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Cronache 05/10/2014 
     

Le maschere dell’articolo 18

”E’ solo un totem”. “Riguarda pochissimi lavoratori”. L’assalto finale alla norma contro i licenziamenti ingiusti utilizza una retorica che in parte distorce la realtà, in parte è falsa, come i numeri di cui si parla per sostenerla. Una battaglia della destra travestita da riformismo di sinistra
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Antonio Lettieri
   
   
 
Umberto Romagnoli: Spagna: da imprenditori a padroni
 
Carlo Clericetti: Pil a picco, fare più deficit o morire
 
Angelo Gennari: La congiuntura e i fatti di settembre
 
 
 Italia
Con l'economia criminale Pil fasullo
I dati su quelle attività sono inattendibili e si crea il paradosso che i successi della legge farebbero scendere il Pil. Bisognerebbe almeno continuare ad effettuare entrambi i conteggi (cioè anche quello tradizionale), evitando così di falsare parametri come la pressione fiscale o il rapporto col deficit
Guido M. Rey (11/09/2014)
 
 Lavoro
Sul lavoro la sinistra fa la destra
Ripercorriamo la storia recente che ha portato a elaborare un Jobs act che sembra figlio del pensiero unico. Eppure un progetto alternativo esiste, il Pd l’ha approvato appena tre anni fa ed era nel programma su cui sono stati eletti gli attuali parlamentari. Bisogna tornare a quello: e realizzarlo, prima che sia troppo tardi
Giovanni Principe (12/09/2014)
 
 Italia
Sblocca Italia? Sblocca cemento
Un gran numero di precetti costituzionale calpestati, a partire dallo strumento usato, un decreto. Stravolte e ignorate tutte le regole, un’orgia di procedure straordinarie, commissari plenipotenziari, silenzi-assenso. Svendita incontrollata dei beni demaniali. Nemmeno Berlusconi era arrivato a tanto
Sauro Turroni (12/09/2014)
 
 Italia
Un liberista contro il taglio dei salari
I duri colpi della crisi che non passa cominciano finalmente a fare breccia nel fronte degli economisti neoliberisti. Dopo Francesco Giavazzi e Guido Tabellini che invocano più spesa pubblica, Luigi Zingales scrive che ridurre le retribuzioni non solo non è utile, ma dannoso. Il loro quadro di riferimento resta però ispirato a teorie smentite dai fatti
Carlo Clericetti (11/09/2014)
 
 Lavoro
Il costo della stabilità immaginaria
L’ultimo assalto all’art. 18 insiste sull’unicità italiana della reintegra, cosa non vera. Per giunta poco praticata, perché quasi sempre sostituita da un accordo di indennizzo, quello sì quasi sempre più alto che altrove. Di questa questione non si parla, ma è probabilmente quello il vero obiettivo
Umberto Romagnoli (11/09/2014)
 
 Cronache
Draghi e l’oracolo svelato
Il presidente della Bce ha realizzato tutto ciò che la politica monetaria può contro la crisi. Che – ha avvertito – non basta: serve anche la politica fiscale (ma non ha spazi) e più ancora le “riforme strutturali”, soprattutto la deregolazione del lavoro. L’ennesima riaffermazione di una linea economica fallimentare ma che cerca di distruggere il modello sociale europeo
Antonio Lettieri (11/09/2014)
 
 Cronache
Se Renzi ascoltasse i gufi
Mentre si procede con riforme che stravolgeranno il nostro assetto istituzionale, la situazione del paese non potrebbe essere più allarmante, ma chi lo afferma viene tacciato di essere un “gufo”. La crescita prevista è già azzerata e non arriverà con queste politiche. Non resta che un’alternativa
Carlo Clericetti (18/07/2014)
 
 Italia
Matteo Renzi, il re è nudo
La crisi dell’eurozona ha assunto un carattere strutturale. Fra la Germania e la maggioranza degli altri paesi si è creata una spaccatura incolmabile e non sembra che il leader italiano possa ottenere qualcosa: la trappola tedesca del binomio austerità-riforme strutturali tra poco non potrà più essere camuffata
Antonio Lettieri (27/07/2014)
 
 Sindacato
Caviglioli, una vita nel sindacato
Rino ci ha lasciato. Di recente aveva voluto affidare a E&L i ricordi e le esperienze della sua lunga militanza in difesa dei diritti dei lavoratori. Riproporre quel testo, e la presentazione che ne aveva fatto Antonio Lettieri, ci sembra il modo migliore per ricordarlo
E&L (18/07/2014)
 
 Italia
Nel programma Pd quella riforma non c’era
Nel documento sui cui contenuti è stato chiesto il voto agli elettori solo una frase piuttosto vaga che non prefigurava certo uno stravolgimento del Senato né tantomeno dell’assetto istituzionale, e comunque non nella direzione che si è presa
Adriano Bonafede (27/07/2014)
 
 Europa
Sopravviverà l'euro? Analisi del suo futuro
Il testo e i grafici della conferenza che l'economista ha tenuto il 6 maggio per la tradizionale "Lezione Angelo Costa"
Joseph Stiglitz (20/05/2014)
 
 Lavoro
Delega sul lavoro, i nodi di una non-riforma
Non solo lo strumento scelto implica tempi lunghi mentre l’occupazione è un’emergenza, ma è carente o addirittura sbagliato su punti cruciali come sussidio universale di disoccupazione, contratto unico, salario minimo. Si può ancora cambiare rotta, ma bisogna farlo presto
Giovanni Principe (08/06/2014)
 
