ricerca veloce
 
 
Europa 22/07/2015 
     

Tsipras in trappola fra Schäuble e Hollande

Il tedesco voleva il Grexit, il francese evitare ad ogni costo che l'uscita dall'euro diventasse un'opzione, per non rafforzare enormemente la Le Pen. Così ha "mediato" proponendo un memorandum tanto irrazionale e punitivo che i falchi non potevano rifiutarlo: e neanche il leader greco, che aveva il mandato di tenere il paese nella moneta unica. Ma una resa dei conti è solo rinviata
segue >>

 
Antonio Lettieri
   
   
 
E&L: Addio a Marcello Colitti
 
Claudio Salone: La Roma possibile se ci fosse la politica
 
Aldo Amoretti: Immigrati, come aumentare i rimpatri volontari
 
Alexis Tsipras: La lettera del governo greco ai creditori
 
Umberto Romagnoli: La democrazia sindacale diventa disabitata
 
Paolo Ramazzotti: La ripresa? Parlarne è un passatempo
 
Angelo Gennari: La congiuntura e i fatti di giugno
 
Nicola Cacace: Le tre grandi bugie sugli immigrati
 
 
 Europa
La Grecia e l'Europa dei sonnambuli
La destra arrogante che governa l'Unione ha incontrato per la prima volta un ostacolo, dopo lunghissimi e tristissimi anni, nel piccolo popolo greco. Una lezione per l'Italia, che dovrebbe trovare il coraggio di tornare a confidare nelle risorse che la società esprime
Giovanni Principe (09/07/2015)
 
 Europa
Il contagio del referendum
La previsione che si raggiungesse un accordo con la Grecia non teneva conto dell’obiettivo di fondo dei signori dell’eurozona: la punizione di una provincia che aveva osato ribellarsi. Ma Tsipras con il referendum sposta il conflitto a un nuovo livello, finalmente democratico, e molti altri paesi saranno tentati da questa nuova-vecchia arma
Antonio Lettieri (01/07/2015)
 
 Europa
Grecia, l'ultimo affondo dell'Europa reazionaria
Continua il balletto delle "riunioni decisive" che non decidono, ma il 30 giugno è davvero la data limite: o ci sarà l'accordo che permetta il rimborso al Fmi o sarà default. Bruxelles non ha cambiato linea: chiede ancora la fallimentare austerità, solo più attenuata. Alla fine è probabile che l'accordo ci sarà, per non rischiare un drammatico sconquasso
Carlo Clericetti (23/06/2015)
 
 Stato Sociale
Il reddito minimo non è una chimera
Le politiche degli ultimi anni invece di combattere la povertà l'hanno accresciuta. Un assegno di sussistenza a 660.000 persone allevierebbe la condizione di 2 milioni di famiglie, con una spesa contenibile in meno di 5 miliardi e coperture plausibili per questo primo passo verso un sistema universalistico
Giovanni Principe (25/05/2015)
 
 Stato Sociale
Scuola, alle radici del pasticcio
Nonostante le modifiche della Camera restano le lacune, i dubbi interpretativi e, soprattutto, l’incertezza del disegno complessivo. Una pseudo-riforma abborracciata in fretta per una sola ragione: evitare 250.000 ricorsi dopo la sentenza della Corte europea sul precariato
Claudio Salone (23/05/2015)
 
 Europa
Spagna, come ha vinto la sinistra
Le elezioni comunali e regionali hanno segnato la spettacolare caduta del Partito popolare e l’apertura di una nuova fase unitaria a sinistra che può cambiare lo scenario politico spagnolo alle prossime eiezioni generali di novembre e avere importanti ripercussioni sulle politiche europee
Antonio Baylos (26/05/2015)
 
 Europa
Le meraviglie del 'Britannicum'
Il sistema inglese è persino peggio dell'Italicum: puoi prendere più seggi con 180.000 voti che con 4 milioni. I Tory hanno vinto grazie a questo: sono aumentati meno dell'1% ma ottengono la maggioranza assoluta dei seggi, mentre il Labour guadagna il doppio ma ne perde 25. La "sconfitta" della sinistra non viene dai voti, ma solo dal meccanismo elettorale
Carlo Clericetti (25/05/2015)
 
 Cronache
L’eurozona e l’attacco alla democrazia
Siamo di fronte a un paradossale rovesciamento del senso stesso della democrazia. Per l'oligarchia europea ciò che conta non è la rappresentatività democratica dei governi nazionali, ma la loro sottomissione o complicità nell’attuazione delle politiche fissate dalla tecnocrazia che guida l’eurozona.
Antonio Lettieri (25/05/2015)
 
 Cronache
Sinistra masochista e sinistra truffaldina
Davvero, come dice Matteo Renzi, con un programma di sinistra inevitabilmente si perde? Non solo non è vero, ma anche l'esito delle elezioni inglesi dev'essere esaminato con un po' più di attenzione. Se comunque per vincere si dovesse proporre una politica di destra, cosa c'entra più la sinistra?
Carlo Clericetti (13/05/2015)
 
 Lavoro
L’irresistibile ascesa della licenza di licenziare
Un po' di storia di diritto dellavoro. Che, all'inizio, considerava la possibilità di interrompere il rapporto una garanzia per il lavoratore. Con l'evoluzione della società e dell'economia la tutela è poi diventata quella che solo a quest'ultimo spettava la discrezionalità, in quanto parte più bisognosa di protezione, principio che oggi viene cancellato
Umberto Romagnoli (25/05/2015)
 
 Economia
Il segreto di Pulcinella della crescita spagnola
A Madrid non è stata imposta l'austerità come a noi: tra il 2010 e il 2014 il nostro deficit cumulato è stato del 12,3%, quello spagnolo di ben il 32,2, e questo ha aiutato l'economia. Come mai questo riguardo? In cambio della riforma del lavoro, che ha fatto scendere pesantemente i salari: è quello che potrà succedere anche da noi grazie al Jobs act
Ruggero Paladini (21/04/2015)
 
