Pierre Carniti (18/04/2012)
 
 Globalizzazione
Il doppio inganno del capitalismo
Dove stiamo andando/3 – La definizione è di Keynes e resta quanto mai attuale. Prosegue il viaggio attraverso i cambiamenti radicali degli ultimi decenni, con il tramonto del potere dello Stato-nazione che svolgeva una funzione determinante nella regolazione dell’economia
Pierre Carniti (28/03/2012)
 
 Stato Sociale
Radiografia della spesa pensionistica
Il saldo delle gestioni, gli apporti dello Stato, la partita di giro delle tasse, le diverse definizioni tra Istat, Eurostat, Ragioneria e Nucleo di valutazione. Com’è cambiato il concetto di “sostenibilità”
Maurizio Benetti (28/03/2012)
 
 Cronache
Non tutte le scissioni vengono per nuocere
Le divisioni nel Partito democratico non sono frutto di una normale dialettica, ma di due filosofie politico-sociali incompatibili. La vicenda del mercato del lavoro, che le ha di nuovo fatte emergere chiaramente, dovrebbe essere l’occasione per scegliere una delle due strade, lasciando che chi non è d’accordo segua il suo percorso altrove
Carlo Clericetti (22/03/2012)
 
 Lavoro
I diritti non sono marmellata
Il pasticcio governativo sui licenziamenti non solo mette il lavoro al di fuori dell’ambito in cui lo colloca la nostra Costituzione, ma contraddice anche la Costituzione europea. Il supposto vantaggio per giovani penalizza i più anziani a conferma del fatto che i diritti non sono una materia facilmente rimodulabile come se si potesse spalmare
Umberto Romagnoli (22/03/2012)
 
 Lavoro
Senza reintegro giustizia monca
Gli ordinamenti giuridici evoluti prevedono sempre un’opzione preferenziale per il ripristino della situazione esistente prima dell’atto illegittimo, riservando l’indennizzo ai casi in cui ciò non è materialmente possibile. Inoltre l’ipotesi del governo non farà diminuire il lavoro dei giudici, ma al contrario lo aumenterà
Claudio Colombo (31/03/2012)
 
 Lavoro
Senza articolo 18 appesi a un filo
Un sintetico elenco dei casi in cui, caduta la protezione prevista dallo Statuto dei lavoratori, potrà succedere che il datore di lavoro decida che il dipendente non è più utile all'azienda
Gianni Marchetto (22/03/2012)
 
 Globalizzazione
Le grandi crisi da ‘auto-regolazione’
Dove stiamo andando/2 – La Cernobil economica che stiamo vivendo è stata generata dalla disastrosa ideologia della “mano invisibile” che dev’essere lasciata libera di giudare i mercati. La differenza fondamentale fra il ’29 e oggi. La Rete: importante per la diffusione della democrazia, ma poco può per la giustizia sociale
Pierre Carniti (08/03/2012)
 
 Globalizzazione
L’ordine globale della diseguaglianza
Dove stiamo andando/1 – Le cifre impressionanti dei divari fra mondo ricco e povero e fra Stati. Le teorie dei filosofi e le situazioni reali. E’ possibile pensare a una “giustizia globale? (Primo articolo di una serie)
Pierre Carniti (25/02/2012)
 
 Italia
Bilancio di vent’anni di sacrifici
Ancora una volta, pressati dall’emergenza, si chiede ai lavoratori moderazione e disponibilità “per il bene del paese”. Ma questa è la ricetta che viene ormai applicata da molto tempo, con pessimi risultati. La strada per spezzare la spirale negativa è un’altra
Alfredo Recanatesi (02/02/2012)
 
 Lavoro
Mercato del lavoro, la fiera delle falsità
L’obiettivo di eliminare il dualismo è da condividere, ma molte delle soluzioni prospettate avrebbero l’effetto di peggiorare la condizione di tutti i lavoratori. Per giunta nel dibattito si continuano a ripetere molte argomentazioni che la ricerca ha da tempo smentito
Alessandro Bellavista e Alessandro Garilli (11/02/2012)
 