 Cronache
L’Italia di Renzi e l’Europa del 25 maggio
La crisi è stata affrontata dalle autorità che guidano l’Unione con politiche sbagliate e controproducenti. Le elezioni hanno avuto il merito dell’unica ribellione democratica possibile. Quei risultati potrebbero essere l’ultimo segnale d’allarme per l'eurozona e l'Unione europea
Antonio Lettieri (09/06/2014)
 
 Italia
Pil, addio sogni di gloria
Dopo il dato negativo del primo trimestre la crescita prevista dal governo per quest’anno è praticamente impossibile da raggiungere e questo influenzerà negativamente i conti pubblici. Se l’asse Berlino-Bruxelles pretenderà altri tagli non usciremo dal circolo vizioso austerità-tagli-austerità.
Carlo Clericetti (20/05/2014)
 
 Italia
Renzi scommette sull’effetto surf
La manovra è di modeste dimensioni, ma quasi tutto dipende dalla sua credibilità: avrà successo se gli operatori italiani ed esteri riterranno che possa averne. L'abilità e la fortuna di un uomo politico consistono nel cavalcare la cresta degli eventi
Valerio Selan (10/05/2014)
 
 Cronache
Europa, un voto che può essere decisivo
Se in Italia e in Francia prevarrà una maggioranza contro l’attuale politica, lo scenario sarà scosso dalle fondamenta e i governi dovranno prenderne atto. Un’occasione straordinaria, forse l’ultima per salvare l’Unione dal rischio di essere travolta dal naufragio dell’euro
Antonio Lettieri (20/05/2014)
 
 Sindacato
Quando il sindacato non è più agente del cambiamento
A riaffermare che anche in tempi di crisi i diritti vanno difesi è rimasta solo la Fiom, mentre i tre confederali sembrano rassegnati a una generica subalternità e hanno elaborato nell’ultimo triennio un modello della democrazia autoritaria che lo spirito dei tempi predilige, ma poco rispettoso della libertà sindacale
Umberto Romagnoli (30/04/2014)
 
 Cronache
La zuffa grottesca sul decreto-lavoro
Le modifiche apportate dalla commissione Lavoro della Camera sono praticamente irrilevanti e non cambiano un pessimo provvedimento che farà aumentare la precarietà per dare un contentino agli imprenditori e ridurre ancora le retribuzioni, ma hanno dato l’occasione ad Alfano di sollevare un polverone per dare la caccia ai voti di destra
Carlo Clericetti (30/04/2014)
 
 Europa
Dalla partnership franco-tedesca alla deriva dell’eurozona
Il processo di unità europea è nato dalla convinzione delle élites francesi che un futuro di pace dovesse basarsi su un patto di cooperazione con la Germania. Ma all’inizio del secolo l’equilibrio si è rotto e Parigi non ha saputo ripristinarlo alleandosi con gli altri paesi mediterranei. Oggi l’Ue è guidata da una politica neoconservatrice, ma le elezioni di maggio potrebbero dare una scossa
Antonio Lettieri (30/04/2014)
 
 Europa
Perché la Germania è diventata super
Le riforme Hartz, tanto decantate, non avrebbero giocato un ruolo essenziale. Più importante il contenimento del costo del lavoro, ma determinante un terzo fattore: la grande riorganizzazione di processi e prodotti che è stata alla base di guadagni di produttività e contenimento dei prezzi
Leonello Tronti (30/04/2014)
 
 Italia
Tassazione delle rendite, le vecchiette sono salve
Su un conto corrente con 30.000 euro che goda di un interesse dello 0,5% (oggi difficile da ottenere) l’aggravio è di 9 euro l’anno, su un conto di deposito remunerato al 2,5% si sale a 75. Chi ha di più è difficile considerarlo “povero”. Ma ora diventa ancor più rilevante la differenza di tassazione con i titoli pubblici, che non è stata cambiata
Maurizio Benetti (30/04/2014)
 
 Europa
Per la disoccupazione serve un fondo europeo
Tassi di senza lavoro come quelli raggiunti dai paesi in crisi non sono riassorbibili con la bassa crescita prevedibile, è necessario un intervento dell’Unione. Che potrebbe avvenire con la costituzione di un apposito strumento presso la Bei e a cui dovrebbero contribuire i paesi con persistente surplus delle partite correnti
Antimo Verde (01/04/2014)
 
 Lavoro
Incidenti sul lavoro, il giorno del ricordo
Il 28 aprile si è celebrata la giornata per la memoria di chi è morto sul lavoro. Ogni anno in Europa si registrano 168.000 decessi per questo motivo e 7 milioni di persone rimangono ferite. Ma nella campagna elettorale per le europee questi problemi sono del tutto assenti
Gino Rubini* (30/04/2014)
 
 Lavoro
La disoccupazione tra chiacchiere ed indifferenza
Affrontare il problema richiederebbe prendere atto delle sue cause profonde, da un lato l’ insufficienza della domanda effettiva, dall’altro l’evoluzione tecnologica che distrugge più posti di quanti non ne crei. E’ un problema che si pone fin dalla rivoluzione industriale e capitalisti come il fondatore della Fiat Giovanni Agnelli avevano ben chiaro come affrontarlo
Pierre Carniti (31/03/2014)
 