 Lavoro
Il futuro non è più quello di una volta
Lo Statuto dei lavoratori è nato come espressione di quanto dice l'articolo 3 della Costituzione, quello che dispone che si persegua l'eguaglianza sostanziale per tutti, e ha reso i lavoratori prima di tutto cittadini titolari di diritti. Oggi si vuole rottamarlo come superato, ma i valori che afferma sono universali e senza tempo
Umberto Romagnoli (14/05/2015)
 
 Italia
Nostalgia dell’Iri? No, ma allora serve qualcos'altro
La non piccola parte positiva del ruolo che fu delle partecipazioni statali non è stata sostituita dall'industria privata e l'attuale politica sembra solo rivolta a vendere all'estero ciò che resta del nostro patrimonio di tecnologie e conoscenze. Alcune idee per una politica industriale
Guido M. Rey (21/04/2015)
 
 Economia
La fame di infrastrutture si nutre di speranza
Dopo anni di calo dei fondi per gli investimenti nel Def 2015 una piccola inversione di tendenza: +2%. Queste risorse e quelle altrettanto modeste del Piano Juncker potranno comunque dare una spinta positiva all'economia, ma a patto che i privati facciano la loro parte
Attilio Pasetto (21/04/2015)
 
 Cronache
Il rebus greco e la trappola dell’eurozona
Il fantasma della possibile uscita di Atene dall'euro preoccupa i governi di Italia e Francia, che sembrano però incapaci di cogliere l'occasione per fare del caso greco la leva per cambiare una politica dell'eurozona che la sta portando all'implosione
Antonio Lettieri (21/04/2015)
 
 Sindacato
Landini e il sindacato per tutti
Ridda di interpretazioni e di critiche sull’iniziativa del segretario della Fiom, molte delle quali distorsive. La strategia che ha enunciato è di portare il sindacato a rappresentare tutti i lavoratori, anche gli atipici e i precari, e di combattere per difendere i loro diritti anche attraverso una mobilitazione della società civile che prema sui partiti, come avvenne per il divorzio o il referendum sull’acqua
Carlo Clericetti (21/03/2015)
 
 Europa
L’egemonia tedesca, la Grecia e la democrazia europea*
Il fallimento economico delle politiche dell’eurozona è solo un lato della medaglia. Le conseguenze più gravi riguardano la faccia che rimane in ombra: i danni profondi inflitti alle regole della democrazia
Antonio Lettieri e Stuart Holland (19/03/2015)
 
 Italia
L’economia di Machiavelli
L’analisi dell’andamento delle componenti del Pil e del loro contributo al reddito mostra che la nostra economia è su un sentiero di "mercantilizzazione povera": crollo degli investimenti, depressi consumi e importazioni, export in modesta crescita forzato dalla mancanza di alternative. Su questa via le condizioni esterne favorevoli non basteranno a riguadagnare il terreno perduto
Leonello Tronti (20/03/2015)
 
 Lavoro
Il lavoro e l’eutanasia dei diritti
Il gioco di specchi e di inganni del Jobs Act, oltre a decretare la più o meno lunga agonia dell’art. 18 e a spingere sulla flessibilità rinviando la sicurezza a tempi indefiniti, riporta il rapporto tra datori e subordinati a prima dello Statuto, che aveva fatto del lavoratore un cittadino, e rende la libertà di licenziamento un valore sociale da tutelare
Umberto Romagnoli (20/03/2015)
 
 Sindacato
Landini tra politica e sindacato
E’ meritorio il tentativo del segretario della Fiom di ridefinire il rapporto tra organizzazioni di massa e politica, ma è opportuno un chiarimento definitivo sull’identità della coalizione sociale e sui suoi obiettivi futuri
Giovanni Principe (20/03/2015)
 
 Stato Sociale
La “Buona scuola” ha il cappello da asino
Anatomia del disegno di legge. Tutto il potere al Dirigente (che potrà correre dei rischi), svuotati gli organi collegiali, pochi soldi gettati qua e là con dubbi criteri, finanziamenti a chi sceglie le private (ma non tutte). Confusione sugli organici, scende il numero dei precari stabilizzati e restano le supplenze. E un dubbio-bomba: il contratto a tempo indeterminato verso la scomparsa?
Claudio Salone (21/03/2015)
 
 Economia
E’ il gas naturale l’anello verso il futuro
E' venuto il momento di ripensare il ruolo di questo combustibile, pressoché inesauribile, tra i meno inquinanti e in grado di garantire un ordinato passaggio ai possibili sistemi energetici che il progresso tecnologico renderà disponibili
Marcello Colitti (19/03/2015)
 
 Cronache
Tsipras scuote il neo-impero dell’eurozona
Il testo del compromesso è molto vago su una serie di punti-chiave, ma nonostante quello che sono stati costretti a cedere i greci hanno aperto una breccia profonda nel muro dell'eurozona. Il risultato può essere contagioso: rafforza i partiti e i movimenti che si ribellano all’ortodossia fondamentalista dell’euro-impero guidato da Berlino e Bruxelles
Antonio Lettieri (22/02/2015)
 
 Europa
Tra l’ottimismo e la catastrofe
Il calo del petrolio e dell’euro e la decisione della Bce possono dare un aiuto alla crescita, anche se non sono privi di qualche controindicazione. Il nuovo governo di Atene ha avanzato proposte molto ragionevoli, ma per ora accolte con ostilità: se si dovesse decidere di abbandonare la Grecia provocandone l’uscita dall’euro, la situazione potrebbe precipitare
Mario Nuti (05/02/2015)
 