 Stato Sociale
Dalle pensioni 15 miliardi in tre anni
L’ennesima modifica del governo Monti al sistema previdenziale è stata dettata principalmente dalla necessità di far cassa e rappresenta una parte importante della manovra di finanza pubblica: quasi un quarto nel 2013 e addirittura un terzo nel 2014
Maurizio Benetti (13/02/2012)
 
 Italia
Eternit, storia di una lotta
La sentenza di dura condanna giunge dopo una lunga mobilitazione che ha visto una crescente partecipazione popolare e che, grazie anche all’impegno di sindacalisti come Fausto Vigevani, è riuscita a cambiare la legislazione nazionale. Le tappe e i protagonisti
Renzo Penna (13/02/2012)
 
 Lavoro
Diritto del lavoro, torniamo alla Costituzione
Le ultime leggi prefigurano la disgregazione del “corpus” normativo e ne palesano una privatizzazione che, però, è un processo che risale molto indietro nel tempo, a quando si decise di lasciare inattuati alcuni importanti dettami della Carta. La storia ce ne spiega le ragioni che oggi, però, sono morte da tempo
Umberto Romagnoli (03/02/2012)
 
 Stato Sociale
Pensioni, quante sono quelle decurtate
I calcoli mostrano che ad essere colpito dal blocco delle indicizzazioni è circa il 30% del pensionati. Non è vero invece che negli ultimi vent’anni i vitalizi più bassi abbiano perso in potere d’acquisto, com’è successo invece per quelli più elevati
Maurizio Benetti (03/02/2012)
 
 Italia
La ‘patrimonialina’ sul pensionato
Una perdita di 6.800 euro nei prossimi 20 anni per chi prende 1.450 euro lordi al mese: questo l’impatto, secondo i calcoli Spi-Cgil, del blocco dell’indicizzazione per due anni. La stessa cifra che verrà prelevata a chi ha 250.000 euro investiti. E non è la sola norma che erode i vitalizi
Adriano Bonafede (13/01/2012)
 
 Lavoro
Licenziamenti, avanti verso il 1965
Risale a 55 anni or sono la legge che stabiliva la competenza del giudice a valutare nel merito la legittimità della decisione dell’imprenditore di interrompere il rapporto di lavoro, Già negli anni scorsi si è cercato di ridurre quello del magistrato a un ruolo solo notarile. Ora si tenta l’affondo definitivo
Umberto Romagnoli (11/01/2012)
 
 Lavoro
Il diritto del lavoro torna al Medioevo
L’articolo 8 sui “contratti di prossimità” legalizza un domestico dumping sociale perché moltiplica i particolarismi regolativi indipendentemente dai limiti fissati dalla contrattazione nazionale e dalla stessa legge. Una norma assolutamente da cancellare
Umberto Romagnoli (17/12/2011)
 
 Lavoro
Articolo 8, analisi di una norma mal scritta
La legge sui contratti di prossimità, che possono contenere intese che modificano o derogano i contratti nazionali e persino la legislazione sul lavoro, è piena di incongruenze e genericità che la rendono poco utilizzabile. La cosa più sensata sarebbe di modificarla sulla falsariga dell’accordo del 28 giugno
Lorenzo Zoppoli (25/12/2011)
 
 Cronache
Ora tocca al lavoro: avanti gli ipocriti
Dopo la manovra, la politica imposta dall’asse Francoforte-Bruxelles, che ci condanna alla recessione, prevede un ulteriore passo: la libertà di licenziare, spacciata come uno strumento per favorire la crescita e l’occupazione dei giovani. Nulla di più spudoratamente falso
Antonio Lettieri (17/12/2011)
 