 Lavoro
Lavoro, Renzi guardi la Spagna. E non faccia lo stesso
Le autorità europee indicano la riforma del governo Rajoy come esempio, ma i risultati sono catastrofici. Taglio dei salari e azzeramento dei diritti hanno avuto come conseguenza un’impennata della disoccupazione oltre il 25%, la quasi scomparsa dei contratti a tempo indeterminato e una ripresa dell’emigrazione, mentre l’occupazione è tornata ai livelli del 2001
Antonio Baylos* (31/03/2014)
 
 Lavoro
Ridurre l’orario aumenta la produttività
Servono naturalmente alcune condizioni, tra cui la massima disponibilità a turni e orari che permettano di sfruttare al massimo gli impianti e incentivi a investimenti in tecnologia. Il maggior costo sarebbe "pagato" dall'utilizzazione più efficiente e intensiva del fattore capitale. Le evidenze statistiche
Rosita Donnini e Valerio Selan (31/03/2014)
 
 Italia
Il Comma 22 del Fiscal compact
Bisognerà tagliare o no 50 miliardi per rispettare il Fiscal compact? Per evitarlo, dice il governatore di Bankitalia Visco, basterebbe una crescita nominale del 3%. Ma la Commissione, utilizzando metodologie più che discutibili, ci chiede altri tagli che frenerebbero la crescita. Un assurdo circolo vizioso basato su tecnicismi più volte rivelatisi sbagliati
Carlo Clericetti (31/03/2014)
 
 Italia
Un ingannevole trio
Cuneo fiscale, sostegno alle Pmi, regole di bilancio sono i tre temi principali del dibattito economico e dei programmi del nuovo governo, ma vengono per lo più affrontati in modo superficiale, più attraverso slogan che con spirito critico
Valerio Selan (31/03/2014)
 
 Lavoro
Salario minimo, perché no a una legge
In futuro quelle definite in tal modo diventerebbero di fatto le norme unificate da applicarsi all’insieme dei rapporti di lavoro. Si svuoterebbe la contrattazione affossando definitivamente il sindacato, protagonista di quel pluralismo sociale che definisce una democrazia: ma se non cambia profondamente il suo declino rischia di diventare irrimediabile
Pierre Carniti (18/02/2014)
 
 Cronache
La partita più difficile di Renzi
I dieci miliardi distribuiti – un po’ casualmente – in busta paga potranno avere effetti di rilancio dell’economia solo ad alcune condizioni, proprio quelle che Commissione Ue (e Merkel) non apprezzano. Se Renzi vorrà e riuscirà a farle passare potrebbe davvero iniziare la svolta, altrimenti resteremo nelle sabbie mobili
Carlo Clericetti (14/03/2014)
 
 Italia
L’ultima spiaggia è sempre la penultima
”Se Renzi fallisce non c'è che il tracollo”, dicono in molti: come avevano detto ai tempi di Berlusconi, di Monti, di Letta. Ma è un mantra che serve a non affrontare una vera analisi della crisi e del modo per uscirne, finora improntato a una continuità che ha dato pessimi esisti. Renzi deve decidere da che parte giocare la partita: con chi e contro chi
Giovanni Principe (13/03/2014)
 
 Italia
I limiti di Napolitano e di Renzi
Il presidente ha cercato di salvare il salvabile a fronte di partiti politici divisi, confusi e incapaci di decidere, ma ciò che ha ottenuto è l’immobilismo. Il segretario Pd non ha concordato un preciso programma di governo, dando vita ad una soluzione debole e aperta alle incognite
Maurizio Benetti (13/03/2014)
 
 Società
La retorica del sogno
E’ il modo della comunicazione politica attuale, di cui si possono analizzare le strutture. Ma è anche il nuovo modo di fare politica, in sostituzione delle ideologie consunte soprattutto da una pratica fatta di eterne mediazioni non più al passo con i tempi convulsi del cambiamento. Per questo accomuna Berlusconi e Renzi, perché quel modo di procedere appartiene ormai al passato
Rino Caviglioli (14/03/2014)
 
 Sindacato
La dittatura della maggioranza nel sindacato
A Bologna 2000 autoconvocati (ma della sola Cgil) per discutere l’ultimo accordo interconfederale, che ha riscritto in chiave restrittiva la sentenza della Corte costituzionale. Un testo dominato dalla logica di apparati guidati dall’istinto dell’auto-conservazione
Umberto Romagnoli (18/02/2014)
 
 Lavoro
Sanzioni per gli scioperi fuori regola
Le regole sullo sciopero nei pubblici servizi prevedono sanzioni per chi non le rispetta, sia per le organizzazioni che per i singoli lavoratori, ma non erano mai state irrogate. Nell’ultimo mese, invece, è successo due volte
Aldo Amoretti (18/02/2014)
 
 Cronache
Origini e prospettive dell’enigma Renzi
Battuto alle primarie del Pd solo un anno fa, in breve ha conquistato il partito e ora la guida del paese. Ma dovrà avere grande abilità acrobatica per destreggiarsi nelle riforme con Berlusconi e nel governo con Alfano, due avversari che sono avversari tra loro. E se non riesce a far virare la politica europea non farà meglio di Letta
Antonio Lettieri (18/02/2014)
 
 Italia
Le alternative a vent’anni di depressione
Dall’anno prossimo le regole del Fiscal compact ci imporranno di ridurre il debito del 5% all’anno. Se lo faremo con un elevato saldo primario la ripresa non arriverà mai. Basterebbe anche una crescita del 3,5% nominale, che però è difficilissimo ottenere. Tra le soluzioni ipotizzabili una sola è davvero praticabile
Maurizio Benetti (10/02/2014)
 