 Lavoro
Da lavoratore a cittadino e ritorno
Lo Statuto compie 45 anni. Segnò una svolta sancendo che anche sul luogo di lavoro dovevano valere i diritti della persona previsti dalla Costituzione: è quello da cui ora si sta tornando indietro. Si dovrebbe invece sviluppare la parte della democrazia sindacale in un paese in cui non si sa chi rappresenta chi e con quali responsabilità verso i rappresentati, chi è legittimato a sottoscrivere contratti collettivi e con quale efficacia
Umberto Romagnoli (22/02/2015)
 
 Lavoro
La balla della lotta alla precarietà
Nell'attuazione del Jobs Act a fronte di due piccole novità positive nel part-time ce ne sono numerose negative per i lavoratori sparse dappertutto. La semplificazione delle tipologie contrattuali si sostanzia nell'abolizione del solo "lavoro ripartito", 300 casi in tutto. E persino i giudici a volte avranno una strada obbligata
Giovanni Principe (22/02/2015)
 
 Lavoro
Jobs act, gli imbrogli non finiscono mai
Nei decreti attuativi una “manina” ha inserito norme che esulano dalla delega votata dal Parlamento e persino dalla Costituzione. L’emendamento sul reintegro per licenziamenti disciplinari ingiustificati viene di fatto eluso e al giudice è vietato valutare se la decisione sia proporzionata. Ma c’è anche molto altro
Umberto Romagnoli (04/02/2015)
 
 Cronache
Il decisionismo e il mestiere del presidente
Sergio Mattarella è salito al Colle accompagnato dalle aspettative di quel po' di sinistra rimasta in Italia. Per non deluderle dovrà quanto meno ripristinare prassi corrette, impedendo l’abuso dei decreti legge e non impartendo ordini al Parlamento. E sorvegliando le “manine” che inseriscono nei provvedimenti norme a sorpresa
Carlo Clericetti (05/02/2015)
 
 Europa
La flessibilità inflessibile
Come l’imbroglio del cosiddetto Piano Juncker, così anche i margini di manovra sui bilanci di cui si è parlato nella recente riunione della Commissione Ue sono illusori. L’eurozona persiste nella sua politica distruttiva e solo se in Gracia e poi in Spagna vinceranno le nuove sinistre ci sarà qualche possibilità di cambiare
Antonio Lettieri (16/01/2015)
 
 Italia
Le ambiguità da sciogliere dopo il Quirinale
Mattarella non era la prima scelta di Renzi, ma si voleva evitare che sinistra e Cinque Stelle ponessero l’alternativa di Prodi. Ora però, caduto il Patto del Nazareno, il Pd non può continuare la politica di ispirazione liberista sostenuta dall’alibi delle “larghe intese”. Se lo farà, non potrà più definirsi un parito di sinistra
Giovanni Principe (06/02/2015)
 
 Lavoro
Lo Stato protegge chi licenzia illecitamente
Per effetto dei decreti legislativi di attuazione del Jobs Act è lo Stato che paga i danni derivanti da licenziamenti ingiustificati, visto che si accolla le spese per ricollocare chi ha perso il lavoro. Il che avverrà con un voucher che ancora non si sa se spetterà a tutti e di quali importi sarà nei vari casi: ma si può scommettere che saranno esigui
Umberto Romagnoli (18/01/2015)
 
 Italia
L’austerità e il paradosso di Giffen
Ci sono fenomeni in cui dosi successive sempre maggiori invece di soddisfare generano una ulteriore necessità come l’assuefazione alle droghe. Così è stata la politica europea dei tagli, che invece di ridurre ha fatto crescere i debiti pubblici. Ora che appare una timida inversione di rotta è bene riflettere sulle linee da seguire per il lavoro e le tecnologie
Valerio Selan e Rosita Donnini (04/02/2015)
 
 Europa
Il futuro d’Europa tra Atene e Berlino
Per avere la maggioranza nel prossimo Parlamento Tsipras dovrebbe arrivare al 40%, a meno che vari partiti restino sotto lo sbarramento al 3%. Se ci riuscirà, potrebbe contrattare un forte allungamento del debito con intressi bassissimi. Cederà la Troika, che ha preteso in quattro anni ben 800 misure restrittive? Seguiranno le elezioni in Spagna e Portogallo
Ruggero Paladini (12/01/2015)
 
 Lavoro
Jobs Act , un desolante bilancio finale
Varati i due decreti delegati davvero importanti è possibile un giudizio definitivo. Non solo ci sono vari elementi di incostituzionalità, non solo manca tutta la parte dei servizi per l’impiego: la “grande riforma” si riduce alla liberalizzazione dei licenziamenti, grazie anche a trappole e trabocchetti
Giovanni Principe (15/01/2015)
 
 Cronache
La fine di un regno e il turbopremier
Alla vigilia delle dimissioni Giorgio Napolitano ha pronunciato un discorso che è una sorta di testamento politico. E’ lui che ha creato questo quadro, anche forzando le sue prerogative, e non vuole che cambi: avanti con questo governo e con la linea prevalente in Europa, e nessuno lo disturbi. Renzi ha ancora più fretta del solito: vuole chiudere le partite istituzionali prima dell’incognita del nuovo presidente. E poi, forse, elezioni
Carlo Clericetti (17/12/2014)
 
 Europa
Eurozona al bivio: 2015, anno della svolta?
Il protrarsi della crisi, indotto dalla politica di austerità, funzionale a forzare riforme che sarebbe difficile far passare in tempi normali, sta facendo crescere in vari paesi i partiti che chiedono un’alternativa e l’anno prossimo ci potrebbero essere i primi cambi di governo. Anche Renzi è sul filo del rasoio
Antonio Lettieri (17/12/2014)
 