 Europa
Il modello sociale, pilastro dell’unità europea
E’ un’invenzione politica senza precedenti e che resta unica al mondo: la società intera si assume la responsabilità di produrre sicurezza economica e sociale per ciascun singolo individuo. Oggi è messa in questione dai tagli ai bilanci, ma è solo attorno ad essa che il grande progetto unitario può avere successo
Luciano Gallino (20/10/2011)
 
 Europa
Stato sociale, l’Europa in cerca del suo ombrello
Le politiche sociali sono tuttore gestite da ciascun paese per suo conto: ne derivani sistemi di welfare anche molto diversi tra loro. Il “modello europeo” è qualcosa di cui c’è bisogno, ma dovrà cambiare per adattarsi alle nuove condizioni economiche e politiche
Fulco Lanchester (23/10/2011)
 
 Italia
Quanto può dare una tassa sui ricchi
Una nuova ipotesi di imposta sulle grandi fortune viene dalla Cgil, che però per il gettito fa riferimento ai valori patrimoniali dell’indagine Bankitalia, calcolati a prezzi di mercato, mentre in Italia si utilizzano oggi i valori catastali pari a circa un terzo. Anche dopo le necessarie modifiche, comunque, con il ricavato si dovrebbe ridurre l’Irpef
Ruggero Paladini (02/04/2011)
 
 Cronache
Federalismo, tre passi nel delirio
La Lega lo considera una bandiera e Belusconi concede tutto in cambio dell’appoggio politico. Ma il federalismo all’italiana nasce con tre gravi errori di impostazione le cui conseguenze non potranno che essere disastrose
Pierre Carniti (23/02/2011)
 
 Cronache
Marchionne, la sinistra e l’addio all’auto italiana
Il manager rifiuta di esporre la sua strategia, ma è chiaro che il nostro paese avrà un ruolo residuale. Il triste paradosso è che tra la Germania, punta di diamante dell’industria europea e gli Usa in piena crisi, una parte della sinistra e del sindacato sceglie il modello americano di Marchionne
Antonio Lettieri (08/01/2011)
 
 Italia
Bondi, il fantasma del Collegio (Romano)
A breve la Camera voterà la mozione di sfiducia contro il ministro per i Beni e le Attività Culturali (a meno di dimissioni preventive). Il Comitato per la Bellezza ha elaborato un dossier su quanto è accaduto da quando Bondi è alla guida del dicastero
Vittorio Emiliani* (29/12/2010)
 
 Lavoro
Il modello Marchionne e la salute dei lavoratori
Non sono stati finora adeguatamente valutati gli effetti della nuova organizzazione del lavoro che viene introdotta con gli accordi di Pomigliano e Mirafiori sia sulla salute che sul sistema di tutela e di assistenza
Gianni Marchetto* (28/12/2010)
 
 Cronache
Fisco, salari e pensioni pagano per tutti
Inizia la discussione sulla legge delega per la “riforma fiscale”. Il punto da cui partire sarebbe uno solo: il gettito dell’imposta sul reddito viene per il 60,6% dal lavoro dipendente e per il 30,4 dalle pensioni; tutti gli altri insieme versano il 9. Ma l’intenzione del governo è chiara: non cambiare niente
Pierre Carniti (18/10/2010)
 
 Lavoro
Il lavoro e la normalità dell’assurdo
La maggior parte dell’opinione pubblica accetta ormai come ragionevole e ineluttabile la compressione dei diritti e della qualità della vita dei lavoratori. Non ci sono soluzioni facili per problemi difficili, ma alcune linee guida andrebbero seguite
Gianni Italia (20/09/2010)
 
 Mondo
Quando l’Eni aiutava l’Opec a nascere
L’Organizzazione dei produttori di petrolio compie cinquant’anni e può essere abbastanza soddisfatta del suo bilancio. Dagli inizi con l’appoggio di Enrico Mattei è passata allo scontro con i paesi consumatori e poi a una sostanziale collaborazione. Ipotesi sulla sua prossima strategia
Marcello Colitti (19/09/2010)
 
 
 
  ^ Inizio pagina