 Lavoro
Il sindacato e i frammenti ricomposti
Unificare il mercato del lavoro, che mai come oggi è stato così segmentato in cento figure diverse, è un problema che il sindacato discute, ma finora senza uno sbocco definito. Una battaglia per una legge sul salario minimo potrebbe dargli una nuova immagine e favorire un contatto con tutte quelle figure che lo vedono ormai come parte dell’establishment, oltre restituirgli un ruolo di soggetto politico generale
Carlo Clericetti (09/02/2014)
 
 Economia
L’export suona l’allarme
Tutti aspettano la ripresa, ma proprio dal tradizionale punto di forza della nostra economia vengono indicazioni preoccupanti. Principali imputati sono la debolezza del mercato interno europeo e l’euro, che si è rivalutato dell’8% da un anno e mezzo a questa parte. Anche il nostro “sistema paese” potrebbe però fare di più
Attilio Pasetto (23/01/2014)
 
 Sindacato
Libertà sindacale sequestrata
Gli accordi 2011, 2013 e 2014 instaurano un dominio della maggioranza che si propone non solo di azzerare la conflittualità, ma anche di condizionare la dialettica interna con l’obiettivo di omologare l’intero mondo confederale. A questo è finalizzata l’imposizione alle Federazioni di categoria di sottoporsi al vaglio di un collegio arbitrale che punirà i comportamenti giudicati non conformi
Umberto Romagnoli (09/02/2014)
 
 Cronache
Un patto suicida
Il fatto più grave dell’accordo sulla nuova legge elettorale e che sconvolge l’equilibrio dei poteri previsto dalla Costituzione in un modo che non trova uguali negli altri paesi. Ma non è tutto: non si mette in conto la spregiudicata capacità di aggregazione del composito universo del centro-destra, che potrebbe vincere e trovarsi in grado di impadronirsi di tutti i centri di potere
Antonio Lettieri (23/01/2014)
 
 Lavoro
Un contratto unico più tutti gli altri
L'ipotesi rilanciata da Renzi è ancora molto vaga, ma a quanto si capisce quell'"unico" lascerebbe invece in vita quasi tutte le varie forme oggi in vigore. E non è questo il solo punto da chiarire. Quanto poi a stimolare nuova occupazione, il "Job act" rischia di essere tradotto come "fabbrica delle illusioni"
Luigi Mariucci (03/01/2014)
 
 Italia
Legge elettorale, le contraddizioni del Pd
Le più evidenti sono quelle dell'area che ha retto la “ditta” fino al mese scorso, ma non mancano anche nella linea di Renzi: basta poco per capire che l’esito del voto con l’accordo che è stato raggiunto è ad altissimo rischio. Il segretario farebbe bene a non affidarsi solo alle sue qualità di leader sottovalutando l’importanza del partito
Giovanni Principe (30/01/2014)
 
 Economia
Fiat nella Spoon River dell’industria italiana
Tutti i grandi gruppi globalizzati hanno un chiaro riferimento nazionale, cioè un paese di riferimento dove si colloca il centro di comando, e quello del nuovo gruppo sarà a Detroit. Rimaniamo l’unico grande paese europeo, con una secolare storia nell’industria dell’auto, ridotta a una provincia marginale in un settore tuttora trainante
Antonio Lettieri (04/01/2014)
 
 Italia
Le tre sinistre nel Pd
Il fatto che il voto delle primarie non abbia confermato il risultato conseguito da Cuperlo tra gli iscritti segna l'epilogo di un logoramento fino alla virtuale scomparsa di ciò che restava del Pci. Ha stravinto un’altra sinistra molto moderata e poco laica, anomala nel panorama mondiale, con un'impronta di cattolicesimo liberale. Ma questo apre lo spazio a terza sinistra finora senza rappresentanza
Giovanni Principe (02/01/2014)
 
 Cronache
Il leader della disperazione
Che Matteo Renzi vincesse la corsa per la segreteria Pd era praticamente certo, ma il come ha riservato una serie di sorprese. E tutto ciò che era imprevedibile prima compone ora un quadro per interpretare meglio l’accaduto
Carlo Clericetti (15/12/2013)
 
 Stato Sociale
Pensioni, quelle d’oro a volte non luccicano
Il rendimento dei contributi è in molti casi molto più elevato per le pensioni basse che per quelle molto alte: il fattore più rilevante è l’età di pensionamento. Chi parla di tagli spesso fa confusione, pensando che tutti i vitalizi alti contengano un “regalo”. Un ricalcolo (cosa mai fatta in nessun paese) dovrebbe comunque riguardare tutti gli assegni pena l’incostituzionalità
Ruggero Paladini (25/11/2013)
 
 Lavoro
Disastro lavoro: il disagio occupazionale al 30%
E’ la cifra che si ottiene sommando le varie definizioni delle situazioni lavorative (disoccupati, scoraggiati, part-time involontari ecc.). Per il Cnel il 2013 è stato l’anno peggiore dal dopoguerra. Bisognerà crescere almeno al 2% per tornare nel 2020 dove eravamo nel 2008
Ferruccio Pelos (18/10/2013)
 