 Documenti
Contratto a tutele crescenti - testo
Documenti (25/12/2014)
 
 Europa
Katainen, Merkel e la carestia delle patate
Il vice presidente della Commissione ora minaccia vagamente “sanzioni”, come se non bastassero i danni fatti finora dall’austerità. Per trovare un accanimento simile su una politica drammaticamente sbagliata bisogna forse risalire a metà dell’800, protagoniste Inghilterra e Irlanda. Anche allora una carestia fu usata per imporre ristrutturazioni economiche
Carlo Clericetti (15/01/2015)
 
 Italia
Il fisco che crea falsi poveri e falsi ricchi
Negli ultimi quarant’anni fattori esterni come la liberalizzazione della finanza e la globalizzazione e interni come la cattiva amministrazione e le scelte politiche di destra hanno minato profondamente l’equità del prelievo. Gli interventi che potrebbero invertire la tendenza
Valerio Selan - Rosita Donnini (15/01/2015)
 
 Lavoro
Jobs Act, brutti doni natalizi
Una lettura a caldo della bozza di decreto approvata dal governo suggerisce di definire il prodotto di queste norme “contratto a tutele ridotte”. Il reintegro diventa una chimera, nessun disbscamento della giugla delle tipologie. Si dovrà discutere sia della costituzionalità che di un possibile “eccesso di delega”
Luigi Mariucci (26/12/2014)
 
 Lavoro
Tutele crescenti? Sì, per le imprese
Il nuovo contratto non solo non mantiene, se non per un caso limitato, quello che il nome promette, ma invece di semplificare complica ancor di più il panorama normativo del mondo del lavoro, tanto da rendere probabili, tra qualche tempo, richieste di nuovi interventi
Lorenzo Zoppoli (14/12/2014)
 
 Cronache
Un deus ex machina per l’eurozona
La Banca del Giappone ha appena deciso acquisti di titoli di Stato per il 16% del Pil. Se lo facesse anche la Bce la crisi finirebbe, ma non può: anche se volesse l’opposizione politica non lo consentirebbe. Ma proprio sul fronte politico il 2015 può riservare sorprese
Antonio Lettieri (13/11/2014)
 
 Europa
A sinistra l’euro diventa un dilemma
Il dibattito sulla possibilità di abbandonare la moneta unica comuncia ad accendersi anche nell’area della sinistra Pd: una sua nuova rivista ospita vari interventi. Ma un problema ancora più decisivo sarebbe un vero cambio di rotta della politica economica
Carlo Clericetti (13/11/2014)
 
 Lavoro
Sotto il JobsAct niente
Esaminiamo quali fossero gli obiettivi dichiarati per questa ennesima riforma e che cosa prevede la versione varata dalla commissione Lavoro della Camera. La sola modifica che emerge nettamente è l’ultimo assalto all’art. 18, per il resto nulla che possa davvero modificare la linea seguita dai governi Berlusconi in poi: altro che “cambiare verso”
Giovanni Principe (25/11/2014)
 
 Italia
Pensioni, la manina che ha premiato i ricchi
Sul Corriere della Sera una denuncia di cui E&L aveva dato conto già nel 2012: Uno degli effetti della legge Fornero ha attribuito vantaggi ad alcune categorie (tra le quali magistrati e docenti universitari) con un costo di 2,5 miliardi in 10 anni. In origine nella legge si specificava che quei vantaggi non sarebbero scattati, ma in Parlamento qualcuno ha cassato proprio quelle righe
Maurizio Benetti (25/11/2014)
 
 Italia
Sul Def il fantasma di Haavelmo
Breve nota metodologica per capire se il Documento di economia e finanza prefiguri o no un rilancio dell’economia. Risultato del ragionamento: non inciderà sul trend recessivo. Intanto a Bruxelles ci si occupa di decimali e formule esoteriche
Ruggero Paladini (24/10/2014)
 
 Italia
Caffè, il riformista radicale
A leggere gli interventi dell’economista si resta stupefatti: è scomparso da 25 anni, ma sembrano scritti oggi. La piena occupazione e l’equa distribuzione del reddito sono sempre stati i suoi primi pensieri. Un suo allievo ne ricorda la figura nel centenario della nascita
Mario Tiberi (10/12/2014)
 
 Italia
La palla di neve e la leva di Archimede
Il presidente della Commissione Ue Juncker, per spiegare come 21 miliardi possano diventare più di 300, ha parlato di un “effetto palla di neve”. Lasciando da parte le sue fantasiose immagini si può provare ad analizzare quale effetto-leva potrebbero avere le misure della Legge di stabilità
Valerio Selan e Rosita Donnini (12/12/2014)
 
 Lavoro
Jobs-act, come correggere la delega
Tre importanti riviste scientifiche alle quali collaborano alcuni tra i più autorevoli giuslavoristi italiani propongono un documento in cui analizzano i punti deboli della legge che, se non corretti, genererebbero molti contenziosi e condizionerebbero la legislazione futura
Diritti, lavori e mercati - Lavoro e diritto - Rivista giuridica del lavoro (24/10/2014)
 
 Cronache
La Spagna sì che è un modello!
Mentre Renzi e la Commissione fingono di litigare sui decimali di una manovra che non cambierà nulla arrivano dati ancora negativi sulla nostra crescita e positivi su quella della Spagna, che spesso ci viene portata ad esempio. In effetti dovremmo fare come loro, ma in un campo completamente diverso da quello che ci indicano i neoliberisti
Carlo Clericetti (24/10/2014)
 
 Cronache
Le maschere dell’articolo 18
”E’ solo un totem”. “Riguarda pochissimi lavoratori”. L’assalto finale alla norma contro i licenziamenti ingiusti utilizza una retorica che in parte distorce la realtà, in parte è falsa, come i numeri di cui si parla per sostenerla. Una battaglia della destra travestita da riformismo di sinistra
Antonio Lettieri (05/10/2014)
 