 Italia
Spending review? Meglio services review
La Legge di Stabilità non è proprio da buttar via, anche se i suoi limiti sono vistosi. La parte più interessante è quella dei possibili risparmi, ma anche tagliare gli sprechi può avere effetti recessivi. Sarebbe meglio invece aumentare e migliorare i servizi agli stessi costi: si libererebbero risorse nel settore privato
Valerio Selan (01/12/2013)
 
 Cronache
Una gioiosa macchina del disastro
Il dopo-Berlusconi è iniziato, ma un programma che affronti i nostri veri problemi ancora non si vede. La cosa più urgente sarebbe ottenere una ricontrattazione del fiscal compact, ma Napoletano e Letta non usano a questo scopo il credito di cui godono in Europa, mentre Renzi, probabile vincitore del congresso, parla di flessibilità del lavoro e riforme costituzionali. Così si va dritti verso la fine di ciò che resta del Pd
Antonio Lettieri (01/12/2013)
 
 Cronache
Reddito minimo e matematica grillina
L’M5S propone un “reddito di cittadinanza”, ma sbaglia calcoli e terminologia: quello a favore di particolari categorie disagiate (come prevede il loro provvedimento) si chiama “reddito minimo garantito” e il costo non sarebbe 19 miliardi come dicono, ma 50. Al di là del velleitarismo grillino il problema però è reale e il Pd dovrebbe affrontarlo con urgenza
Pierre Carniti (12/11/2013)
 
 Italia
Che farà la sinistra nel dopo-Berlusconi?
Quella di Matteo Renzi è una vittoria annunciata: resta l’assoluta stranezza di un’organizzazione che fa eleggere il suo segretario anche da esterni, cosa che in Italia nessuna aveva mai fatto prima. E restano i forti dubbi sulla politica che ne conseguirà. Eppure le cose da fare sarebbero chiare
Flavio Pellis (26/11/2013)
 
 Italia
Garantire il reddito? No, il lavoro
Si continua a parlare di “reddito di cittadinanza” o “reddito minimo garantito”. Ma, come già diceva Paolo Sylos Labini più di 30 anni fa, non è all’assistenzialismo che bisogna puntare, ma ad assicurare un lavoro a tutti. Evitando gli errori di esperienze simili, come i nostri “lavori socialmente utili” o i “mini-job” tedeschi
Carlo Clericetti (12/11/2013)
 
 Italia
Più tasse sulle rendite finanziarie? Paga solo il signor Rossi
E’ una misura chiesta a gran voce dai sindacati e da molti politici, che trascurano però un aspetto determinante: banche, assicurazioni e Fondi, che detengono il 90% dei titoli di Stato in Italia, denunciano questi redditi nell’imponibile e dunque non subirebbero alcun inasprimento fiscale, che colpirebbe solo il 10% in mano alle famiglie dando un gettito assai ridotto
Maurizio Benetti (12/11/2013)
 
 Cronache
Il Pd avversario di se stesso
L’ultimo rimasto a potersi definire partito è ridotto ad un fragile corpo politico intrappolato in un ginepraio di congreghe, cricche e camarille. Le primarie così congegnate non servono ad individuare un leader rappresentativo (anzi, rischiano di generarne due contrapposti), ma solo a contarsi in vista della spartizione delle nomine
Pierre Carniti (03/11/2013)
 
 Stato Sociale
Tagli alle pensioni, o inutili o da esproprio
Ipotesi e conti degli interventi ipotizzati prima sulle “pensioni d’oro”, poi su quasi tutte: a meno di colpi pesantissimi il gettito non sarebbe mai molto alto. E semmai dovrebbe essere usato a vantaggio dei pensionati futuri, per i quali si prospettano assegni assai più miseri di ora
Maurizio Benetti (03/11/2013)
 
 Cronache
A che deve servire la stabilità
Il governo ha superato l’ostacolo Berlusconi, ma ciò che conta è la sua capacità di modificare i termini della situazione economica e sociale. Soprattutto su due aspetti redistributivi: dei redditi per ridurre la disuguaglianza e del lavoro per impiegare più persone. Come si possono trovare le risorse necessarie
Pierre Carniti (07/10/2013)
 
 Italia
Berlusconi ha perso, la destra forse no
La vicenda del governo si intreccia con la strada che il Pd deciderà di prendere e quindi con la scelta del suo leader. L’alternativa è proseguire sulla strada delle larghe intese e della “stupida austerità” oppure battersi davvero, soprattutto in Europa, per cambiare questa linea disastrosa
Carlo Clericetti (07/10/2013)
 
 Europa
I tre errori della Troika
Il risultato paradossale delle prescrizioni di Ue, Bce e Fmi è che alla fine di cinque anni di austerità i deficit di bilancio di Grecia, Irlanda e Portogallo sono circa come quelli iniziali, ma i rapporti debito/Pil sono andati alle stelle
Ruggero Paladini (12/07/2013)
 
 Cronache
La Telecom e l’eutanasia di un paese malato
La disgregazione delle ultime grandi industrie è frutto dell’assenza di una politica industriale, bandita da quando l’ideologia reaganian-thatcheriana ha preso il sopravvento. Ma altrove, dagli Usa alla Germania, si proclama la dottrina mentre lo Stato interviene pesantemente, da noi invece si applica diligentemente questa linea fallimentare
Antonio Lettieri (26/09/2013)
 
 Economia
La controffensiva delle energie fossili
Complice la maggiore economicità rispetto alle rinnovabili (ma solo perché non si considerano i costi ambientali) e soprattutto la rivoluzione dello shale gas in Usa e Canada, conoscono un rinnovato sviluppo. La situazione nei principali paesi. In Italia non c’è una direzione precisa, ma nei prossimi anni ci potrebbero essere forti innovazioni tecnologiche
Rosita Donnini (18/10/2013)
 