 Italia
Sul Tfr un pasticcio inutile
La facoltà di averlo in busta paga si paga con un forte aumento della tassazione, quindi probabilmente sarà scelta da pochi e non darà gettito né avrà effetti espansivi. Per di più l’aumento di tasse su Fondi e casse private smentisce l’accordo raggiunto nel giugno scorso con il ministro Padoan sugli investimenti. La previdenza complementare ha bisogno di una revisione, ma queste decisioni fanno solo danni
Maurizio Benetti (24/10/2014)
 
 Italia
Pil a picco, fare più deficit o morire
Non basta nemmeno il 3%: finché il saldo primario continua a sottrarre risorse a un’economia agonizzante la ripresa non arriverà mai. L’Italia va peggio di tutti in Europa: è vero, ma è anche quella che ha il maggiore surplus dei conti pubblici. Dovremmo ignorare gli stupidi parametri di Bruxelles e battere i pugni perché la Germania riduca il suo surplus della bilancia
Carlo Clericetti (05/10/2014)
 
 Lavoro
Spagna: da imprenditori a padroni
Con la riforma del 2012 che tanto piace in Italia il legislatore ha tracciato un modello regolativo che non pone limiti al dominio delle ragioni economiche, tecniche, organizzative e produttive che possono essere invocate dai datori per introdurre modifiche sostanziali delle condizioni di lavoro
Umberto Romagnoli (05/10/2014)
 
 Italia
Con l'economia criminale Pil fasullo
I dati su quelle attività sono inattendibili e si crea il paradosso che i successi della legge farebbero scendere il Pil. Bisognerebbe almeno continuare ad effettuare entrambi i conteggi (cioè anche quello tradizionale), evitando così di falsare parametri come la pressione fiscale o il rapporto col deficit
Guido M. Rey (11/09/2014)
 
 Italia
Manovra, hai voglia prima di sterzare
Le misure appaiono frettolose e non inserite in un chiaro e coerente quadro progammatorio. Più d’una solleva dubbi, altre potrebbero avere effetti diversi da quelli per cui sono state pensate. Infine, la dimensione complessiva è troppo modesta per incidere veramente
Valerio Selan e Rosita Donnini (16/11/2014)
 
 Opinioni
La Dc del terzo millennio
Quello di Renzi è un partito nuovo, che ha abbandonato le eredità culturali di quelli che gli hanno dato origine e che occupa tutto il centro dello schieramento politico, lasciando poco spazio sia a destra che a sinistra. Non sarà facile scalzarlo: forse prima o poi dall’interno, ma con molta fortuna
Adriano Bonafede (24/10/2014)
 
 Lavoro
Sul lavoro la sinistra fa la destra
Ripercorriamo la storia recente che ha portato a elaborare un Jobs act che sembra figlio del pensiero unico. Eppure un progetto alternativo esiste, il Pd l’ha approvato appena tre anni fa ed era nel programma su cui sono stati eletti gli attuali parlamentari. Bisogna tornare a quello: e realizzarlo, prima che sia troppo tardi
Giovanni Principe (12/09/2014)
 
 Italia
Sblocca Italia? Sblocca cemento
Un gran numero di precetti costituzionale calpestati, a partire dallo strumento usato, un decreto. Stravolte e ignorate tutte le regole, un’orgia di procedure straordinarie, commissari plenipotenziari, silenzi-assenso. Svendita incontrollata dei beni demaniali. Nemmeno Berlusconi era arrivato a tanto
Sauro Turroni (12/09/2014)
 
 Italia
Un liberista contro il taglio dei salari
I duri colpi della crisi che non passa cominciano finalmente a fare breccia nel fronte degli economisti neoliberisti. Dopo Francesco Giavazzi e Guido Tabellini che invocano più spesa pubblica, Luigi Zingales scrive che ridurre le retribuzioni non solo non è utile, ma dannoso. Il loro quadro di riferimento resta però ispirato a teorie smentite dai fatti
Carlo Clericetti (11/09/2014)
 
 Lavoro
Il costo della stabilità immaginaria
L’ultimo assalto all’art. 18 insiste sull’unicità italiana della reintegra, cosa non vera. Per giunta poco praticata, perché quasi sempre sostituita da un accordo di indennizzo, quello sì quasi sempre più alto che altrove. Di questa questione non si parla, ma è probabilmente quello il vero obiettivo
Umberto Romagnoli (11/09/2014)
 
 Cronache
Draghi e l’oracolo svelato
Il presidente della Bce ha realizzato tutto ciò che la politica monetaria può contro la crisi. Che – ha avvertito – non basta: serve anche la politica fiscale (ma non ha spazi) e più ancora le “riforme strutturali”, soprattutto la deregolazione del lavoro. L’ennesima riaffermazione di una linea economica fallimentare ma che cerca di distruggere il modello sociale europeo
Antonio Lettieri (11/09/2014)
 
 Cronache
Se Renzi ascoltasse i gufi
Mentre si procede con riforme che stravolgeranno il nostro assetto istituzionale, la situazione del paese non potrebbe essere più allarmante, ma chi lo afferma viene tacciato di essere un “gufo”. La crescita prevista è già azzerata e non arriverà con queste politiche. Non resta che un’alternativa
Carlo Clericetti (18/07/2014)
 
 Italia
Matteo Renzi, il re è nudo
La crisi dell’eurozona ha assunto un carattere strutturale. Fra la Germania e la maggioranza degli altri paesi si è creata una spaccatura incolmabile e non sembra che il leader italiano possa ottenere qualcosa: la trappola tedesca del binomio austerità-riforme strutturali tra poco non potrà più essere camuffata
Antonio Lettieri (27/07/2014)
 
 Sindacato
Caviglioli, una vita nel sindacato
Rino ci ha lasciato. Di recente aveva voluto affidare a E&L i ricordi e le esperienze della sua lunga militanza in difesa dei diritti dei lavoratori. Riproporre quel testo, e la presentazione che ne aveva fatto Antonio Lettieri, ci sembra il modo migliore per ricordarlo
E&L (18/07/2014)
 
 Italia
Nel programma Pd quella riforma non c’era
Nel documento sui cui contenuti è stato chiesto il voto agli elettori solo una frase piuttosto vaga che non prefigurava certo uno stravolgimento del Senato né tantomeno dell’assetto istituzionale, e comunque non nella direzione che si è presa
Adriano Bonafede (27/07/2014)
 
 Europa
Sopravviverà l'euro? Analisi del suo futuro
Il testo e i grafici della conferenza che l'economista ha tenuto il 6 maggio per la tradizionale "Lezione Angelo Costa"
Joseph Stiglitz (20/05/2014)
 
 Lavoro
Delega sul lavoro, i nodi di una non-riforma
Non solo lo strumento scelto implica tempi lunghi mentre l’occupazione è un’emergenza, ma è carente o addirittura sbagliato su punti cruciali come sussidio universale di disoccupazione, contratto unico, salario minimo. Si può ancora cambiare rotta, ma bisogna farlo presto
Giovanni Principe (08/06/2014)
 
 Cronache
L’Italia di Renzi e l’Europa del 25 maggio
La crisi è stata affrontata dalle autorità che guidano l’Unione con politiche sbagliate e controproducenti. Le elezioni hanno avuto il merito dell’unica ribellione democratica possibile. Quei risultati potrebbero essere l’ultimo segnale d’allarme per l'eurozona e l'Unione europea
Antonio Lettieri (09/06/2014)
 
 Italia
Pil, addio sogni di gloria
Dopo il dato negativo del primo trimestre la crescita prevista dal governo per quest’anno è praticamente impossibile da raggiungere e questo influenzerà negativamente i conti pubblici. Se l’asse Berlino-Bruxelles pretenderà altri tagli non usciremo dal circolo vizioso austerità-tagli-austerità.
Carlo Clericetti (20/05/2014)
 
 Sindacato
Quando il sindacato non è più agente del cambiamento
A riaffermare che anche in tempi di crisi i diritti vanno difesi è rimasta solo la Fiom, mentre i tre confederali sembrano rassegnati a una generica subalternità e hanno elaborato nell’ultimo triennio un modello della democrazia autoritaria che lo spirito dei tempi predilige, ma poco rispettoso della libertà sindacale
Umberto Romagnoli (30/04/2014)
 
 Europa
Dalla partnership franco-tedesca alla deriva dell’eurozona
Il processo di unità europea è nato dalla convinzione delle élites francesi che un futuro di pace dovesse basarsi su un patto di cooperazione con la Germania. Ma all’inizio del secolo l’equilibrio si è rotto e Parigi non ha saputo ripristinarlo alleandosi con gli altri paesi mediterranei. Oggi l’Ue è guidata da una politica neoconservatrice, ma le elezioni di maggio potrebbero dare una scossa
Antonio Lettieri (30/04/2014)
 
 Europa
Perché la Germania è diventata super
Le riforme Hartz, tanto decantate, non avrebbero giocato un ruolo essenziale. Più importante il contenimento del costo del lavoro, ma determinante un terzo fattore: la grande riorganizzazione di processi e prodotti che è stata alla base di guadagni di produttività e contenimento dei prezzi
Leonello Tronti (30/04/2014)
 
 Europa
Per la disoccupazione serve un fondo europeo
Tassi di senza lavoro come quelli raggiunti dai paesi in crisi non sono riassorbibili con la bassa crescita prevedibile, è necessario un intervento dell’Unione. Che potrebbe avvenire con la costituzione di un apposito strumento presso la Bei e a cui dovrebbero contribuire i paesi con persistente surplus delle partite correnti
Antimo Verde (01/04/2014)
 
 Lavoro
La disoccupazione tra chiacchiere ed indifferenza
Affrontare il problema richiederebbe prendere atto delle sue cause profonde, da un lato l’ insufficienza della domanda effettiva, dall’altro l’evoluzione tecnologica che distrugge più posti di quanti non ne crei. E’ un problema che si pone fin dalla rivoluzione industriale e capitalisti come il fondatore della Fiat Giovanni Agnelli avevano ben chiaro come affrontarlo
Pierre Carniti (31/03/2014)
 
 Lavoro
Lavoro, Renzi guardi la Spagna. E non faccia lo stesso
Le autorità europee indicano la riforma del governo Rajoy come esempio, ma i risultati sono catastrofici. Taglio dei salari e azzeramento dei diritti hanno avuto come conseguenza un’impennata della disoccupazione oltre il 25%, la quasi scomparsa dei contratti a tempo indeterminato e una ripresa dell’emigrazione, mentre l’occupazione è tornata ai livelli del 2001
Antonio Baylos* (31/03/2014)
 
 Lavoro
Ridurre l’orario aumenta la produttività
Servono naturalmente alcune condizioni, tra cui la massima disponibilità a turni e orari che permettano di sfruttare al massimo gli impianti e incentivi a investimenti in tecnologia. Il maggior costo sarebbe "pagato" dall'utilizzazione più efficiente e intensiva del fattore capitale. Le evidenze statistiche
Rosita Donnini e Valerio Selan (31/03/2014)
 
 Italia
Il Comma 22 del Fiscal compact
Bisognerà tagliare o no 50 miliardi per rispettare il Fiscal compact? Per evitarlo, dice il governatore di Bankitalia Visco, basterebbe una crescita nominale del 3%. Ma la Commissione, utilizzando metodologie più che discutibili, ci chiede altri tagli che frenerebbero la crescita. Un assurdo circolo vizioso basato su tecnicismi più volte rivelatisi sbagliati
Carlo Clericetti (31/03/2014)
 