 Documenti
Le frodi di Berlusconi
Il testo integrale della sentenza sui diritti Mediaset
Documenti (04/08/2013)
 
 Sindacato
Se il sindacato si tinge di giallo
Le motivazioni della sentenza della Corte costituzionale che ha accolto il ricorso Fiom contro la Fiat sono una lezione di diritto del lavoro e spiegano in modo molto chiaro chi ha diritto a rappresentare i lavoratori e perché l’azienda non può scegliere gli interlocutori che preferisce
Umberto Romagnoli (25/08/2013)
 
 Sindacato
Nessuno tocchi il diritto di sciopero
Torna alla ribalta, anche per la presa di posizione Fiat, la questione di una legge sulla rappresentanza sindacale. Di alcune chiare e limitate regole c’è sicuramente bisogno: basta che non emerga la tentazione di estenderle alla limitazione del diritto individuale di sciopero, come si tentò di fare in passato
Luigi Mariucci (06/09/2013)
 
 Stato Sociale
Il welfare ai privati è già realtà
I dati del censimento Istat mostrano la crescente privatizzazione dei servizi e il ruolo sempre più importante giocato dal non profit. La sanità pubblica è ormai il 43,5% del totale, in forte crescita anche l’istruzione privata. In dieci anni raddoppiato il numero delle Fondazioni e delle cooperative sociali
Attilio Pasetto (30/07/2013)
 
 Europa
Lotta di classe e apatia nell'eurozona
Dietro la maschera dell’austerità, la destra politica e tecnocratica combatte la sua moderna lotta di classe non dichiarata e unilaterale con l'obiettivo di distruggere il modello sociale europeo, contro avversari che la crisi ha indebolito
Antonio Lettieri (12/07/2013)
 
 Lavoro
Decreto lavoro, il pasticcio da correggere
Uno dei commi interviene ancora a proposito del famigerato art. 8 che permette ai contratti aziendali di derogare non solo a quelli nazionali, ma anche alle leggi: una norma che non ha eguali in nessun paese civile. Ma l’intervento rischia di peggiorare la situazione: l’unica soluzione è abolire quell’articolo
Luigi Mariucci (15/07/2013)
 
 Lavoro
Lavoro, un decretino che sbaglia strada
Al di là degli annunci trionfalistici servirà a ben poco. Soprattutto, riproduce stancamente uno schema e un modello produttivo (oltre che un modello di sviluppo) che è proprio quello da cui l'Italia deve uscire per tornare a offrire una prospettiva ai suoi giovani
Giovanni Principe (15/07/2013)
 
 Italia
Il presidente che zittisce il Parlamento
Le Camere non possono dare indirizzi al governo, quando si tratti di una “scelta operativa”. Questo dice il comunicato del Consiglio supremo di difesa, pubblicato sul sito del Quirinale. Dal punto di vista formale questa tesi si potrebbe discutere, ma da quello sostanziale è l’ennesima forzatura che, se accettata, sminuirebbe il ruolo del Parlamento rispetto a presidente e governo
Carlo Clericetti (04/07/2013)
 
 Italia
Il mistero del governo Letta
Difficile non cogliere una continuità con le politiche di Tremonti e poi di Monti, con l’aggiunta di una serie di rinvii che servono solo ad evitare di affrontare quei problemi che la politica ha evitato di risolvere negli ultimi dieci anni. Incomprensibili molte scelte del Pd e soprattutto della sua area di sinistra. Nella maggioranza non c’è accordo sul che fare. Ma allora a che serve?
Maurizio Benetti (03/07/2013)
 
 Sindacato
La resurrezione del contratto nazionale
Il protocollo del 31 maggio rafforza questo istituto che appariva in agonia. E’ anche positivo che si sia dato finalmente un contenuto al concetto di rappresentatività, così come lo spazio decisionale che si è lasciato alle Federazioni. Tuttavia bisogna ammettere che il protocollo somiglia ad un semi-lavorato
Umberto Romagnoli (14/06/2013)
 
 Sindacato
Rappresentanza, finalmente l’accordo, ma…
L’intesa tra Cgil, Cisl, Uil e Confindustria, in attuazione dell’accordo del 2011, è senz’altro un passo importante, che colma una lacuna rimasta aperta fin dal ’93. Molti aspetti non secondari vendono però demandati alle categorie; riportare i contenuti nella contrattazione di secondo livello non sarà semplice e, soprattutto, resta il problema di almeno 10 milioni di persone fuori dalle tutele
Ferruccio Pelos (14/06/2013)
 
 Cronache
La Repubblica cambiata da questi?
Dar seguito all'ipotesi di Enrico Letta sull'elezione diretta del capo dello Stato comporterebbe un completo mutamento della struttura istituzionale, che richiederebbe tempo e sarebbe dunque un'assicurazione sulla durata del governo. Ma non si può affidare alla classe politica più screditata della storia repubblicana il compito di rivoluzionare completamente le istituzioni
Carlo Clericetti (04/06/2013)
 
 Italia
Come far crescere le nostre imprese
Guido Rey ha ragione ad affermare che il problema italiano riguarda l’offerta. Uno dei problemi delle imprese è la piccola dimensione, e la bassa capitalizzazione: esiste una "via fiscale alla crescita", in parte già sperimentata. Un'altra questione da porsi, poi, è il rientro dal debito pubblico
Ruggero Paladini (30/09/2009)
 
 Italia
Pd addio, non hai più un progetto
Il partito politico è lo strumento che si giustifica in vista di un fine. Nel Pd tutte le identità sono dissolte, l’unico fine che resta in piedi è la manutenzione del sistema, e si vuole l'assorbimento di ogni conflitto nella vacua retorica dell’interesse nazionale. A questo esito io non intendo in nessun modo partecipare
Riccardo Terzi (04/05/2013)
 
 Sindacato
'La mia storia nel sindacato'
Intervista autobiografica su un ventennio di attività nella Cisl - a cura di Bruno Liverani
Rino Caviglioli (24/05/2013)
 
 Italia
Euro e debito: come è facile farla facile
Circolano ricette improbabili per uscire dalla crisi, come uscire dall'euro e abbattere il debito pubblico, magari non rimborsandolo in parte. Chi le propone evidentemente non si rende conto di quali sarebbero le conseguenze, che ci farebbero passare dalla padella nella brace
Ruggero Paladini (15/03/2013)
 
 Economia
Distretti industriali, chi vince e chi perde
Diminuisce del 2,8% il fatturato 2012 (sempre meglio della media nazionale dell'industria, -5%), ma con differenze anche forti tra l'uno e l'altro e tra settori (l'export della meccanica -3%, quello dell'Hi-tech +14,9). Bene anche alimentare e farmaceutica. Cosa serve per migliorare
Attilio Pasetto (30/03/2013)
 
 Libri
Il mercato senza lavoro
Un saggio di Ferruccio Pelos colmo di dati che fanno chiarezza su tutte le figure contrattuali e le articolazioni dell'occupazione, e anche un'analisi dei processi evolutivi derivati dai mutamenti sociali ed economici. Con prefazione di Pierre Carniti e postfazione di Luigi Di Marco
Rino Caviglioli (15/03/2013)
 
 Cronache
Medice, cura te ipsum
Le prime parole di un Papa sono spesso indicative del programma del suo pontificato. Così è stato per Wojtyla "il conquistatore" e per Ratzinger "il filosofo". L'esordio di Bergoglio farebbe pensare a un programma che mette al primo posto la riforma della Chiesa, puntando sulla sobrietà (la scelta del nome) ma soprattutto - forse - rivoluzionandone il governo
Carlo Clericetti (15/03/2013)
 
 Mondo
Bernanke il rivoluzionario
La crisi che non passa sta incidendo profondamente anche sul ruolo delle banche centrali e sulle loro strategie e i dogmi degli ultimi trent'anni vengono rimessi in discussione. La Fed, in particolare, per la prima volta ha indicato un obiettivo numerico sulla disoccupazione. Solo in Europa innovazioni quasi a zero
Carlo Clericetti (25/01/2013)
 
 Italia
Perché lo sviluppo ha bisogno di equità
Oggi ne parlano persino le forze di destra, ma rimandandola "a un secondo tempo", dopo che sarà stata riavviata la crescita. Ma è proprio qui il punto: ci sono precise ragioni economiche per cui la ripresa ha bisogno di una riduzione delle disuguaglianze, in Italia particolarmente elevate
Nicola Cacace (25/01/2013)
 
 Lavoro
Giovani e lavoro, strategia per un disastro
La drammatica situazione attuale è il risultato delle numerose riforme del lavoro e delle pensioni varate negli ultimi vent’anni. La previdenza andava riformata, ma affrontando anche gli effetti collaterali. E tutta la flessibilità introdotta nell’impiego non ha prodotto occupazione, anzi. I dati che sfatano le affermazioni demagogiche
Carlo Clericetti (29/12/2012)
 
 Cronache
La destra alla conquista della sinistra
Le forze politiche di destra presenti oggi sono una corte dei miracoli ripudiata persino da chi per tanti anni le ha votate. Ma questi elettori hanno ora trovato in Matteo Renzi un possibile rappresentante e potrebbero fargli vincere le primarie e conquistare il Pd. Se accadesse sarebbe la fine di qualsiasi prospettiva progressista
Carlo Clericetti (13/11/2012)
 
 Italia
Serve più competitività? Dipende
Se si ragiona sulle necessità immediate, cioè su ciò che serve a superare la crisi, l'opportunità o meno di perseguirla consegue dal tipo di politica economica che si sceglie. Il governo comunque non ne fa nessuna: un piccolo promemoria di decisioni insensate
Valerio Selan (27/09/2009)
 
 Italia
Fisco, sindacati divisi ma sbagliano uniti
La richiesta di Cisl e Uil di aumentare la detassazione del salario di produttività non ha senso in questa fase, ma anche la proposta Cgil (niente Irpef sulle tredicesime di lavoratori e pensionati) produrrebbe vari effetti negativi. Con 6 miliardi si potrebbe invece manovrare sulle detrazioni fino a 55.000 euro, con 9 fino a 75.000, con benefici percentualmente maggiori per i redditi più bassi
Ruggero Paladini (27/09/2012)
 
 Economia
I profitti sporchi di Taranto
Parla Andrea Ranieri, che da segretario generale della Cgil Liguria ha seguito per anni le vicende dell’acciaio. “Riva comprò a prezzo stracciato dall’Italsider, ma ha investito solo per produrre e guadagnare di più infischiandosene dell’inquinamento. Serve un progetto nazionale, la chiusura fermerebbe anche Genova, Novi Ligure, Torino. E bisogna cambiare logica”
Bruno Ugolini (29/09/2012)
 