 Lavoro
Salario minimo, perché no a una legge
In futuro quelle definite in tal modo diventerebbero di fatto le norme unificate da applicarsi all’insieme dei rapporti di lavoro. Si svuoterebbe la contrattazione affossando definitivamente il sindacato, protagonista di quel pluralismo sociale che definisce una democrazia: ma se non cambia profondamente il suo declino rischia di diventare irrimediabile
Pierre Carniti (18/02/2014)
 
 Lavoro
Il sindacato e i frammenti ricomposti
Unificare il mercato del lavoro, che mai come oggi è stato così segmentato in cento figure diverse, è un problema che il sindacato discute, ma finora senza uno sbocco definito. Una battaglia per una legge sul salario minimo potrebbe dargli una nuova immagine e favorire un contatto con tutte quelle figure che lo vedono ormai come parte dell’establishment, oltre restituirgli un ruolo di soggetto politico generale
Carlo Clericetti (09/02/2014)
 
 Sindacato
Libertà sindacale sequestrata
Gli accordi 2011, 2013 e 2014 instaurano un dominio della maggioranza che si propone non solo di azzerare la conflittualità, ma anche di condizionare la dialettica interna con l’obiettivo di omologare l’intero mondo confederale. A questo è finalizzata l’imposizione alle Federazioni di categoria di sottoporsi al vaglio di un collegio arbitrale che punirà i comportamenti giudicati non conformi
Umberto Romagnoli (09/02/2014)
 
 Stato Sociale
Pensioni, quelle d’oro a volte non luccicano
Il rendimento dei contributi è in molti casi molto più elevato per le pensioni basse che per quelle molto alte: il fattore più rilevante è l’età di pensionamento. Chi parla di tagli spesso fa confusione, pensando che tutti i vitalizi alti contengano un “regalo”. Un ricalcolo (cosa mai fatta in nessun paese) dovrebbe comunque riguardare tutti gli assegni pena l’incostituzionalità
Ruggero Paladini (25/11/2013)
 
 Cronache
Reddito minimo e matematica grillina
L’M5S propone un “reddito di cittadinanza”, ma sbaglia calcoli e terminologia: quello a favore di particolari categorie disagiate (come prevede il loro provvedimento) si chiama “reddito minimo garantito” e il costo non sarebbe 19 miliardi come dicono, ma 50. Al di là del velleitarismo grillino il problema però è reale e il Pd dovrebbe affrontarlo con urgenza
Pierre Carniti (12/11/2013)
 
 Italia
Garantire il reddito? No, il lavoro
Si continua a parlare di “reddito di cittadinanza” o “reddito minimo garantito”. Ma, come già diceva Paolo Sylos Labini più di 30 anni fa, non è all’assistenzialismo che bisogna puntare, ma ad assicurare un lavoro a tutti. Evitando gli errori di esperienze simili, come i nostri “lavori socialmente utili” o i “mini-job” tedeschi
Carlo Clericetti (12/11/2013)
 
 Italia
Più tasse sulle rendite finanziarie? Paga solo il signor Rossi
E’ una misura chiesta a gran voce dai sindacati e da molti politici, che trascurano però un aspetto determinante: banche, assicurazioni e Fondi, che detengono il 90% dei titoli di Stato in Italia, denunciano questi redditi nell’imponibile e dunque non subirebbero alcun inasprimento fiscale, che colpirebbe solo il 10% in mano alle famiglie dando un gettito assai ridotto
Maurizio Benetti (12/11/2013)
 
 Cronache
Il Pd avversario di se stesso
L’ultimo rimasto a potersi definire partito è ridotto ad un fragile corpo politico intrappolato in un ginepraio di congreghe, cricche e camarille. Le primarie così congegnate non servono ad individuare un leader rappresentativo (anzi, rischiano di generarne due contrapposti), ma solo a contarsi in vista della spartizione delle nomine
Pierre Carniti (03/11/2013)
 
 Stato Sociale
Tagli alle pensioni, o inutili o da esproprio
Ipotesi e conti degli interventi ipotizzati prima sulle “pensioni d’oro”, poi su quasi tutte: a meno di colpi pesantissimi il gettito non sarebbe mai molto alto. E semmai dovrebbe essere usato a vantaggio dei pensionati futuri, per i quali si prospettano assegni assai più miseri di ora
Maurizio Benetti (03/11/2013)
 
 Cronache
A che deve servire la stabilità
Il governo ha superato l’ostacolo Berlusconi, ma ciò che conta è la sua capacità di modificare i termini della situazione economica e sociale. Soprattutto su due aspetti redistributivi: dei redditi per ridurre la disuguaglianza e del lavoro per impiegare più persone. Come si possono trovare le risorse necessarie
Pierre Carniti (07/10/2013)
 
 Sindacato
Se il sindacato si tinge di giallo
Le motivazioni della sentenza della Corte costituzionale che ha accolto il ricorso Fiom contro la Fiat sono una lezione di diritto del lavoro e spiegano in modo molto chiaro chi ha diritto a rappresentare i lavoratori e perché l’azienda non può scegliere gli interlocutori che preferisce
Umberto Romagnoli (25/08/2013)
 
 Sindacato
Nessuno tocchi il diritto di sciopero
Torna alla ribalta, anche per la presa di posizione Fiat, la questione di una legge sulla rappresentanza sindacale. Di alcune chiare e limitate regole c’è sicuramente bisogno: basta che non emerga la tentazione di estenderle alla limitazione del diritto individuale di sciopero, come si tentò di fare in passato
Luigi Mariucci (06/09/2013)
 
 Stato Sociale
Il welfare ai privati è già realtà
I dati del censimento Istat mostrano la crescente privatizzazione dei servizi e il ruolo sempre più importante giocato dal non profit. La sanità pubblica è ormai il 43,5% del totale, in forte crescita anche l’istruzione privata. In dieci anni raddoppiato il numero delle Fondazioni e delle cooperative sociali
Attilio Pasetto (30/07/2013)
 
 Italia
Pd addio, non hai più un progetto
Il partito politico è lo strumento che si giustifica in vista di un fine. Nel Pd tutte le identità sono dissolte, l’unico fine che resta in piedi è la manutenzione del sistema, e si vuole l'assorbimento di ogni conflitto nella vacua retorica dell’interesse nazionale. A questo esito io non intendo in nessun modo partecipare
Riccardo Terzi (04/05/2013)
 
 Sindacato
'La mia storia nel sindacato'
Intervista autobiografica su un ventennio di attività nella Cisl - a cura di Bruno Liverani
Rino Caviglioli (24/05/2013)
 
 Italia
Perché lo sviluppo ha bisogno di equità
Oggi ne parlano persino le forze di destra, ma rimandandola "a un secondo tempo", dopo che sarà stata riavviata la crescita. Ma è proprio qui il punto: ci sono precise ragioni economiche per cui la ripresa ha bisogno di una riduzione delle disuguaglianze, in Italia particolarmente elevate
Nicola Cacace (25/01/2013)
 
 Lavoro
Giovani e lavoro, strategia per un disastro
La drammatica situazione attuale è il risultato delle numerose riforme del lavoro e delle pensioni varate negli ultimi vent’anni. La previdenza andava riformata, ma affrontando anche gli effetti collaterali. E tutta la flessibilità introdotta nell’impiego non ha prodotto occupazione, anzi. I dati che sfatano le affermazioni demagogiche
Carlo Clericetti (29/12/2012)
 
 Cronache
La destra alla conquista della sinistra
Le forze politiche di destra presenti oggi sono una corte dei miracoli ripudiata persino da chi per tanti anni le ha votate. Ma questi elettori hanno ora trovato in Matteo Renzi un possibile rappresentante e potrebbero fargli vincere le primarie e conquistare il Pd. Se accadesse sarebbe la fine di qualsiasi prospettiva progressista
Carlo Clericetti (13/11/2012)
 
 Economia
I profitti sporchi di Taranto
Parla Andrea Ranieri, che da segretario generale della Cgil Liguria ha seguito per anni le vicende dell’acciaio. “Riva comprò a prezzo stracciato dall’Italsider, ma ha investito solo per produrre e guadagnare di più infischiandosene dell’inquinamento. Serve un progetto nazionale, la chiusura fermerebbe anche Genova, Novi Ligure, Torino. E bisogna cambiare logica”
Bruno Ugolini (29/09/2012)
 
 Stato Sociale
Radiografia della spesa pensionistica
Il saldo delle gestioni, gli apporti dello Stato, la partita di giro delle tasse, le diverse definizioni tra Istat, Eurostat, Ragioneria e Nucleo di valutazione. Com’è cambiato il concetto di “sostenibilità”
Maurizio Benetti (28/03/2012)
 
 Italia
Bilancio di vent’anni di sacrifici
Ancora una volta, pressati dall’emergenza, si chiede ai lavoratori moderazione e disponibilità “per il bene del paese”. Ma questa è la ricetta che viene ormai applicata da molto tempo, con pessimi risultati. La strada per spezzare la spirale negativa è un’altra
Alfredo Recanatesi (02/02/2012)
 
 Europa
Il modello sociale, pilastro dell’unità europea
E’ un’invenzione politica senza precedenti e che resta unica al mondo: la società intera si assume la responsabilità di produrre sicurezza economica e sociale per ciascun singolo individuo. Oggi è messa in questione dai tagli ai bilanci, ma è solo attorno ad essa che il grande progetto unitario può avere successo
Luciano Gallino (20/10/2011)
 
 Europa
Stato sociale, l’Europa in cerca del suo ombrello
Le politiche sociali sono tuttore gestite da ciascun paese per suo conto: ne derivani sistemi di welfare anche molto diversi tra loro. Il “modello europeo” è qualcosa di cui c’è bisogno, ma dovrà cambiare per adattarsi alle nuove condizioni economiche e politiche
Fulco Lanchester (23/10/2011)
 
 Italia
Quanto può dare una tassa sui ricchi
Una nuova ipotesi di imposta sulle grandi fortune viene dalla Cgil, che però per il gettito fa riferimento ai valori patrimoniali dell’indagine Bankitalia, calcolati a prezzi di mercato, mentre in Italia si utilizzano oggi i valori catastali pari a circa un terzo. Anche dopo le necessarie modifiche, comunque, con il ricavato si dovrebbe ridurre l’Irpef
Ruggero Paladini (02/04/2011)
 
 Lavoro
Il modello Marchionne e la salute dei lavoratori
Non sono stati finora adeguatamente valutati gli effetti della nuova organizzazione del lavoro che viene introdotta con gli accordi di Pomigliano e Mirafiori sia sulla salute che sul sistema di tutela e di assistenza
Gianni Marchetto* (28/12/2010)
 
 Cronache
Fisco, salari e pensioni pagano per tutti
Inizia la discussione sulla legge delega per la “riforma fiscale”. Il punto da cui partire sarebbe uno solo: il gettito dell’imposta sul reddito viene per il 60,6% dal lavoro dipendente e per il 30,4 dalle pensioni; tutti gli altri insieme versano il 9. Ma l’intenzione del governo è chiara: non cambiare niente
Pierre Carniti (18/10/2010)
 
 
 
  ^ Inizio pagina