 Lavoro
L’industria italiana non è tutta Ilva
”Su questo caso gli investitori esteri misurano l’affidabilità dell’Italia”, ha detto il ministro Clini. Un’affermazione insensata: dopo 40 anni di leggi sull’ambiente di lavoro tutte le imprese sarebbero in quella situazione? Bisognerebbe piuttosto pubblicizzare e premiare quelle in regola. Ma inspiegabilmente nessuno vuole dire quali siano
Gianni Marchetto (02/09/2012)
 
 Italia
Le tasse deragliano in curva
La famosa “curva di Laffer”, secondo cui una pressione fiscale eccessiva finisce con il provocare comportamenti che fanno diminuire il gettito, non regge alle critiche scientifiche, ma nella particolare situazione italiana si prende una rivincita. Eppure una strada diversa è stretta ma esiste
Valerio Selan (27/06/2012)
 
 Stato Sociale
Radiografia della spesa pensionistica
Il saldo delle gestioni, gli apporti dello Stato, la partita di giro delle tasse, le diverse definizioni tra Istat, Eurostat, Ragioneria e Nucleo di valutazione. Com’è cambiato il concetto di “sostenibilità”
Maurizio Benetti (28/03/2012)
 
 Italia
Bilancio di vent’anni di sacrifici
Ancora una volta, pressati dall’emergenza, si chiede ai lavoratori moderazione e disponibilità “per il bene del paese”. Ma questa è la ricetta che viene ormai applicata da molto tempo, con pessimi risultati. La strada per spezzare la spirale negativa è un’altra
Alfredo Recanatesi (02/02/2012)
 
 Europa
Il modello sociale, pilastro dell’unità europea
E’ un’invenzione politica senza precedenti e che resta unica al mondo: la società intera si assume la responsabilità di produrre sicurezza economica e sociale per ciascun singolo individuo. Oggi è messa in questione dai tagli ai bilanci, ma è solo attorno ad essa che il grande progetto unitario può avere successo
Luciano Gallino (20/10/2011)
 
 Europa
Stato sociale, l’Europa in cerca del suo ombrello
Le politiche sociali sono tuttore gestite da ciascun paese per suo conto: ne derivani sistemi di welfare anche molto diversi tra loro. Il “modello europeo” è qualcosa di cui c’è bisogno, ma dovrà cambiare per adattarsi alle nuove condizioni economiche e politiche
Fulco Lanchester (23/10/2011)
 
 Italia
Quanto può dare una tassa sui ricchi
Una nuova ipotesi di imposta sulle grandi fortune viene dalla Cgil, che però per il gettito fa riferimento ai valori patrimoniali dell’indagine Bankitalia, calcolati a prezzi di mercato, mentre in Italia si utilizzano oggi i valori catastali pari a circa un terzo. Anche dopo le necessarie modifiche, comunque, con il ricavato si dovrebbe ridurre l’Irpef
Ruggero Paladini (02/04/2011)
 
 Cronache
Federalismo, tre passi nel delirio
La Lega lo considera una bandiera e Belusconi concede tutto in cambio dell’appoggio politico. Ma il federalismo all’italiana nasce con tre gravi errori di impostazione le cui conseguenze non potranno che essere disastrose
Pierre Carniti (23/02/2011)
 
 Cronache
Marchionne, la sinistra e l’addio all’auto italiana
Il manager rifiuta di esporre la sua strategia, ma è chiaro che il nostro paese avrà un ruolo residuale. Il triste paradosso è che tra la Germania, punta di diamante dell’industria europea e gli Usa in piena crisi, una parte della sinistra e del sindacato sceglie il modello americano di Marchionne
Antonio Lettieri (08/01/2011)
 
 Lavoro
Il modello Marchionne e la salute dei lavoratori
Non sono stati finora adeguatamente valutati gli effetti della nuova organizzazione del lavoro che viene introdotta con gli accordi di Pomigliano e Mirafiori sia sulla salute che sul sistema di tutela e di assistenza
Gianni Marchetto* (28/12/2010)
 
 Cronache
Fisco, salari e pensioni pagano per tutti
Inizia la discussione sulla legge delega per la “riforma fiscale”. Il punto da cui partire sarebbe uno solo: il gettito dell’imposta sul reddito viene per il 60,6% dal lavoro dipendente e per il 30,4 dalle pensioni; tutti gli altri insieme versano il 9. Ma l’intenzione del governo è chiara: non cambiare niente
Pierre Carniti (18/10/2010)
 
 Lavoro
Il lavoro e la normalità dell’assurdo
La maggior parte dell’opinione pubblica accetta ormai come ragionevole e ineluttabile la compressione dei diritti e della qualità della vita dei lavoratori. Non ci sono soluzioni facili per problemi difficili, ma alcune linee guida andrebbero seguite
Gianni Italia (20/09/2010)
 
 Mondo
Quando l’Eni aiutava l’Opec a nascere
L’Organizzazione dei produttori di petrolio compie cinquant’anni e può essere abbastanza soddisfatta del suo bilancio. Dagli inizi con l’appoggio di Enrico Mattei è passata allo scontro con i paesi consumatori e poi a una sostanziale collaborazione. Ipotesi sulla sua prossima strategia
Marcello Colitti (19/09/2010)
 
 
 
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